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“Un mare più trasparente”: il Nuovo Codice della Nautica spiegato dal Senatore Ranucci

“Credo che questo sia un atto molto importante per tutto il mondo della nautica, ma non solo, anche per la produzione italiana e per il Pil italiano, perché il settore rappresenta una parte consistente della nostra economia con circa 40.000 persone addette. Con il nuovo Codice della Nautica semplifichiamo, sburocratizziamo e ammoderniamo tutto il settore, dando una risposta concreta alle esigenze presentate dalle associazioni di categoria in questi ultimi anni e rendendo più attraente la nostra bandiera”. Questo il commento del Senatore Raffaele Ranucci, relatore del provvedimento insieme all’Onorevole Alberto Pagani. E’ infatti di inizio novembre l’approvazione da parte di Camera e Senato del Nuovo Codice della Nautica e del 13 febbraio 2018 l’entrata in vigore.

Un grande cambiamento per il settore che tocca molti punti e fa luce su numerose zone d’ombra prima regolamentate in modo nebuloso o con normative ormai obsolete. Il primo vero grande mutamento è senz’altro l’introduzione del Registro Telematico delle imbarcazioni “Atteso nella nautica da tantissimi anni – ci spiega ancora il Senatore Ranucci – sul quale la Commissione lavora quasi da una legislatura. Finalmente avremo questo importante strumento a tutto vantaggio sia della trasparenza sia della semplificazione. Succederà come oggi avviene per le auto: attraverso la targa si potrà immediatamente riscontrare le caratteristiche dell’imbarcazione, la storia, il libretto nautico, licenza di navigazione, attraverso cui si avrà la certezza dei diritti dell’imbarcazione”.

E accanto al registro telematico viene inoltre istituito un altro organismo importante: lo STED – Sportello Telematico del Diportista, che assumerà il compito di rilascio della licenza di navigazione occupandosi anche degli aggiornamenti, diritto esteso anche agli utilizzatori in leasing. “Sono tanti i cambiamenti apportati dal nuovo Codice, piccoli e grandi cambiamenti attesi. Ad esempio viene istituita la figura dell’istruttore di vela che assumerà un suo ruolo giuridico”. E’ inoltre istituito un Archivio telematico in sostituzione di quello cartaceo e, sempre nell’ottica della semplificazione, è diventato legge anche il Bollino Blu che si estende ora anche alle imbarcazioni commerciali.

E’ stato introdotto, inoltre, l’ampliamento dei servizi da parte delle strutture ricettive portuali, con nuove competenze di assistenza di base alla navigazione, espletate fin ora dalle Capitanerie di porto, ciò significa che “Se mi si ferma l’imbarcazione a un miglio dal porto fino ad oggi dovevo chiamare la capitaneria affinché intervenisse in soccorso; bene, oggi la Marina può avere un responsabile che si occupa di espletare questi compiti che sono assistenza all’ormeggio e al traino. Ciò ha la duplice valenza di semplificare l’intervento di aiuto e creare nuovi posti di lavoro all’interno dei porti turistici”.

Altro importante punto è l’introduzione del mediatore del diporto, una nuova figura professionale che va a completare le competenze del dealer che acquisisce così nuove capacità e responsabilità “Innanzi tutto viene introdotta la figura del mediatore da diporto – ci dice  ancora Ranucci – che viene definita accuratamente. Il secondo punto coinvolge il dealer che prima non poteva fare mediazione, ad esempio se il dealer vendeva una barca non poteva fare il mediatore per la barca che gli arrivava in permuta, in questo caso invece abbiamo previsto che dopo la vendita il dealer può anche fare mediazione. E questo è un modo per aiutare i cantieri e l’industria, normando un vuoto legislativo”.

Si è lavorato molto sulla cultura del mare e il nuovo Codice va proprio in questa direzione: una nuova normativa che coinvolge anche la sensibilizzazione stessa del mare con l’istituzione di una giornata formativa di conoscenza in tutti gli istituti scolastici disposta nella data dell’11 aprile. E in ambito di sensibilizzazione si ascrive tutto il capitolo della norma riguardante la sicurezza. “C’è un’attenzione maggiore alla velocità, alla guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti attraverso l’inasprimento delle multe, ed è inoltre introdotto il reato ambientale a salvaguardia delle nostre coste”.

L’ultimo sforzo che ci si aspettava riguardava le concessioni demaniali, che dovranno però attendere la legge di stabilità del governo per avere una svolta, per ora la Legge prevede però di equiparare i porti a secco alle altre strutture della portualità turistica e l’installazione di campi boa nelle aree marine protette.

Soddisfazione è stata espressa da Carla Demaria, presidente di UCINA, che ha tenuto a ringraziare tutti gli attori coinvolti, plaudendo alla grande capacità di ascolto delle istituzioni e al grande lavoro di coordinamento dimostrato dalle associazioni di categoria, che insieme hanno costituito un coordinamento permanente di osservazione.

“Siamo riusciti a tenere insieme un grandissimo lavoro – conclude il Senatore Ranucci – fatto dal Ministro Delrio, dalla Capitaneria di porto, da UCINA, ASSILEA, ASSOMARINAS, ASSONAT-CONFCOMMERCIO, CONFARCA e devo dire questa volta la politica ha avuto un suo ruolo fondamentale. Noi come partito democratico siamo stati i primi a voler fare questo grande passo avanti, ma tutta la commissione ha votato sempre all’unanimità”.

“Il Nuovo Codice – ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio – intende dare più competitività a un settore in crescita e molto amato dagli italiani. Semplificazioni e disciplina specifica, quindi, per promuovere e diffondere la cultura e l’economia del Mare. Più attenzione ai diportisti e ai professionisti, più sicurezza per i cittadini, protezione dell’ambiente marino, sviluppo di un turismo costiero sostenibile e della economia collegata”.

Leggi il riassunto effettuato da UCINA sulle principali novità del testo di riforma del Codice della nautica

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