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A traina quando… non fa troppo caldo

Quest’anno l’estate ha tardato ad arrivare e le temperature dell’acqua sono quasi invernali. Non resta che calare le esche a fondo e continuare a pescare a traina con il vivo.


MA QUANDO TI SCALDI?
L’acqua in superficie continua a segnare valori freddissimi. I 30 gradi del giugno 2018 sembrano un miraggio se confrontati ai 19/22 di quest’anno.
Termoclini abissali non possono che costringerci a portare le nostre esche a fondo, ma le domande saranno tante, a partire proprio dalle esche per arrivare poi agli affondamenti ed alle prede di stagione.
Cerchiamo di fare un po’ il punto della situazione analizzando lo scenario e tutte le variabili che possano garantirci un risultato certo.

QUALE PROFONDITA’
Quando in inverno l’acqua in superficie si mantiene intorno ai 9/13 gradi, il termoclino si mantiene profondo e la possibilità di pescare su batimetriche che spaziano dai 45 fino ai 70 metri ci da un range ampio di secche e salti di batimetrica su cui insidiare predatori di fondo e di medio fondale.
Con acqua a 19 gradi, però, diviene improbabile pescare alle stesse profondità poiché, se da un lato il termoclino si mantiene basso, dall’altro l’innalzarsi della temperatura in superficie, se pur di poco, ci proibisce di pescare i cefalopodi in acque poco fonde e di conseguenza ci costringe ad utilizzare esche che vivranno solo in medie profondità.
La scelta delle batimetriche su cui pescare ricadrà, quindi, su fondali che spaziano dai 28 ai 35 metri.

QUALI PREDE…
A far da padroni in queste acque saranno indubbiamente i dentici. Vocati a cacciare in grossi branchi, spesso su praterie di fango e di posidonia, in questo periodo saranno le prede da cercare in primis.
Facendo un’accurata selezione dei pesci da imbarcare ed evitando stragi inutili, potremmo guadagnarci qualche strike senza esagerare con piombi guardiani, ma facendo uso di terminali sottili e soprattutto di piombature leggere.
Altre prede principe di questa fase di stagione sono la tracina drago e lo scorfano rosso.
A queste profondità, questi pesci sono molto attivi, specie nelle zone fangose e se insidiati con attrezzature leggere possono regalarci divertimento e soprattutto ottimi pesci da portare in tavola.

…E QUALI ESCHE
Nella totale mancanza di cefalopodi vivi, un’ottima alternativa saranno le seppie morte.
Se opportunamente congelate, ovvero conservate dai pescatori appena pescate, queste esche faranno letteralmente la differenza con un indice di gradimento veramente esagerato.
In uno scenario così però non possono che apparire sgombri, sugarelli ed allacce.
Presenti in grossi banchi in mangianza, questi pesci sono un’ottima esca sia se di taglia grande sia se piccola di dimensioni, ma innescati in tandem.
La ricerca di queste esche può essere fatta a ridosso delle cigliate che variano dai 25 ai 40 metri, zone nelle quali se avvistate la classica “palla” di mangianza con un sabiki (meglio se dotato di pelle di pesce) riuscirete a fare in pochi attimi esche a sufficienza per una battuta intera di pesca.

ATTREZZATURA ULTRALIGHT
Le canne per questa traina di fondo saranno ad azione rigorosamente di punta. Ciò serve per consentirci di ferrare sia gli sparidi che gli scorfani che tendono a mangiare con piccoli bocconi sull’esca.
I piombi guardiani saranno rigorosamente da 350 gr. montati con una sgancio rapido direttamente sul dynema a battuta sul nodo di giunzione dello shock leader. Con questa tipologia di montatura riusciremo a far scivolare il piombo in caso di incaglio e ferreremo anche il pesce più smaliziato.
I mulinelli in taglia 8 lbs andranno imbobinati con del dynema dello 0.20 a cui verrà applicato uno shock leader di fluorine di circa 10 mt.
Il terminale da 2,5 mt di fluorocarbon di qualità nella misura massima dello 0.51.
Dovendo innescare pesci a volte anche piccoli, useremo ami di misure anomale, ad esempio un trainante del 3/0 ed un pescante del 2/0 oppure per esche tipo le seppie morte 4/0 al trainante e 4/0 al ferrante.
Indispensabile, nella fase di esplorazione, un ecoscandaglio di buona qualità meglio se con sonda chirp. Non dovendo pescare, infatti, in profondità, ma cercando piuttosto branchi di pesce in movimento la scelta del chirp medium sarà sicuramente la soluzione più adeguata sia nella ricerca dell’esca, sia nella fase di pesca vera e propria.

Se tutto è stato eseguito al meglio i vostri strike vi faranno lasciare il “CAPPOTTO” invernale a casa sostituendolo con giornate da ricordare!

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