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SALVAMARE-SQUALO-BALENA

Salvamare: il primo passo contro la plastica

Con il disegno di legge Salvamare l’Italia inizia la guerra alla plastica nei mari. Il provvedimento proposto dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa inaugura un’era in cui le istituzioni italiane ed europee, costrette a una presa di coscienza della gravità dei livelli di inquinamento, corrono finalmente ai ripari.

L’Europa è divenuto il secondo maggiore produttore di plastica al mondo dopo la Cina, determinando in questo modo conseguenze allarmanti sugli ecosistemi. Il WWF riferisce che nel nostro continente sono prodotti circa 27 milioni di tonnellate di rifiuti plastici all’anno. Secondo quanto emerso da uno studio realizzato dal Parlamento Europeo, meno di un terzo di questi viene riciclato: ad ostacolarne il recupero sarebbe proprio il rapporto qualità-prezzo dei prodotti, poco conveniente se paragonato ai prodotti nuovi di zecca.

Il Report 2018 del WWF evidenzia dati assai preoccupanti: l’Europa riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macroplastiche (come bicchieri monouso, sacchetti, filtri delle sigarette, bottiglie e cannucce) e tra le 70 e 130 mila tonnellate di microplastiche derivanti, ad esempio, da agenti esfolianti, additivi di saponi, creme, gel, dentifrici, polvere degli pneumatici o dal lavaggio di fibre sintetiche di indumenti. Senza un’adeguata inversione di rotta, entro il 2025 gli oceani conterranno una tonnellata di plastica ogni tre tonnellate di pesce e nel 2050 la quantità delle plastiche supererà quella del pesce.

plastica

A risentire dell’inquinamento non è solo l’ambiente: anche la pesca e la salute dell’uomo sono gravemente messe a rischio. Sono 134 le specie selvatiche nel Mediterraneo che hanno ingerito plastica: tra queste, 60 sono specie di pesci che o muoiono per aver inghiottito i rifiuti o finiscono nella catena alimentare, arrivando anche sulla nostra tavola.

Proprio allo scopo di salvaguardare la flora e la fauna marina, il disegno di legge Salvamare permetterà ai pescatori di portare a terra la spazzatura che rimane impigliata nelle loro reti. Allo stato attuale, infatti, raccogliere rifiuti dal mare – seppure per errore – comporta l’accusa di traffico illecito di rifiuti, oltre ad una multa e all’obbligo di smaltimento. La proposta del Ministro Sergio Costa prevede, inoltre alcuni meccanismi premiali per i pescatori che contribuiranno a rimuovere la plastica dai nostri mari.

“Finalmente i pescatori potranno portare a terra la plastica che trovano impigliata nelle loro reti invece di rigettarla in mare come erano costretti a fare finora – ha dichiarato il Ministro – Per farlo avranno un certificato ambientale riconosciuto attraverso criteri che stiamo perfezionando con la collaborazione della Guardia Costiera. La loro filiera di pescato sarà riconosciuta, e stiamo vagliando premi e incentivi, anche di carattere economico, da poter inserire nel decreto attuativo della legge”.

Sergio Costa
“Non è possibile che su 150 tartarughe morte spiaggiate, i ricercatori ci dicano che tre su quattro presentano plastica nel corpo” ha dichiarato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa

Marevivo, l’associazione ambientalista senza fini di lucro che dal 1985 si batte per la tutela del mare e delle sue risorse, sin da subito ha accolto con favore il disegno di legge Salvamare, per l’approvazione del quale aveva promosso una petizione su Change.org, insieme a Fondazione Cetacea.

Raffaella Giugni, responsabile relazioni istituzionali di Marevivo

“Abbiamo una vera emergenza nel Mediterraneo: più del 50% del pescato è rappresentato da rifiuti, per cui è importantissimo che i pescatori possano riportarli a terra e non ributtarli in mare, come sono costretti a fare ora, visto che i rifiuti nel mare sono considerati rifiuti speciali” spiega Raffaella Giugni, responsabile relazioni istituzionali di Marevivo. “Noi ci auguriamo che la proposta di legge Salvamare venga approvata rapidamente e non si blocchi da qualche parte. Molti comuni, nell’attesa che il Salvamare diventi una legge nazionale, si stanno già adoperando per il risolvere il problema a livello locale adottando delle ordinanze. Non c’è più tempo: noi vediamo solo quello che c’è in superficie, in realtà il 90% dei rifiuti finisce sul fondale”.

Il disegno di legge Salvamare si inquadra in un’ottica più ampia di quella nazionale, rispondendo all’esigenza espressa dalle istituzioni comunitarie di combattere l’inquinamento da plastica. Il 24 ottobre scorso, infatti, il Parlamento Europeo ha approvato – quasi all’unanimità – una direttiva che obbliga tutti gli Stati Membri dell’Unione ad introdurre nel proprio ordinamento norme che vietino la vendita della plastica monouso.

“La direttiva, che prevede il divieto a partire dal 2021, è stata appena pubblicata sulla Gazzetta Europea. Noi la approveremo con una ulteriore norma che stiamo perfezionando per recepirla e che abbiamo voluto perché in quest’ambito vogliamo rimanere leader – ci dice il Ministro Costa – Procederemo quindi, oltre che con l’applicazione dei divieti previsti, anche con incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti. Entro il 2025 dovremo raccogliere il 90 per cento delle bottiglie di plastica monouso per bevande, introducendo sistemi di cauzione-deposito. Tutte le azioni saranno inoltre accompagnate da campagne e attività per sensibilizzare i consumatori rispetto all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica”.

Il recepimento della direttiva in Italia rappresenta, dunque, una fase cruciale nella lotta all’inquinamento. “Il contributo dei pescatori sarà fondamentale, ma è con la direttiva che cominceremo a vedere dei miglioramenti: più del 50% della plastica che troviamo in acqua e sulle spiagge è plastica monouso, quindi è necessario abolirla” osserva Raffaella Giugni. “Bisogna che ci impegniamo a ridurre il consumo di plastica, anche perché non tutti i materiali possono essere riciclati. Se non risolviamo il problema all’origine, non arriveremo mai a una soluzione”.

A questo scopo, l’educazione ambientale costituisce un presupposto imprescindibile per realizzare un profondo cambiamento delle coscienze.
“Il Ministro Costa ha annunciato che introdurrà l’educazione ambientale come materia curricolare nelle scuole e per noi è una vittoria” commenta la portavoce di Marevivo, che da anni lavora negli istituti scolastici allo scopo di diffondere tra le nuove generazioni una più ampia consapevolezza ambientale. “Da dieci anni nelle scuole elementari e medie portiamo avanti un progetto che si chiama “Delfini guardiani delle isole”, proprio perché è un percorso che facciamo sulle isole italiane, che rappresentano un grande patrimonio per il nostro Paese. Siamo attivi anche negli istituti nautici, dove organizziamo dei seminari per gli studenti, che prevedono interventi di esperti ed attività sul territorio”.

Ma le campagne di sensibilizzazione di Marevivo non si esauriscono nelle scuole. Lo scorso anno, l’associazione, con la collaborazione della Lega Italiana Vela, ha lanciato una App per smartphone e tablet per invitare i diportisti a guardare il mare con occhi diversi: “Occhio al mare”, questo il nome dell’applicazione, consente di segnalare attraverso un geolocalizzatore gli avvistamenti di specie marine o di plastica. I dati raccolti vengono elaborati da Marevivo e consegnati ad organismi nazionali e internazionali in modo tale da integrare le conoscenze su questi argomenti e agire sul degrado e l’inquinamento dei nostri mari.

“La novità di quest’anno è la regata sostenibile, con cui vogliamo incoraggiare tutti i velisti a sostituire la plastica che portano a bordo con materiali riutilizzabili – racconta Raffaella Giugni – Abbiamo lanciato questo progetto con Nautor’s Swan a Scarlino, nel corso della prima tappa del circuito mediterraneo Swan One Design. In questa occasione Swan ha varato la prima barca a vela con motore elettrico“.

E’ ancora possibile proteggere il nostro mare, ma a questo scopo è necessario l’impegno di tutti, istituzioni, aziende e singoli individui, perché l’emergenza inquinamento è divenuta ormai improrogabile.

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