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A pesca di pagelli… “Che goduria”!!!

Il Pagello può essere considerato la “preda” per eccellenza del bolentino, sia per la qualità delle carni, ma soprattutto per la vitalità che sprigiona quando è in canna. La pesca al Pagello a bolentino viene praticata lungo tutto l’arco dell’anno, le catture quelle con la “C” maiuscola, invece si intensificano da fine ottobre sino a primavera inoltrata. I banchi di pagelli nei periodi freddi pascolano prossimi alla costa, in aree dal fondale fangoso, a volte attorniate da costoni di roccia. Il banco colonizza questi ambienti e difficilmente si sposterà, sempre che non vengano a mancare le sostanze nutritive. La ricerca del pesce va fatta esclusivamente con il supporto di un ecoscandaglio, a meno che non vi sia a bordo una persona che conosca bene la zona di pesca, o si abbiano dei punti dove il pesce stazioni abitualmente.

L’ancoraggio o scarroccio?
Sono due tecniche fortemente utilizzate per la pesca al pagello, se ci si trova in prossimità di fondali rocciosi allora risulterà senz’altro idoneo l’ancoraggio al substrato, ma bisogna che la manovra sia precisa, al fine di sostare esattamente  al disopra del banco. Se ci si trova su fondali fangosi o misti a fango e sabbia allora risulterà eccellente l’utilizzo dell’ancora a pallone che rallenterà lo scarroccio della barca e permetterà di esaminare un tratto di mare più o meno ampio alla ricerca del mitico pesce rosa. L’esca con la maggiore resa per insidiare il pagello è considerata, in molte zone d’Italia, il gambero di paranza, l’unico neo è che quest’esca è molto costosa e di difficile reperimento. Altre ottime esche  sono  il muriddu, la tremolina, il cappuccetto (piccolo mollusco simile ad una seppia). Anche il paguro è annoverato tra le esche con una maggiore resa, per reperire quest’esca ci si può rivolgere ad un pescatore che utilizzi i tramagli e che può mettere da parte la nostra esca dopo la salpata delle reti. Il bolentino per i pagelli a prima vista può sembrare una pesca semplice, ma a volte la ricerca dei migliori strumenti di pesca può fare la differenza.

L’attrezzatura è solitamente rappresentata da una buona canna in carbonio, lunga dai tre ai quattro metri, rigida ma con il vettino molto sensibile, perché spesso il pagello aspira l’esca delicatamente e spesso è difficile accorgersi che il pesce attacca l’esca. Il mulinello deve avere invece una frizione morbida, in grado di reagire tempestivamente all’attacco del pesca. Per il calamento vi sono diverse scuole di pensiero, si può avere un calamento a 2 o a 3 ami. Il calamento a 2 ami viene montato con il piombo appena sopra l’amo che tocca il fondo e a circa 60\70 cm il secondo amo. I braccioli sono lunghi dai 30 ai 40 cm. Il calamento a 3 ami invece viene montato con il piombo al di sotto del primo amo, i braccioli si distanzieranno di almeno 70 cm l’uno dall’altro. La lunghezza dei braccioli ci consentirà di presentare l’esca nel modo più naturale possibile. La dimensione del nylon invece sarà compresa tra 0,25 e 0,30 e la madre 0,35.

La grammatura dei piombi può variare da 30 a 100g, a seconda della forza della corrente.  Il pagello si annuncia con una robusta testata che indica che l’amo è stato ingoiato e che si potrà procedere alla salpata. Il recupero deve essere fatto con delicatezza e decisione al fine di evitare che i pesci più grossi possano slamarsi o addirittura rompere il calamento. E’ importante avere a portata di mano un calamento pronto all’uso, nel caso necessiti di cambiarlo velocemente dopo una rottura.  E’ utile anche essere veloci e precisi per non perdere quel “momento” di mangianza. Lo scarroccio dà sempre ottimi risultati, specialmente se sotto la chiglia della nostra imbarcazione il fondale è prevalentemente fangoso. Le prede di dimensioni maggiori sono state recuperate su fondali intorno ai 30 metri. L’ecoscandaglio si dimostra ancora una volta un ottimo partner di pesca.

Identikit: come riconoscere il pagello Fragolino

Il Pagello Fragolino (Pagellus erythrinus) è presente lungo tutte le nostre coste, tanto da venire identificato con nomi dialettali che variano da regione a regione, i più comuni tre i quali sono Pagello, Parago, Luvaro, Lustrino, Ribon, Pagau.

Morfologia
Appartiene alla famiglia degli sparidi e, come tale, ha corpo allungato, compresso lateralmente, capo tondeggiante e bocca che che si apre in posizione terminale inferiore. Colore rosa intenso, privo di fasce ma con piccole macchie di colore azzurro

Habitat
Predilige zone fangose o con formazioni coralline alla roccia ed alla posidonia, dove grufola sul fondale per cibarsi.
Vive ad una profondità compresa tra i venti e gli ottanta metri ma può capitare di ritrovarlo anche a maggiori profondità.

Comportamento
E’ una specie gregaria, vive in branchi più o meno numerosi, di solito accompagnati da menole, saraghi e sciarrani.

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