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Tutti a pesca: come e quando praticare il bolentino costiero

La tecnica di pesca che più viene praticata è sicuramente il bolentino costiero, per la semplicità nell’organizzare una battuta e per il divertimento che non manca mai.
Una pesca per tutta la famiglia o per un gruppo di amici che vuole passare una giornata al mare in tutta tranquillità. Organizzare una battuta a bolentino può essere difficile se ci si arma per andare a pescare su fondali importanti, ma se vogliamo divertirci senza il bisogno di vantarci della dimensione della preda allora anche spendendo relativamente poco possiamo passare e far passare alla nostra famiglia una mattina indimenticabile.

Al tramonto o all’alba

I momenti migliori per la pesca a bolentino costiero sono sicuramente le ore che precedono il tramonto, e le ore successive all’alba. Durante le ore più calde del giorno le prede si spostano al largo verso acque più fresche. I pesci si avvicinano al sottocosta per nutrirsi, e una volta individuato il branco con il nostro ecoscandaglio, sarà  più facile poterli individuare e “calare” in mare le nostre lenze.

La tecnica e le attrezzature

La pesca al bolentino costiero viene praticata a bordo di un’imbarcazione che non deve avere grossi requisiti, con mare calmo anche una lancetta di 3 o 4 metri può essere adatta. Se non si è proprietari di imbarcazione si può prendere a nolo un natante con meno di 100 euro al giorno.
Una volta individuato il branco con uno strumento importantissimo quale l’ecoscandaglio, sarà bene ancorarsi per evitare di scarrocciare troppo e perdere il pesce sotto la barca. Se invece il branco non viene individuato con facilità, allora si deve ricorrere ad un’ancora a pallone che ci permetta di scarrocciare in maniera tale da ricercare il branco in un tratto di mare più ampio.
L’attrezzatura consiste in una canna da bolentino di circa 2 metri di lunghezza e di un  mulinello imbobinato con del nylon dello 0.40.
Il terminale sarà formato da tre ami cromati a gambo lungo  a scalare ed un piombo a pera con un grammatura dai 30 ai 100 grammi a seconda della corrente.
I braccioli della lunghezza di circa 30/40 cm montati con del nylon dello 0.25.

L’esca

Il bolentino costiero ci permette di poterci muovere in un ampio “range” di esche: le nostre prede sono molto voraci, perciò attaccano quasi tutto ciò che risulta essere commestibile. Vengono utilizzati spesso il verme coreano, il gambero sia fresco che congelato, il muriddu, le strisce di calamaro o di totano, le seppie, le oloturie tagliate a cubetti. Non c’è un esca migliore o una peggiore, i risultati sembrano essere positivi in molti casi, l’unica cosa da fare è di innescare bocconi molto piccoli, perché la boghe, saraghi sparaglioni e piccole tanute sono artisti nello sfilare l’esca dall’amo.

Le prede

Le prede del bolentino costiero sono veramente tante: le boghe, i saraghi, le donzelle, e ancora i pagelli, mormore e sugherelli seguiti da tanute, tordi, menole e perchie.

Strategia di pesca

Una volta fermato il motore, bisognerà attendere che la barca si stabilizzi per “calare” in mare le nostre lenze.
Basterà aprire l’archetto del mulinello per far scorrere verso il fondo il terminale, spesso su fondali poco profondi e con acque chiare è possibile scorgere il branco e di conseguenza regolarsi sull’altezza in cui pescare.

Tutti i pesci sopraelencati sono grandi predatori per tanto se incrociamo un grosso branco di pesci non è difficile portare a bordo una “tripletta” ovvero tre pesci all’amo.
Alcuni di essi, come ad esempio la boga, in canna sprigionano una forza micidiale, e questo forse è uno motivi per cui  vale la pena andare a pesca a bolentino nel sottocosta.
Nel momento in cui sentiremo la mangiata con una forte vibrazione del vettino della canna, un valido metodo è quello di alzare il terminale dal fondo con un colpo di canna, facendo in modo che l’amo si conficchi bene nel palato del pesce.
Può essere consigliato un guadino per la salpata del pesce, ma spesso non ve ne è alcun bisogno, non essendo pesci che raggiungono  grosse taglie.

Pasturare?

Molti pescatori ricorrono ad un metodo di pasturazione molto semplice, ovvero legare sulla cima dell’ ìancora, ad un metro dal fondo, un sacchetto a rete pieno di sardine schiacciate che rilasciano in mare una scia odorosa, che attira il pesce al di sotto della barca.

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