Blue Planet Economy Expoforum 2026: la nautica sostenibile
Al Blue Planet Economy Expoforum 2026, istituzioni e imprese si confrontano su innovazione nautica, porti sostenibili, propulsione elettrica e nuove opportunità di sviluppo per l’economia del mare nel Lazio.
Dalla propulsione elettrica all’idrogeno, dai materiali riciclati al recupero delle imbarcazioni storiche: la transizione ecologica della nautica è già in corso e può diventare una leva di competitività per il Lazio. Per trasformare l’innovazione in sviluppo, sono però necessari infrastrutture adeguate, regole certe, investimenti e una maggiore integrazione tra porti, cantieri, imprese e territorio.
È questo il quadro emerso al Blue Planet Economy Expoforum 2026, durante il panel Green and Blue: materiali e soluzioni della nautica sostenibile, organizzato da Fiera Roma e Consorzio Nautico del Lazio nell’ambito di Fiumicino in Blu e Blue Planet Economy Expoforum, in programma fino al 24 ottobre 2026 con il sostegno della Regione Lazio, di Lazio Innova e della Camera di Commercio di Roma, attraverso l’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio.
ISTITUZIONI E INFRASTRUTTURE PER LA TRANSIZIONE GREEN
Il confronto istituzionale ha messo in evidenza la necessità di coniugare tutela ambientale, sviluppo infrastrutturale e competitività dell’economia del mare. Gli assessori regionali Pasquale Ciacciarelli e Fabrizio Ghera hanno illustrato le iniziative per il rilancio della portualità, l’aggiornamento delle regole per le attività fluviali e gli interventi di tutela ambientale, dalla raccolta dei rifiuti plastici alla riqualificazione delle coste.
Fabrizio Urbani, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, ha approfondito gli investimenti destinati alla transizione green dei porti. Tra questi figurano gli 80 milioni di euro per l’elettrificazione delle banchine di Civitavecchia, prevista in funzione entro la fine del 2027, e il completamento del collegamento ferroviario diretto alle banchine.
Tra le prospettive di sviluppo rientrano anche il potenziamento delle infrastrutture a servizio dei porti di Fiumicino e Gaeta e la formazione di nuove competenze per il settore marittimo. Un percorso che richiede coordinamento tra investimenti, innovazione, tutela degli ecosistemi e collaborazione tra istituzioni e operatori.

DALLE TECNOLOGIE GREEN AI NUOVI MODELLI DI NAUTICA SOSTENIBILE
Moderato da Donato Caiulo, presidente dell’International Propeller Club Port of Roma, il panel Green and Blue: materiali e soluzioni della nautica sostenibile ha approfondito tecnologie e strategie per ridurre l’impatto ambientale del comparto e rafforzare la competitività della filiera nautica.
Massimo Guardigli, consigliere del Consorzio Nautica Lazio e CEO di Comar Yachts, ha richiamato il potenziale del polo produttivo tra Fiumicino e Ostia, dove operano circa 6.000 imbarcazioni e una rete articolata di aziende altamente specializzate. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato le criticità infrastrutturali e amministrative che continuano a frenare il settore.
La giornalista Emanuela Di Mundo ha posto l’attenzione sulle opportunità di promozione internazionale legate a SailGP Rome, con le regate a Ostia e le basi tecniche dei team a Fiumicino a partire da settembre 2027. Il programma prevede appuntamenti per tre anni consecutivi e rappresenta un’occasione per accrescere la visibilità del territorio, valorizzare le competenze della filiera nautica e promuovere il turismo nautico sul litorale della Capitale.
Sul fronte dell’innovazione, Giovanni Manni, ingegnere di Etirya Energia Invisibile, ha evidenziato la necessità di affrontare la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita delle imbarcazioni: dalla scelta dei materiali ai processi produttivi, dalla propulsione al riciclo.
Jack Czaplinski, direttore tecnico di CFFT (Civitavecchia Fruit & Forest Terminal S.p.A.), ha approfondito il ruolo dell’idrogeno, dei carburanti alternativi e dell’elettrificazione nella decarbonizzazione della logistica portuale. Ha inoltre richiamato l’importanza del cold ironing, la tecnologia che consente alle navi ormeggiate di spegnere i generatori di bordo e collegarsi alla rete elettrica di terra, riducendo le emissioni in porto.
PROPULSIONE ELETTRICA E RECUPERO DELLE IMBARCAZIONI STORICHE
La seconda parte della sessione al Blue Planet Economy Expoforum ha mostrato come la transizione ecologica possa tradursi in soluzioni concrete, attraverso nuovi prodotti, materiali innovativi e interventi di recupero del patrimonio nautico.
Roberto Baffigo, per Velettrica, ha illustrato tecnologie basate sull’efficienza della propulsione elettrica, sui sistemi ibridi e sull’impiego di materiali riciclati, comprese le fibre recuperate da reti da pesca dismesse.
Gianluca Tempesta, di Tempesta Tenders, ha presentato un tender elettrico con scafo in alluminio, progettato per diversi impieghi professionali e turistici.
Giampaolo Viola, fondatore di Vivi Turano, ha raccontato l’esperienza di un battello turistico alimentato da motori elettrici e pannelli fotovoltaici, mostrando come modelli di fruizione sostenibile possano trovare spazio anche nelle aree interne.
Shaun Michael White ha infine illustrato il progetto di riconversione elettrica di un’imbarcazione storica, un esempio di come innovazione tecnologica e recupero del patrimonio nautico possano procedere insieme.
PORTI, IMPRESE E TERRITORI
La seconda sessione, dedicata allo sviluppo della nautica nel Lazio tra innovazione e sostenibilità, ha spostato l’attenzione sulle condizioni necessarie per consolidare la filiera e trasformarne le potenzialità in opportunità economiche.
Luciano De Fermo, presidente del Consorzio Mare Lazio, ha presentato le prospettive di potenziamento del Boat Days a Civitavecchia, mentre Ferdinando D’Urgolo, presidente di Consormare del Golfo, ha sottolineato il valore delle manifestazioni territoriali, come Epo Blu a Gaeta, per promuovere le imprese e le economie locali.
Il tema delle condizioni operative per le aziende è stato ripreso da Gianni Gargano, presidente di CONFAPI Blue Economy, che ha richiamato la necessità di bandi più aderenti alle esigenze delle imprese e di maggiore certezza sulle concessioni.
Nicolò Graziano, della segreteria dell’Assessorato regionale alle Politiche del Mare, ha illustrato il nuovo Piano dei Porti del Lazio, che individua sette siti dedicati alla nautica da diporto. Ha inoltre evidenziato l’importanza di integrare gli approdi con collegamenti terrestri, servizi e attività produttive, nel rispetto dei vincoli ambientali.
La collaborazione tra territori è stata al centro dell’intervento di Pietro Angelini, presidente di Navigo, che ha indicato nelle sinergie tra Lazio, Toscana e Liguria un’opportunità per sviluppare nuove iniziative industriali, formative e turistiche.
Sul versante delle imprese, Lorenzo Agostinelli, per CNA Nautica, ha individuato tra le priorità la certezza delle concessioni, la semplificazione burocratica, l’adeguamento delle infrastrutture e la formazione dei giovani.
Alessandro Mei, direttore del Porto Turistico di Roma, ha approfondito le opportunità di riqualificazione energetica degli approdi, dal recupero delle acque meteoriche agli interventi per migliorare l’efficienza. Ha inoltre richiamato la necessità di realizzare collegamenti con il trasporto pubblico tra l’aeroporto, i porti e le attrazioni turistiche di Fiumicino e Ostia.
A completare il quadro, l’ingegner Roberto Capua, presidente della Commissione Navigazione satellitare (GNSS), ha illustrato il contributo dei sistemi europei di navigazione satellitare alla sicurezza in mare, alla precisione delle rotte e allo sviluppo futuro della navigazione autonoma.
NAUTICA SOSTENIBILE: LE PROSPETTIVE PER IL LAZIO
Dal confronto emerge una direzione comune: la nautica sostenibile non rappresenta soltanto una sfida ambientale, ma anche un’opportunità per innovare prodotti e processi, valorizzare le competenze industriali e rendere più efficienti porti e servizi. Per il Lazio, la sfida consiste nel mettere a sistema tecnologia, infrastrutture, imprese e attrattività turistica, attraverso una strategia condivisa capace di favorire investimenti, occupazione qualificata e nuove opportunità per l’economia del mare.


