BWA GTO 328: la prova in acqua con i nuovi Honda BF150
La serie GTO di BWA è l’ottava generazione di gommoni destinati al turismo sportivo e familiare, che strutta tutta l’esperienza del cantiere nel settore dei RHIB maturata in oltre 60 anni di presenza sul mercato. A ciò si aggiunge che il test del nuovo BWA GTO 328 si è svolto in abbinamento agli altrettanto nuovi fuoribordo Honda Marine, quattro cilindri in linea, e il gioco è fatto. Come sarà andata? Andiamo a scoprirlo insieme!
Sembra ieri, eppure sono trascorsi più di 60 anni da quando, alla fine degli anni ’50, in pieno boom economico postbellico, una piccola realtà con a capo Walter Breventani si dedicava alla costruzione di battelli pneumatici. Produceva, come da tradizione in quel periodo, gommoni a chiglia pneumatica e a chiglia rigida. Non si pensava ancora a quelli che oggi sono comunemente chiamati RHIB, acronimo di Rigid Hull Inflatable Boat. È negli anni ’80, con l’avvento di William Breventani, figlio di Walter, che nasce il marchio BWA, e con lui arrivano i primi progetti di gommoni con carena in vetroresina, i precursori dei modelli odierni con cui, se vogliamo, condividono poco o nulla.

Perché nel tempo è cambiata la filosofia del gommone come lo si intendeva negli anni ’50. Da mezzo spartano da portare con sé per andare ovunque, si è arrivati a sofisticati mezzi nautici che uniscono estetica, prestazioni e comfort, sia in navigazione che per brevi o lunghi soggiorni a bordo, a seconda del modello e delle ovvie necessità dei singoli utenti. Tre le linee produttive attualmente a catalogo (Flyer, Premium e GTO), cui si aggiunge la linea Professional a marchio Marshall.
La serie più sportiva è la GTO. Con quest’ultima, l’evoluzione ha condotto BWA all’ottava generazione di modelli, pensati per lo sport e la famiglia, ponendo la massima attenzione allo scopo di rendere più confortevole qualsiasi cosa si voglia fare a bordo. Il numero 8, nella numerologia, rappresenta il potere e la realizzazione, l’equilibrio e la forza, il dinamismo. Ma la mia prova non è focalizzata unicamente su questo RHIB, bensì anche sui motori che sono stati montati a poppa.
Si tratta infatti di una coppia del modello di punta della serie L4 (quattro cilindri in linea) di Honda Marine, presentata quest’anno a Genova, dopo essere stata sottoposta ad aggiornamenti vari, sfruttando un’elettronica ormai disponibile con la progettazione dei top di gamma (BF350 e BF300 V8). Esaminiamoli nel dettaglio entrambi, cominciando proprio dai fuoribordo.

I BF150L4 sono la massima potenza della famiglia dei quadricilindrici di media potenza della casa giapponese. Hanno una cilindrata di poco superiore ai 2 litri; ognuno dei quattro cilindri in linea ospita 4 valvole (due di aspirazione e due di scarico) per un totale di 16 complessive, gestite da un bialbero a camme in testa (DOHC). Quello che è variato rispetto alle versioni precedentemente in gamma, perché tali potenze esistevano già, è legato all’estetica e all’elettronica.
La prima cosa che colpisce è ovviamente il look, che attinge dai top di gamma, riproponendo, seppur in forma più “pudica” rispetto ad esempio alla gamma V6, un fascione nero centrale sulla colorazione bianca (sia Grand Prix White che Sporty White). Ma una fondamentale innovazione è l’arrivo del DBW, acronimo di Drive by Wire, ossia la sostituzione dei tradizionali cavi per la trasmissione dei comandi dal mono o bileva ai motori, con impulsi elettrici. Non scompaiono le versioni meccaniche da catalogo, in quanto apprezzate da molti, ma oggi viene offerta quest’alternativa che elimina le cosiddette “grattate” nell’inserimento marcia, e soprattutto trasmette i comandi in modo più rapido e preciso ai motori, cosa molto utile in manovra, ad esempio.
Disponendo del DBW, si sono a quel punto adottate anche alcune tecnologie finora prerogativa dei modelli V8, ossia il Cruise Control, il Supporto Regolazione di Assetto e il Sistema d’inclinazione automatica. Il Cruise Control è facile da spiegare: è il sistema già ampiamente conosciuto sugli autoveicoli che consente di mantenere la stessa velocità con qualsiasi condizione di mare. Il Supporto Regolazione di Assetto invece è un “semplificatore” di pilotaggio: selezionando una delle tre impostazioni personalizzabili, si potrà ottenere, in modo automatico, il miglior assetto in base al regime di giri dei motori o alla velocità dello scafo. L’ultimo dettaglio, infine, riguarda la protezione per il motore, ossia un sistema di blocco automatico dell’alzata del motore stesso quando si è in porto. Bastano due clic rapidi sull’apposito pulsante dell’iST (il comando intelligente in console) per far sì che il motore si alzi quanto serve, senza rischiare di rovinare nulla.
Per quanto concerne invece la parte dell’alimentazione, rimangono invariati il sistema d’iniezione elettronica PGM-FI e il VTECTM, ossia il regolatore di alzata delle valvole al fine di ottenere le migliori prestazioni e accelerazioni brucianti. L’abbinamento BLAST ed ECOmo è invece garante di coppia a bassi regimi (e quindi rapide planate), accompagnata da consumi bilanciati entro un determinato range di giri, che vedremo successivamente. E ora passiamo al GTO 328 che si caratterizza per una livrea moderna e un layout interno all’insegna del comfort.
È un 32 piedi (9,65 metri fuoritutto) per uso diurno, con due aree relax ricavate a poppa e prua. Una fissa – quella prodiera – con imbottiture amovibili per i tubolari e cuscini che sormontano i tre gavoni per attrezzature, più quello ospitante il barbotin del verricello elettrico, e un’altra a poppa modulabile. Si tratta per quest’ultima della tradizionale soluzione di ottimizzazione del divano a “U”, ideale per lunch o relax. Con l’abbattimento del tavolo (di serie) al livello dei gavoni, l’aggiunta di un cuscino supplementare e, volendo, l’ulteriore abbattimento verso il motore dello schienale del divano, si ottiene un secondo generoso solarium.

Tutte le cuscinerie Elegance (di serie) sono a cellule chiuse. C’è un unico scomparto chiuso in quest’area, quello a baglio sotto il divano, in cui sono ospitati i cablaggi, le tubazioni, le batterie e gli stacca-devia batterie. Sul lato di dritta poppavia un passaggio volutamente lasciato libero aiuta nel trasferimento a bordo (o viceversa) dalle plancette poppiere, di dimensione XL, che superano la sagoma dei motori. Una di queste ospita a scomparsa la scaletta bagno reclinabile. Piano di calpestio, plancette e musone di prua sono rivestibili opzionalmente – come sul modello provato – con Synthetic Teak.
Manca ancora all’appello l’area di pilotaggio. La console è centrale con guida a destra. Dispone di un parabrezza azzurrato protettivo, un grande cruscotto serigrafato su cui è possibile montare vari strumenti, un poggiapiedi e un volante a tre razze. Di serie viene fornita la timoneria idraulica monomotore, ma sul nostro esemplare è installata la versione opzionale per doppi motori. Facendo scorrere la porta in acrilato scuro a sinistra, si accede all’interno. Il locale è adibito di serie a spogliatoio con lavello e doccia, mentre il WC marino è optional.

Anteriormente la console presenta un divano fronte marcia per due persone. Pilota e co-pilota condividono infine un unico spazio sul cassero centrale, anche se esteticamente si tratta di due poltroncine singole con braccioli e cuscini anteriori sollevabili. In basso è incassato il frigorifero in acciaio inox da 42 litri, mentre posteriormente, sollevando in avanti la seduta, si libera il lavello con a fianco il tagliere, eventualmente sostituibile da un fornello a gas.
BWA GTO 328: LA PROVA DI NAVIGAZIONE
La carena di questo GTO 328 è una carena performante, con due ordini di pattini per piano di scivolamento, che non completano la loro corsa sino a prua, ma entrano in funzione durante le fasi d’ingresso in planata e durante le virate, offrendo appoggio supplementare. Il cantiere dichiara una potenza minima installabile di 2×115 cavalli e una massima di 2×250 cavalli. Posso dire che con la motorizzazione del test (una coppia di 150 cavalli) siamo a metà strada tra i due valori, e sono veramente curioso di vedere come andrà. Il carico a bordo al momento del test è di tre persone, più circa 120 litri di carburante e le dotazioni di sicurezza.

Mi trovo sul Lago di Como, lato Garlate, e le condizioni meteo sono ottime. Allacciato lo stacco di sicurezza, parto con i primi rilevamenti, a basso regime di giri, e rilevo che già a 2.000 giri entra l’ECOmo. Per planare è necessario ancora salire di circa 700 giri e a 2.700 rpm, alla velocità di 12,5 nodi, la carena stacca dall’acqua. Il consumo istantaneo che compare sullo strumento indica 21 litri/ora totali. Ovviamente, nella fase centrale di operatività, i motori quattro cilindri risultano meno briosi di quanto potrebbero essere i V6 da 200 o 250 cavalli e devo attendere il raggiungimento dei 4.000 giri per vedere il GPS superare i 20 nodi. Sono per l’esattezza 23,2 con un consumo di soli 43,2 litri/ora totali.
Con un tocco all’unica leva che ho attivato in sincro per praticità, salgo a 4.400 giri e raggiungo una velocità di 26 nodi con un consumo globale di 47 litri/ora. Ecco, ritengo questa la condizione ottimale per lunghe percorrenze: velocità gestibile in sicurezza, buona andatura e consumi decisamente contenuti. Proseguo e salgo ancora di giri fino a 4.800 rpm, dopodiché la spia dell’ECOmo si spegne e mi fa capire che da questo momento in poi i consumi sono unicamente gestibili dalla “mia mano”, senza altri aiuti. A 5.000 giri la velocità è di 33 nodi, a 5.400 giri di 35 nodi, ma è il limite di giri raggiungibile senza far uso dei trim. Non resta che chiamarli in causa, prima al 21%, e subito i giri salgono a 5.500 e la velocità a 37,2 nodi, poi al 40% con un’ulteriore ascesa della velocità a 39,9 nodi e infine al 50%, toccando i 42 nodi. I consumi? Be’, ovviamente fuori ECOmo e soprattutto a pieno regime di giri, anche questi salgono, non solo la velocità, però considerate che a 42 nodi e 6.000 giri ho consumato complessivamente 105,6 litri/ora, ossia circa 53 litri a motore. Davvero non male. Una ragione in più, volendo, per prendere in considerazione questa potenza intermedia, risparmiando sull’acquisto e sui consumi, senza perdere in prestazioni.

Piacevole la conduzione di questo RHIB, anche se l’acqua è praticamente ferma. Nonostante ciò, abbozzo delle virate sempre più strette, anche se un po’ d’aria nel circuito della timoneria ne rallenta la reattività, e a “cerchio praticamente chiuso” non si innesca nessuna ventilazione. In navigazione rettilinea il GTO 328 mette in mostra tutta la sua verve e al contempo la sua sicurezza comportamentale. Mai scomposto, sempre preciso e manovriero. L’unico test di passaggio sull’onda è “autoprodotto” con le onde da me stesso procurate con le virate, ma devo dire che mi sono accorto di averle superate quando già tutto era avvenuto!
| ALLESTIMENTO |
| DI SERIE Bussola con illuminazione; bitte di ormeggio in acciaio inox; carena super heavy duty; console con vano spogliatoio doccia e lavello; cruscotto per comandi e strumenti; corrimani in consolle inox; cuscineria Elegance a cellule chiuse; frigo a cassetto 42 l; gavoni di prua e poppa a prendisole; gamba e supporto tavolo poppa; ganci ormeggio; impianto elettrico completo; lavello e doccia esterni; luci interne cabina; impianto luci navigazione; musone in VTR a prua; pannello elettrico; plancette a poppa integrate extralunghe; pompa di sentina; salpa ancora elettrico con ancora e catena; sedile fronte console; seduta guida pilota e copilota; scala di poppa e maniglie risalita; serbatoio inox carburante 540 l; serbatoio acqua completo di autoclave; tavolo di poppa; tubolari: Grey-White; Fabric Impression Military. |
| OPTIONAL T-top inox total black; GPS/eco 7’’ o 9’’ con stereo e tromba; piano calpestio in Synthetic Teak; WC elettrico con impianto; pistoni (coppia) per kit timoneria doppio pistone; predisposizione bimotore; roll-bar; colorazione tubolari extra; fornello a gas. |
SCHEDA TECNICA BWA GTO 328
- Lunghezza f.t. 9,65 m
- Lunghezza interna 8,75 m
- Larghezza f.t. 3,55
- Diametro tubolari 0,65 m
- Portata persone 20
- Potenza massima 2×250 CV
- Serbatoio carburante 540 l
- Peso scafo a vuoto circa 2.000 kg
- Categoria omologazione CE B
- Prezzo scafo a partire da € 104.000,00 + IVA
SCHEDA TECNICA MOTORE HONDA BF150 L4
- Tecnologia 4 tempi DOHC
- Potenza 150 CV
- Numero cilindri 4 in linea – 16 valvole VTEC
- Regime di giri 5000 – 6000 rpm
- Cilindrata 2.354 cc
- Alesaggio per corsa 87 x 99 mm Alternatore 12V 40 A
- Sistema di alimentazione PGM-FI (iniezione elettronica programmata)
- Peso 224 kg
- Rapporto al piede 2,14:1
- Prezzo a partire da in versione DBW € 20.169,00 colorazione Aquamarine Silver; € 20.469,00 colorazione Grand Prix White; € 20.769,00 colorazione Sporty White




