Leccia d’estate
Gli ultimi scrosci di pioggia stanno per lasciare il posto al caldo sole estivo, nel sottocosta inizia il fermento dei piccoli predatori della traina costiera, proviamo ad insidiare un loro antagonista, la Leccia.
Gli ultimi scrosci di pioggia stanno per lasciare il posto al caldo sole estivo, nel sottocosta inizia il fermento dei piccoli predatori della traina costiera, proviamo ad insidiare un loro antagonista, la Leccia.
Il freddo con la sua morsa attanaglia l’Italia. Pochi pescatori incalliti, muniti oltre che della loro determinazione, di tutti gli ausili necessari a pescare al caldo ed in sicurezza, affrontano la sfida, follia o certezza di una cattura da record?
L’estate cede il passo all’autunno, le giornate si accorciano e le prime piogge iniziano a raffreddare l’acqua, portando detriti ed aumentando l’ossigenazione. I primi pelagici iniziano ad accostare, è il momento di tentare l’imboscata!
L’estate sta arrivando e con lei giungeranno i pelagici che, complice il riscaldamento delle acque, ci faranno divertire fino ad autunno inoltrato. Vediamo insieme come insidiarli nel modo giusto e cosa occorre.
Chi pratica la traina con il vivo, o con esca naturale morta, sa bene quanto fastidioso sia, trovare le proprie esche mutilate, o peggio, avere l’impressione di una bella mangiata, magari di un grosso sparide, e ferrando ritrovarsi con il nulla.
La tanuta, sparide dalle carni delicate e saporite è il misterioso autore di questi furtivi attacchi compiuti alle spese dei cefalopodi; pesce rapido, scaltro e con una dentatura da far invidia alla sorella maggiore orata, se rimane allamato vende cara la pelle fino all’ultimo metro di filo, facendo diventare ogni cattura, un vero e proprio momento di divertimento.