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Quattro generazioni di maestri d’ascia: Apreamare, gozzi d’élite

Una storia antica, che come i nomi di famiglia si tramanda di generazione in generazione. Una storia di maestri d’ascia che ebbe inizio nel 1849 da Giovanni Aprea e che si è susseguita con il figlio Cataldo, con il nipote Giovanni e col pronipote Cataldo Aprea, quarta generazione e maestro d’ascia che ha, come ci spiega lui stesso, “l’aggravante di avere una grande passione per questo lavoro, una passione che nonostante questo difficile momento di crisi mi spinge a non mollare e dare tutto me stesso per questa azienda. Per me è una questione di DNA, non è solo un lavoro, è anche un hobby, non credo che saprei fare altro!”.


Tradizione e innovazione sono le principali peculiarità del Cantiere sorrentino Apreamare che vanta un importante primato: quello di aver utilizzato un motore di derivazione automobilistica sui gozzi: “Nel secondo dopoguerra ci si doveva arrangiare – ci spiega ancora Cataldo Aprea, Amministratore Delegato di Imbarcazioni d’Italia – c’era penuria di tutto e in quel momento di difficoltà mio padre con l’aiuto di un meccanico s’ingegnarono e presero un motore di una Balilla, lo marinizzarono in maniera molto artigianale e diedero inizio a questa esperienza”.

Ma le crisi, si sa, sono cicliche e spesso portano ad innovazioni importanti: “Nella nautica – e cito il mio grande amico e maestro Norberto Ferretti (cofondatore di  Ferretti Group) non muore mai nessuno, vanno in letargo. Specialmente in quella italiana ci sono tanti sopravvissuti e sono molti quelli che stanno investendo in nuovi cantieri, ma badi bene che facendo un bilancio bisogna dire che non si tratta più di crisi, ma di uno stato di fatto”. Un’azienda che si è saputa rinnovare continuamente pur rimanendo un cantiere che produce gozzi, ossia barche retrò e dal sapore antico.

Anche dal punto di vista societario e amministrativo il Cantiere è cambiato passando per nove anni, dal 2001 al 2010 nelle mani del Gruppo Ferretti che ha internazionalizzato il marchio, nel 2010 le famiglie fondatrici ne ripresero il controllo e nel 2015 Apreamare intraprende un nuovo importante corso con il Gruppo Cose Belle d’Italia, il quale – attraverso Imbarcazioni d’Italia, veicolo controllato al 100% – sottoscrive un contratto pluriennale per l’utilizzo dei marchi Apreamare e Maestro.

Un brand famoso in tutto il mondo che si confronta molto con l’estero pur essendo tutta la linea molto mediterranea e di nicchia. “Noi lavoriamo con l’estero, quest’anno in Italia abbiamo venduto due barche, ma è stato un caso, sono anni che commercialmente ci confrontiamo solo con l’estero, questo perché nel nostro Paese ci sono politiche fiscali penalizzanti per il settore”. 

Una scelta tanto radicale da non partecipare da due anni neanche al Salone Nautico Internazionale di Genova. “Sono uscito da Ucina, e sono tra i soci fondatori di Nautica Italiana, non partecipo al Salone perché l’evento ha bisogno di una svolta, di cambiare, bisogna avere il coraggio di cambiare”.
Al Cannes Yachting Festival è stato presentato il restyling del Maestro 56, rivisto negli interni e revisionato, modernizzato e tecnologicamente avanzato.


L’iconico modello che dal 2011 fa sognare armatori e diportisti ha visto notevoli cambiamenti sia nelle finiture che nell’appeal rinfrescato e ringiovanito, seppur rimanendo fedele al progetto originale studiato da Zuccon International Project per il design degli interni e degli esterni, e lo studio Marine Design & Service di Umberto Tagliavini per le linee di carena.

Un’esplosione di mediterraneità in questo yacht, che nella versione rivisitata garantisce un ancor più stretto rapporto tra esterni ed interni grazie al sapiente impiego delle vetrate verticali utilizzate come elemento connotativo della tradizione marinara. Le volumetrie di scafo sono molto ampie e comode, tanto da garantire un elevato grado di comfort sottocoperta come nel ponte principale.

Innovative anche le motorizzazioni: è stato scelto il sistema di propulsione IPS della Volvo Penta che ha infatti permesso di ottimizzare al massimo i volumi.
Tali volumi sono stati utilizzati per una cabina marinaio decisamente al di sopra della media per vivibilità e ampiezza tanto da poter essere usata come una quarta cabina ospiti, che si somma alle due grandi matrimoniali e alla doppia con letti paralleli.
Il layout prevede a poppa la zona cucina, ribassata rispetto alla zona living: con questa disposizione ha permesso la configurazione di due aree, una living vera e propria e una sala da pranzo, di dimensioni decisamente inusuali rispetto ad imbarcazioni di tale metratura.
Il pozzetto è molto grande e ricco, mentre il fly offre una maggiore dotazione sia in termini di spazi utilizzabili che di servizi annessi.

Le propulsioni scelte, due motori Volvo Penta IPS 950, spingono la barca ad una velocità massima di circa 30 nodi ed una velocità di crociera di 25.

Scheda Tecnica

Lunghezza f.t.     17,22 m
Lunghezza di costruzione  17,20 m
Lunghezza al galleggiamento 14,07 m
Larghezza massima   5,25 m
Immersione sotto le eliche  1,46 m
Dislocamento a pieno carico  33,8 t
Motorizzazione   2 X Volvo Penta IPS 2-950 potenza 725 mhp / 533 kW
Velocità massima 30 nodi
Velocità di crociera 25 nodi
Capacità serbatoio carburante 3.300 l
Capacità serbatoio acqua  520 l
Portata persone  12
Posti letto 6
Categoria omologazione CE B

Per informazioni

Imbarcazioni d’Italia SpA
Via Terragneta, 72
80058 Torre Annunziata (NA)
Tel. +39 081 5378411
www.apreamare.it
info.apreamare@apreamare-yacht.com

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