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Trideck

Trideck, la nuova ammiraglia di Azimut

Trideck è il primo yacht a tre ponti e la barca più grande mai costruita, un simbolo d’innovazione progettuale, stilistica e costruttiva del cantiere Azimut. La consegna è prevista per i primi mesi dell’anno.

Trideck

Il progetto

L’ammiraglia del cantiere Azimut, lunga 38,2 metri e larga 7,9 metri, ha un layout altamente innovativo ed è pensata per un armatore “moderno” che ama il contatto con la natura circostante e un luogo di convivialità. 

I concetti fondamentali del progetto Trideck sono: informalità, dinamismo e flessibilità degli spazi.

Gli esterni del Trideck sono stati affidati ad Alberto Mancini. Il designer ha apportato una serie d’innovazioni, dove una è strettamente collegata alla nascita di un’altra, proprio come l’inserimento di un Aft Raised Cockpit ha permesso la nascita di nuove aree all’aperto, inedite per concezione, funzione e caratterizzazione.

Achille Salvagni, invece, ha firmato l’interior design. Allontanandosi dalla tradizionale divisione degli spazi, permette agli armatori del nuovo millennio di vivere un’imbarcazione in linea con le loro reali esigenze.  Fra queste anche la possibilità di accogliere più ospiti a bordo, con una sesta cabina opzionale posizionata sull’upperdeck.

Le linee d’acqua, infine, sono state curate dallo studio P.l.a.n.a di Pierluigi Ausonio. La carena, progettata insieme al centro Ricerche e Sviluppo di Azimut, è la D2P Displacement to Planing, in grado di garantire la massima efficienza a tutte le andature.

Trideck

Le tre aree inedite

Alberto Mancini garantisce le linee esterne leggere e dinamiche e ha impostato il design della barca partendo dall’inserimento di un ponte intermedio sfalsato a poppa. Questo regala al Trideck nuovi e ampi spazi all’aperto, che si differenziano dagli standard usuali. 

Lo yacht Azimut accoglie gli ospiti attraverso la passerella centrale collegata al mezzo ponte, leggermente rialzato rispetto al Main Deck, l’Aft Raised Deck. È proprio questo ponte rialzato che consente la creazione di tre nuove aree: Sea View Terrace, Beach Club e Private Patio.

  • Sea View Terrace è un vero palco aperto sul mare, un’area a sbalzo che precede il pozzetto tradizionale. L’area, rialzata rispetto alla superficie dell’acqua e senza chiusure laterali, sembra staccarsi dalle murate laterali e galleggiare sospeso sull’acqua.
  • L’Aft Raised Deck permette di avere un grande Beach Club a tutta altezza, che sul Trideck è una vera lounge a livello del mare. Durante le soste in rada, lo specchio di poppa basculante si apre e aumenta la superficie a disposizione fino a 30 mq.  La poppa è protesa verso il mare così come le fiancate, grazie a un gioco di pieni e vuoti che consente di percepire tutto lo spazio come aperto.
  • (anche perché tender e toys trovano posto in un garage separato a proravia). 
  • Il Private Patio è la terza inedita area esterna che si trova sul Main Deck. E’ il pozzetto stesso ad essere stato concepito come un patio, un luogo all’aperto ma al tempo stesso di grande privacy, riparato anche dalla brezza grazie alle vetrate laterali.

Trideck

Il design esterno

Sull’Upper Deck a tutto baglio, c’è un’altra grande zona separata da una vetrata dalla zona dining esterna che, quando aperta, crea un’unica immensa area dining/lounge.

Il Sun Deck offre un bar a prua, una vasca idromassaggio custom circondata da prendisole e un arredo freestanding.

Sul Trideck, infine, ritroviamo le linee dinamiche, moderne ed eleganti di un’ammiraglia, dal tratto sportivo tipico di altri progetti che Mancini ha realizzato per Azimut. I tratti sono puliti, le grandi vetrate creano una superficie continua, ininterrotta fino a poppa, e un parabrezza inclinato si conclude con un frangivento verticale a testa nuda sul Sundeck.

L’abile gioco di carrozzeria alleggerisce le linee esterne e restituisce quella sensazione di dinamismo, con una nervatura che parte da poppa all’altezza degli scarichi e continua fino a prua. Anche scarichi e passacavi diventano elementi di design.

Layout e design interno del Trideck

Il lavoro di Achille Salvagni, che ha sposato in pieno la causa Azimut, muove su due livelli differenti.

Opera, come prima cosa, su un ripensamento funzionale degli spazi: abbandona il preconcetto di attribuire delle specifiche funzioni alle diverse zone e trasforma la barca in un luogo in cui l’armatore realmente si rilassa. Gli interni, infatti, sono stati ampliati in altezza e in larghezza e perfettamente integrati con le aree all’esterno, per diventare un’estensione gli uni delle altre.

Successivamente arricchisce gli ambienti attraverso un forte lavoro sul décor: essi non appaiono semplicemente riempiti ma scolpiti, grazie alla tensione delle forme, alla purezza e alla pulizia del tratto. Le alternanze dei materiali usati, gli accostamenti ricercati e le scelte dei colori creano una qualità di grande livello.

La proposta di Salvagni rappresenta un avanzamento concettuale e gioca sull’attenzione al dettaglio e sull’uso di materiali nobili. Esalta il linguaggio tipico della nautica in chiave contemporanea.

Dal Private Patio del Trideck si accede al salone interno, dove scompare la tradizionale zona pranzo formale trasformando questo ponte in un luogo di convivialità e informalità

L’area dining formale è invece sull’Upper Deck, dove troviamo una cucina di sevizio, mentre la principale è sul Main. In un secondo layout alternativo, la cucina di servizio è sostituita da una sesta cabina VIP, a cui si aggiungono le quattro cabine ospiti a centro barca sul Lower, e l’armatoriale sul Main Deck.

Trideck

Motorizzazione e tecnologia

La prua tagliata a doppia inclinazione offre dinamismo ma senza rinunciare agli spazi, mentre la carena è D2P Displacement to Planing e si avvale dei software proprietari di CFD, analisi FEM e delle prove in vasca. Il doppio spigolo dello scafo, invece, permette di ottenere una minore resistenza ai regimi di crociera e una maggiore stabilità in dislocamento.

L’ammiraglia del cantiere è pensata con doppia possibilità di motorizzazione: da 2400 o 2600 mHP con una velocità massima di 23 o 24 nodi.

Tutta la sovrastruttura è laminata in carbonio con l’aggiunta di resina vinilestere ed epossidica. In questo modo si ottiene una significativa riduzione del peso complessivo dello yacht e la combinazione tra carena D2P e sovrastruttura in carbonio produce un sensibile miglioramento delle performance.

AZIMUT YACHTS

www.azimutyachts.com

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