Lomac Turismo 8.5: le anticipazioni sul prossimo modello
Sarà svelato al Salone Nautico Internazionale di Genova il nuovo Lomac Turismo 8.5. Il progetto, firmato da Federico Fiorentino, completa il percorso di rinnovamento della gamma, lanciata nel 2022, colmando il gap tra il 7.0 e il 9.5. Design, versatilità e prestazioni: l’ultimo arrivato riproduce contenuti e soluzioni tipici della fascia alta in dimensioni più compatte, in controtendenza rispetto agli standard sempre più “oversize” del mercato nautico.
La gamma Turismo si amplia con l’arrivo dell’8.5, un modello che punta a trasferire il DNA delle ammiraglie su una dimensione intermedia. Lo sviluppo stilistico del nuovo battello, affidato al designer Federico Fiorentino, riprende il linguaggio estetico della gamma, mantenendo un’impostazione tecnica ispirata ai mezzi “heavy duty”.
Le linee esterne risultano tese e pulite, con superfici studiate non solo per ragioni estetiche ma anche per migliorare ergonomia e fruibilità degli ambienti.

“Ogni nuovo modello è un passaggio in un percorso più ampio, in cui progettazione, ingegneria e cultura del prodotto devono restare allineate. È questo equilibrio che cerchiamo di mantenere, indipendentemente dalla dimensione dell’imbarcazione. E il Turismo 8.5 si inserisce in questo contesto, con una dimensione particolarmente strategica per il mercato”, ha dichiarato Fabrizio Lo Manto, Managing Director di Lomac.
L’organizzazione della coperta è stata progettata per ottimizzare la distribuzione dei pesi e la circolazione a bordo. A poppa sono presenti due ampie plancette integrate con passaggio centrale che facilita sia la movimentazione in rada sia le operazioni di imbarco.
Il pozzetto ospita una dinette a U trasformabile in area prendisole, per modificare rapidamente la configurazione dell’area living in funzione dell’utilizzo. La zona di pilotaggio prevede sedute ergonomiche indipendenti per pilota e copilota con frigorifero integrato, mentre il prendisole di prua sfrutta volumi di stivaggio particolarmente ampi per un’unità di questa categoria.

Uno degli aspetti progettuali più interessanti riguarda la console centrale, sviluppata con una logica modulare. Il vano interno accessibile frontalmente può infatti essere configurato in modi differenti: locale toilette con impianto marino o chimico, vano tecnico, area spogliatoio oppure spazio di stivaggio supplementare. Questa soluzione amplia i possibili scenari di utilizzo, dal day cruising alle attività di charter giornaliero.

Anche il t-top è disponibile in due configurazioni distinte: la prima prevede una struttura in acciaio inox con copertura tessile; la seconda, invece, adotta una soluzione rigida in vetroresina alleggerita mediante l’impiego di fibre aramidiche e carbonio. L’utilizzo di compositi avanzati permette di ridurre il peso della struttura superiore migliorando rigidità e comportamento dinamico, soprattutto durante la navigazione ad alta velocità.
SIMULAZIONI CFD E SVILUPPO DELLA CARENA
Particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo della carena, progettata attraverso simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics) e successive attività di validazione dinamica. L’analisi fluidodinamica ha permesso di ottimizzare il comportamento dello scafo ai differenti regimi di navigazione intervenendo su parametri quali efficienza idrodinamica, assetto longitudinale, stabilità trasversale, assorbimento degli impatti e comportamento con mare formato.
L’obiettivo progettuale è stato quello di ottenere una navigazione stabile e prevedibile anche in condizioni marine complesse, mantenendo al tempo stesso consumi contenuti e una risposta progressiva della carena. La costruzione impiega inoltre tubolari in hypalon-neoprene Orca di Pennel & Flipo, materiale ampiamente utilizzato nel settore professionale per le elevate caratteristiche di resistenza meccanica, durata e tolleranza agli agenti atmosferici e ai raggi UV.
MOTORIZZAZIONE E PRESTAZIONI
Il Turismo 8.5 è predisposto per differenti configurazioni motore, consentendo di adattare l’unità a profili di utilizzo diversificati. La gamma di propulsioni comprende motorizzazioni singole, da 250 a 425 CV, e configurazioni bimotore, fino a 400 CV complessivi.
Secondo i dati dichiarati dal cantiere, il battello, nella configurazione con la motorizzazione più potente, è in grado di superare i 50 nodi di velocità massima, mantenendo un assetto stabile e un comportamento dinamico improntato al comfort anche alle andature più sostenute.
La possibilità di scegliere tra configurazioni mono e bimotore consente inoltre di bilanciare costi di gestione, autonomia e ridondanza meccanica in base alle specifiche esigenze dell’armatore.
UN SEGMENTO SEMPRE PIÙ STRATEGICO
Con il Turismo 8.5, Lomac rafforza la propria presenza in una fascia di mercato considerata oggi tra le più dinamiche della nautica pneumatico-rigida. Gli 8-9 metri rappresentano una categoria particolarmente apprezzata perché in grado di offrire livelli di abitabilità e prestazioni vicini a quelli di unità superiori, pur mantenendo semplicità di conduzione e una gestione economica più sostenibile.

IL PROGETTO SPIEGATO DAL DESIGNER FEDERICO FIORENTINO
Il Lomac Turismo 8.5 si inserisce in una gamma costruita su una logica “progressiva” di utilizzo: come si traduce questa filosofia quando si passa dal concept alla definizione concreta degli spazi a bordo?
“Più piccola è l’imbarcazione, maggiori sono le complessità progettuali, sia per quanto riguarda l’ottimizzazione degli spazi, sia per quanto riguarda il design della carena. In questo caso ci siamo trovati a dover concepire un’imbarcazione che si collocasse, con il massimo equilibrio possibile, tra un 7 metri e un 9,5 metri, modelli già realizzati e con un proprio target di mercato ben delineato. La logica è stata quindi quella di raccogliere elementi dalle due imbarcazioni esistenti per fonderli sulla nuova unità, ottenendo un prodotto che si posizionasse perfettamente a metà strada”.
Il linguaggio “heavy duty” della gamma Turismo è molto riconoscibile: come si bilancia l’estetica militare e funzionale con le esigenze di comfort e convivialità tipiche di un 8,5 metri?
“Si tratta di un linguaggio estetico, quindi di un semplice “vestito”. Quando progetto e non ho ancora chiara la cifra stilistica che intendo adottare, mi limito a impostare volumi privi di caratterizzazione formale. A volte è proprio questo approccio iniziale, apparentemente neutro, a permettere alla strada stilistica dell’imbarcazione di definirsi in modo naturale. Per la serie Turismo, Lomac ha fornito fin da subito un brief chiaro e privo di ambiguità: una barca rigorosa, tecnica, essenziale, priva di fronzoli e con un look capace di trasmettere senso di sicurezza. Lo stile è quindi una conseguenza, un “vestito” che si adatta nel modo più coerente ai contenuti progettuali scelti. Lo stile, per un mezzo di trasporto, è come la colonna sonora per un film: il film porta i contenuti, la colonna sonora li interpreta e li enfatizza. È possibile anche lavorare per contrasto; in realtà accade spesso, se si osservano molte imbarcazioni volumetricamente importanti e non particolarmente performanti che adottano un linguaggio sportivo, pur non essendolo realmente”.
La carena è stata sviluppata con studi CFD e test di validazione: quali sono stati i principali compromessi tra efficienza idrodinamica, stabilità e prestazioni pure?
“Quando si parla di unità da diporto destinate a un pubblico molto ampio, il tema dei compromessi è inevitabile. A volte sono evidenti, altre meno. Le richieste riguardano volumi di carena adeguati, una buona stabilità all’ormeggio e un controllo del mezzo semplice e intuitivo in ogni condizione. Nel tempo ho sviluppato un mio approccio progettuale, intervenendo su alcuni elementi specifici, mentre altri rimangono più o meno invariati. Come in ogni processo evolutivo, anche questo metodo si affina progressivamente: alcuni parametri vengono introdotti, altri modificati o eliminati. In questa fase sto lavorando su un dettaglio particolare che sta dando risultati interessanti e che sto progressivamente integrando nei nuovi disegni di carena. Si tratta di ottimizzazioni non macroscopiche: elementi che, a un’analisi del piano di costruzione, potrebbero non risultare immediatamente evidenti, ma che incidono sul comportamento complessivo dell’imbarcazione. In questo senso, il CFD è uno strumento fondamentale, perché consente di analizzare e quantificare variazioni anche minime, che i metodi di calcolo tradizionali non permettono di valutare con la stessa precisione”.
La configurazione interna offre soluzioni molto versatili, come la dinette trasformabile e il vano nella console che può essere adibito a toilette, spazio di stivaggio o spogliatoio. Qual è stata la sfida più complessa nell’integrare così tante funzioni in volumi così contenuti?
“Su imbarcazioni di queste dimensioni si lavora realmente su centimetri, a volte su millimetri. Ancora una volta è importante sottolineare che, più la barca è piccola, più complesso diventa il lavoro di progettazione. Capita di dover riconsiderare l’intero progetto perché mancano pochi centimetri in un passaggio laterale della console. In alcuni casi si arriva persino a ridisegnare ampie porzioni dell’imbarcazione per recuperare quelle misure minime. Si tratta di differenze apparentemente marginali, ma che incidono in modo significativo sulla percezione a bordo. Quando il potenziale cliente sale sull’imbarcazione e percepisce di potersi muovere liberamente lungo la console senza alcuna costrizione, lo nota immediatamente e lo apprezza. Ogni dettaglio viene quindi affrontato con questa logica. In altri casi, invece, ci si trova davanti alla classica “coperta corta”: è necessario accettare compromessi progettuali, rinunciando a qualcosa per garantire un equilibrio generale corretto tra spazi, funzionalità e leggibilità del layout”.
In un mercato che tende verso imbarcazioni sempre più grandi, il Lomac Turismo 8.5 punta sulla “misura giusta”: è una scelta di design, di mercato o una nuova direzione culturale nel modo di progettare gommoni?
“Nasce prima di tutto da un’esigenza di mercato, con l’obiettivo di colmare un segmento intermedio rimasto scoperto. Avevamo sviluppato un 7 metri e un 9,5 metri, poi il mercato ha chiaramente evidenziato la richiesta di un modello intermedio. Si parte dalle esigenze della base per arrivare ai modelli più grandi: è necessario costruire un vero e proprio “vivaio”, un po’ come accade nello sport. Se si investe esclusivamente sulle categorie di vertice senza sviluppare le fasce intermedie e iniziali, si compromette la crescita futura del sistema. In quest’ottica, investire su un’imbarcazione di queste dimensioni significa intercettare nuovi armatori che, se soddisfatti, potranno rimanere fedeli al marchio e progredire nel tempo verso modelli di categoria superiore”.
SCHEDA TECNICA LOMAC 8.5
- Lunghezza f.t. 8,50 m
- Lunghezza di omologazione 7,98 m
- Larghezza f.t. 3,14 m
- Larghezza sgonfio 2,50 m
- Altezza specchio 762 mm
- Peso a vuoto 1.800 kg (stimato)
- Potenza massima 400 HP
- Materiale tubolari Hypalon-neoprene Orca
CANTIERE LOMAC NAUTICA S.R.L.
Via Bruno Buozzi, 26
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Tel. +39 02 51800538
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