Marlin Boat 33: la prova sul Lago di Como con due Honda BF250
Il Marlin Boat 33 lo avevamo provato un po’ di tempo fa con una coppia di 300 cavalli a poppa. Ora abbiamo avuto l’opportunità di fare un secondo test su una versione motorizzata con due nuovissimi 250 cavalli a marchio Honda Marine. E ovviamente non ci siamo fatti sfuggire l’occasione!
Marlin Boat è un cantiere che, nato nel 1986, ha vissuto sia i floridi anni della nautica tra il 1990 e il 2000 – ossia quel periodo in cui possedere un 7,50 metri era appannaggio di pochi, figuriamoci un dieci metri – che il contesto attuale, in un mercato che punta invece su gommoni sempre più grandi.
La scelta del cantiere comasco, però, è stata quella di non eccedere – almeno per il momento – oltre i dodici metri e di mantenere invece sempre un filo diretto con quella fetta di diportisti che amano i battelli “grandi ma non troppo”, curati nei dettagli e, ovviamente, performanti. E tali performance devono essere ottenibili anche con meno cavalli rispetto alla potenza massima di omologazione, senza far registrare consumi esorbitanti, soprattutto per garantire una certa autonomia di bordo, sinonimo più di sicurezza, che di risparmio.
Il fatto che il modello propostoci per una prova in casa Marlin Boat, ossia sul Lago di Como, fosse motorizzato con un’esuberante coppia di nuovi Honda Marine V6 da 250 cavalli ognuno, e non con la massima motorizzazione installabile (600 HP), ha subito destato in noi della rivista forte curiosità. Il Marlin 33 in effetti lo avevo già provato un paio di anni fa, a Genova, con la massima motorizzazione applicabile, mentre ora per questo test siamo al di sotto di detta soglia di ben 100 cavalli. Quale sarà il responso?

Eccomi, quindi, a metà novembre allo Yacht Club Como, in compagnia di Stefano Selva, patron di Marlin Boat, e di suo figlio. La giornata per la verità, climaticamente parlando, non è proprio autunnale e il sole regala, oltre a temperature per nulla fredde, colori e scenari che in questo periodo dell’anno, anche qui sul lago, sono molto suggestivi.
Del Marlin 33 esistono due versioni: una con il layout open – chiamata semplicemente Marlin 33 e oggetto del test – e una dal piglio crocieristico, il Marlin 33 Weekender, con un locale toilette separato in cabina (all’interno della console).
Il Marlin 33 (open) è un battello che predilige la navigazione diurna, anche se l’interno della console offre la possibilità di pernottare su un letto componibile e prevede già un WC marino, oblò e vetrature. È il classico battello dal layout sportivo, per godersi il sole, la compagnia degli amici o dei familiari, per andare a fare il bagno o, adottando l’asta traino opzionale, anche per praticare lo sci nautico. Per questo in coperta le soluzioni mirano a dedicare ogni centimetro disponibile al comfort dell’equipaggio (massimo 16 persone).
A prua l’ampio solarium, composto da cuscini realizzati in cellula chiusa e rivestiti di Skai liscio, misura – con l’inserimento del piano tavolo opzionale e relativo cuscino – circa 2 metri di lunghezza. Un comfort che può essere raddoppiato a poppa, nell’area dinette, utilizzando i cuscini del divano a “U”, completati dal piano centrale e abbattendo verso i motori la spalliera del divano.

Sia a prua che a poppa, sotto i cuscini, sono presenti alcuni gavoni per un “tutto in ordine sempre”. A poppa ve ne sono due laterali per parabordi e piccole attrezzature, più quello generoso centrale per batterie, impianti e dotazioni varie. A prua, oltre a quello all’estremità per il verricello (l’ancora rimane all’esterno della ruota di prua), c’è un unico ampio vano trapezoidale.

I tubolari in questo punto sono dotati di manigliette tientibene realizzate in tessuto gommato e incollate sui tubolari stessi, cui i passeggeri possono tenersi. I posti a sedere sono distribuiti tra il divano di poppa, la postazione di guida, l’area prendisole di prua e il divanetto davanti la console fronte marcia.
Il piano di calpestio è interamente rivestito di serie in EVA da 6 mm, lo stesso rivestimento che troviamo anche sulle plancette di poppa e di prua. La plancetta anteriore – non incollata ma supportata in modo originale da tubi in acciaio – ospita bitte e scorrisagola. Le plancette di poppa, invece, sono dotate di maniglioni in acciaio e, su quella di destra poppavia, è integrata la scaletta retrattile. Un’annotazione va fatta per lo schienale del divano a baglio nella dinette: è inclinabile in tre posizioni – 90°, 120° e 180° – in modo da fruirne come meglio serve o aggrada (divano, chaise longue o prendisole).

Completiamo la visita con l’area di pilotaggio, protetta sul modello in prova da un hard-top opzionale in acciaio e vetroresina saldamente ancorato alla console, fornito di luci di via, asta luce 360° e bandiera in acciaio inox. Due le sedute per pilota e co-pilota, separate da un bracciolo ma con un unico schienale. Di fronte a loro la console con comandi, volante in pelle e cruscotto in Fenix concentrati sul lato sinistro, mentre sul lato destro c’è la porta scorrevole che porta nel locale interno. Forniti di serie troviamo la pulsantiera elettronica da 12 utenze con gestione digitale BLINK, la bussola, il parabrezza in acrilato fumé, i maniglioni tientibene e il poggiapiedi.
Dietro i sedili, sollevando il coperchio – anch’esso in Fenix e apribile senza ribaltare le sedute – è disponibile l’angolo bar con il lavello, il tagliere e il frigorifero da 65 litri. Per gli amanti del roll-bar è bene sapere che c’è nella lista degli optional; è in acciaio inox e dotato di luci di via e tendalino parasole estensibile.

Di serie il Marlin 33 viene proposto con carena e coperta in vetroresina bianca e tubolari in grigio Artic, ma esistono altre varianti cromatiche quotabili come extra, così come lo è la possibilità di cambiare il colore dei cuscini, la loro lavorazione e il tessuto.
LA PROVA DI NAVIGAZIONE
E veniamo alla prova in acqua che, come ho già detto, vede come co-protagonisti due nuovi motori Honda Marine della linea V6. Si tratta dei BF250 da 3.5 litri, che attingono tanta tecnologia da quella impiegata per la progettazione e costruzione dei BF350 e BF300.
Lo scopo della casa giapponese non è stato tanto quello di migliorare le prestazioni a pieno regime di giri – già peraltro molto interessanti e valide nelle versioni precedenti – quanto quello di ottimizzare i momenti di maggior fruibilità di detta potenza, a cominciare dalla “coppia” per finire ai consumi, grazie alla disponibilità di tecnologie quali il BLAST, il VTEC e l’ECOmo.
Siamo in due persone a bordo, imbarchiamo 144 litri di carburante dei 480 totali, in più abbiamo a bordo le dotazioni obbligatorie, l’ancora, le batterie e l’hard-top. Insomma, un bel peso considerando che a vuoto solo il battello fa registrare una stazza di 2 tonnellate!
La superficie acquea è calma, anche se di tanto in tanto viene rotta dalle scie dei traghetti e dei taxi che qui, sul lago, lavorano praticamente durante tutto l’arco dell’anno.
Il Marlin 33 in prova monta la timoneria idraulica specifica per la bi-motorizzazione, un plus, però necessario per fruire al meglio della gestione della coppia battello/motori. Il primo dato che rilevo è quanto tempo impieghiamo a planare con 100 cavalli in meno rispetto alla massima motorizzazione. Ebbene, sono 3,2 secondi, un dato decisamente positivo.
Il secondo dato cui do importanza è quello del momento in cui entra in funzione l’ECOmo, e ciò avviene a 2.000 giri, corrispondenti a 8,9 nodi. Stiamo ancora dislocando e ovviamente il rapporto velocità/consumi è un po’ falsato dall’eccessiva massa d’acqua che spostiamo. Lo strumento in console ci dice che consumiamo 19,6 litri/ora totali. Ma basta poco, cioè 450 giri in più, per far uscire la carena dall’acqua. Il GPS indica una velocità di 12 nodi e i consumi, in fondo, sono saliti di poco, risultando pari a 21 litri/ora totali.
Da qui in poi tengo d’occhio il lago ovviamente, ma anche gli strumenti per rilevare ogni piccolo dettaglio. A 3.500 giri scivoliamo sull’acqua a 23,3 nodi, con un consumo di 40 litri/ora totali. A 4.000 giri tocchiamo la velocità di 28,3 nodi, consumando 54 litri/ora totali (leggasi 27 litri/ora a motore). Un dato da tenere presente come velocità di crociera economica.
Il “fine ECOmo” è sancito dal raggiungimento dei 5.000 giri, con un responso velocità/consumi pari a 38,7 nodi e 84 litri/ora totali. La massima velocità senza impiego dei trim manuali – non ho volutamente attivato il Trim Support che regola automaticamente l’assetto – la raggiungo a 5.500 giri, equivalenti a 42,3 nodi con consumi di 119 litri/ora totali.
Per raggiungere e superare i 6.000 giri, devo però far lavorare i trim. Li porto al 30% della loro corsa e prima raggiungo i 6.000 giri (45,7 nodi e consumi di 173,6 litri/ora totali), poi i 6.100 giri, fino a toccare i 6.300 giri a una velocità di 48,5 nodi e 179,4 litri/ora totali (cioè 90 litri/ora a motore), Be’, che dire, davvero un ottimo risultato su tutti i fronti.
La conduzione di questo RHIB è veramente divertente. La timoneria risponde con la massima sensibilità, stessa cosa dicasi per i comandi iST dei motori che, grazie alla tecnologia Drive by Wire, rendono tutto più rapido e preciso.
Pilotare questo gommone è come essere a bordo di un’auto ammiraglia. Ci si sente padroni del mezzo, non ci si trova mai in difficoltà, si naviga all’asciutto e anche quando imposto una virata a 39 nodi la traiettoria è pulita, senza mai far sentire a disagio chi condivide con me il test. L’opera viva di questo battello, progettata internamente al cantiere, è sicuramente azzeccata e posso dire che, avendola provata due anni fa anche con mare mosso, la mia di oggi non è una sensazione dovuta al lago e all’acqua cheta. La ruota di prua è praticamente verticale e due coppie di pattini scorrono lungo tutta la lunghezza dei piani di scivolamento.

Mi manca un ultimo step, quello del responso in manovra in spazi stretti. Così mi tolgo anche lo sfizio di ormeggiare nello Yacht Club Como, muovendomi tra le altre barche e gli altri gommoni ormeggiati. Tutto fila liscio e i comandi rendono facile anche quest’ultima manovra.
Scendo a terra soddisfatto e, tornato a casa confronto i risultati ottenuti ora con 100 cavalli in meno rispetto a due anni fa, quando avevo 600 cavalli a poppa, e posso affermare che le differenze sono veramente minime. A questo punto entrano tranquillamente in gioco solo i prezzi di listino dei motori o particolari esigenze e preferenze personali.
MARLIN 33: LA VERSIONE WEEKENDER
Possiamo semplicemente dire che “l’abbiamo sfiorata”, nel senso che per pochissimi giorni non siamo riusciti a salire a bordo e provare anche questa versione. Purtroppo l’esemplare su cui poter fare il test era destinato con urgenza all’estero e, causa meteo, non abbiamo fatto in tempo. Ma ci ripromettiamo appena possibile di tornare sull’argomento. Parliamo intanto delle differenze tra i due modelli.

La versione 33 Weekender è più indirizzata alla crociera a largo raggio con possibilità di pernotti a bordo. Per questo motivo è stato allestito all’interno della console un vero e proprio “habitat” notturno, che prevede anche un locale toilette separato con WC, mobile, lavello e doccia, in aggiunta a un letto matrimoniale convertibile in dinette. Il tutto fruendo di un’altezza di 195 cm, finestrature e oblò apribili per garantire aerazione e illuminazione interna.
Esternamente invece la differenza principale è a prua, con il prendisole che si congiunge al divano fronte console trasformandolo in una comoda chaise longue. La carena è la stessa della versione 33 (open), anche se scorrendo le caratteristiche tecniche spiccano 5 centimetri in meno in lunghezza fuoritutto. Il peso in più rispetto alla versione provata oggi è ovviamente giustificato dall’aggiunta di alcuni componenti, assenti sulla versione open. Per il resto, stessa motorizzazione massima applicabile e stessa portata di persone.
Il prezzo di questa versione è un po’ più alto, ma si tratta in fondo di soli € 8.200.
| ALCUNE DOTAZIONI DI SERIE Musone di prua in acciaio inox e VTR con passacima e bitte inox; gavone di prua e gavone ancora con prendisole superiore; console di guida centrale con parabrezza, tientibene laterali inox, cruscotto portastrumenti in Fenix, pulsantiera elettronica 12 utenze con gestione digitale BLINK, impianto elettrico completo, volante in pelle, bussola, luci di via, porta scorrevole per accesso cabina con serratura e divanetto biposto verso prua; cabina di prua con 2 finestre laterali e oblò apribili, mobile lavello in legno, piano in Corian, WC elettrico occultato, illuminazione LED e cuscineria rivestita con materiale per esterni waterproof; serbatoio acqua da 90 litri; serbatoio acque nere da 40 litri; serbatoio carburante da 480 litri; verricello elettrico con telecomando, ancora da 7,5 kg in acciaio inox e 50 metri di catena; colorazione carena e coperta bianca, tubolare Ice White e cuscineria in Skai grigio liscio. |
SCHEDA TECNICA MARLIN 33
- Lunghezza f.t. 10,05 m
- Lunghezza di omologazione 9,30 m
- Lunghezza interna 8,75 m
- Larghezza f.t. 3,32 m
- Larghezza interna 2,08 m
- Diametro tubolari 0,64 m
- Peso scafo a vuoto circa 2.000 kg
- Compartimenti stagni 6
- Portata persone 16
- Potenza massima 600 CV
- Capacità serbatoio carburante 480 l
- Capacità serbatoio acqua 90 l
- Categoria omologazione CE B
- Prezzo solo scafo con dotazioni di serie a partire da € 141.600,00 + IVA
SCHEDA TECNICA HONDA BF250
- Tecnologia 4 tempi SOHC
- Potenza 250 CV
- Numero cilindri 6 a V 60° – 24 valvole VTEC
- Regime di giri 5.300 – 6.300 rpm
- Cilindrata 3.583 cc
- Alesaggio per corsa 89 x 96 mm
- Alternatore 12V 90 A
- Sistema di alimentazione PGM-FI (iniezione elettronica programmata)
- Peso 284 kg
- Rapporto al piede 2:1
- Colorazioni disponibili Aquamarine Silver – Grand Prix White – Sporty White
- Prezzo a partire da € 28.310,00 IVA inclusa in colorazione Aquamarine Silver
Via Galvani, 2
22070 Luisago (CO)
Tel. +39 031 889844 – +39 031 889866
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