A traina quando… non fa troppo caldo
Quest’anno l’estate ha tardato ad arrivare e le temperature dell’acqua sono quasi invernali. Non resta che calare le esche a fondo e continuare a pescare a traina con il vivo.
Quest’anno l’estate ha tardato ad arrivare e le temperature dell’acqua sono quasi invernali. Non resta che calare le esche a fondo e continuare a pescare a traina con il vivo.
A volte spostandosi di qualche miglio, o di qualche centinaio di miglia, pur restando vicinissimi all’Italia, si cambiano le tecniche ma non le specie. Si scopre che gli stessi pesci, se insidiati con artificiali e fili sottili, possono diventare una pesca del tutto nuova ed in grado di sorprenderci ad ogni discesa sul fondo. Andiamo alla scoperta degli sparidi francesi.
Acqua fredda e forti venti che la rendono limpidissima, esca selezionata con cura, armiamoci di giubbino, cappello di lana e un po’ di impegno: andiamo a cercare la regina dei mesi freddi, l’orata.
Il mondo delle competizioni da sempre è fucina di idee e soluzioni tecniche che spesso trovano poi applicazione nella pesca sportiva tradizionale. Nella traina d’altura, dove già di per sé il numero di uscite è limitato sia per la distanza dalla costa, sia per l’oneroso ormai costo del carburante, l’esperienza delle competizioni consente di mettere in pratica accorgimenti ed esperienze di molteplici equipaggi che “testano” contemporaneamente attrezzature ed artificiali, costituendo un vero “banco di prova” utile sia ai neofiti che ai veterani di questa pesca.
Il Pagello può essere considerato la “preda” per eccellenza del bolentino, sia per la qualità delle carni, ma soprattutto per la vitalità che sprigiona quando è in canna. La pesca al Pagello a bolentino viene praticata lungo tutto l’arco dell’anno, le catture quelle con la “C” maiuscola, invece si intensificano da fine ottobre sino a primavera inoltrata. I banchi di pagelli nei periodi freddi pascolano prossimi alla costa, in aree dal fondale fangoso, a volte attorniate da costoni di roccia. Il banco colonizza questi ambienti e difficilmente si sposterà, sempre che non vengano a mancare le sostanze nutritive. La ricerca del pesce va fatta esclusivamente con il supporto di un ecoscandaglio, a meno che non vi sia a bordo una persona che conosca bene la zona di pesca, o si abbiano dei punti dove il pesce stazioni abitualmente.