Dal progetto alla produzione: qualità, tempi e costi
Nel settore della nautica in composito, il passaggio dal progetto alla produzione rappresenta uno dei momenti più critici dell’intero ciclo di vita di un’imbarcazione.
Sulla carta, tutto è definito: materiali, cicli produttivi, tempi e costi. In cantiere, invece, entrano in gioco variabili reali: urgenze, vincoli produttivi, disponibilità di risorse, imprevisti tecnici. È proprio in questa fase che il cosiddetto triangolo del project management — tempi, costi e qualità — smette di essere un concetto teorico e diventa una realtà operativa quotidiana.
IL TRIANGOLO DEL PROJECT MANAGEMENT: TEORIA VS REALTÀ
Il modello è noto: ogni progetto è governato da tre variabili fondamentali: tempi, costi e qualità. Questi tre elementi sono strettamente interconnessi. Modificarne uno significa inevitabilmente influenzare gli altri. In teoria, il bilanciamento è chiaro. In pratica, soprattutto nella produzione di manufatti in composito come le scocche delle imbarcazioni, questo equilibrio è estremamente fragile.
Ridurre i tempi? Beh, si può fare, ma bisogna tenere in conto che una contrazione eccessiva del timing di produzione può aumentare il rischio di errori nei cicli di lavorazione. Contenere i costi? Certo, fattibile. Si può intervenire su materiali, sulla manodopera o sui processi. Ma siamo consapevoli degli effetti diretti e indiretti che potremmo avere sulla qualità? Aumentare la qualità? Naturalmente, sì. È lo scopo di tutti i cantieri nautici. Bisogna tenere bene a mente (e questo lo dico anche per gli armatori) che un prodotto di qualità, di pregio, richiede i suoi tempi e soprattutto ha i suoi costi.
IL PROBLEMA REALE NEI CANTIERI: LA GESTIONE REATTIVA
In molti casi, il triangolo del project management non viene gestito in modo progettuale, ma in modo reattivo. In qualche maniera, esso viene “subìto”. Le pressioni degli armatori sui tempi di consegna, l’aumento dei costi delle materie prime, l’incidenza dell’inflazione sulla manodopera e le estenuanti trattative commerciali con il cliente, che riducono significativamente la marginalità, costringono – talvolta – i cantieri nell’angolo e le decisioni purtroppo vengono prese quando il problema è già emerso.
COMPOSITI: UN SISTEMA NON TOLLERANTE
A differenza di altri settori industriali, tuttavia, la produzione in composito ha una caratteristica fondamentale: non è tollerante agli errori di processo.
Solo a titolo di esemplificativo e non esaustivo:
· Cicli di polimerizzazione non rispettati possono produrre la perdita di prestazioni meccaniche nei laminati.
· Infusioni accelerate generano difetti interni non visibili immediatamente e/o difetti di carrozzeria come print through e ritiri.
· Una post-cura non adeguata determina instabilità termica e fenomeni di marcature nel tempo, che possono palesarsi anche quando l’imbarcazione è stata consegnata al cliente finale.
LA QUALITÀ NON È UN CONTROLLO FINALE
Uno degli errori più diffusi è considerare la qualità come una fase finale del processo. Nel mondo dei compositi questo approccio non funziona. La qualità non si controlla a fine processo: si costruisce durante il processo. Intervenire dopo significa aumentare i costi, allungare i tempi o ridurre l’affidabilità del prodotto
L’ILLUSIONE DEL “RECUPERO IN PRODUZIONE”
In molti contesti produttivi si tende a pensare che eventuali criticità possano essere recuperate in fase avanzata. Nel composito, questo è spesso un errore strategico. Un ciclo errato, infatti, non si corregge semplicemente con processi di finitura, non si compensa banalmente con una lavorazione successiva e non si annulla con un controllo qualità. In pratica: rimane nel manufatto.
Il triangolo del project management, nella produzione di navette in composito, non è un vincolo teorico ma un sistema reale che governa ogni decisione. Il punto critico non è conoscerlo, ma capire quando e come intervenire su ciascun lato senza compromettere gli altri.
Nella prossima edizione si entrerà nel merito della gestione operativa del triangolo del project management, per capire come trasformare un modello teorico in un sistema decisionale concreto all’interno della produzione in composito.





