Constance Brément: il futuro del Cannes Yachting Festival
Preservare il DNA del più grande salone in acqua d’Europa: è questo l’obiettivo con cui Constance Brément guida oggi il Cannes Yachting Festival. Il passaggio di testimone arriva in un momento cruciale, tra lavori di riqualificazione e incertezze di mercato. In questa intervista, la nuova direttrice del Festival racconta opportunità, sfide e prospettive della manifestazione, giunta alla sua 49ª edizione.
L’offerta espositiva evidenzia, ancora una volta, una grande attenzione all’innovazione e alle tendenze del settore. Monoscafi e multiscafi, barche a vela e a motore, grandi yacht e piccole imbarcazioni: la nautica si prepara a tornare a Cannes, in tutte le sue sfaccettature.

Lei proviene da una lunga esperienza nel marketing e nella comunicazione, maturata anche all’interno del Gruppo Beneteau. In che modo questo background influenza la sua prospettiva del Festival?
Constance Brément: “Lavoro nel settore da 15 anni e, all’interno del Gruppo, ero responsabile dei nove marchi dell’azienda. Questo mi ha permesso di avere una conoscenza approfondita del mercato e una visione preziosa delle aspettative da parte dei brand e dei clienti. Devo dire che conoscevo un po’ meno gli espositori italiani, ma ho avuto l’opportunità di incontrarne la maggior parte e di comprendere meglio le esigenze specifiche dei principali cantieri italiani. È un mercato leggermente diverso, e scoprirlo è stato molto interessante. Questo background mi ha permesso di considerare il salone dal punto di vista degli espositori: capire le loro aspettative e ciò che investono quando partecipano all’evento. Arrivano con obiettivi commerciali molto chiari e con forti aspettative in termini di ritorno dell’investimento, sia per la vendita delle barche presenti al salone, sia per la creazione di opportunità future.
Dal punto di vista del cliente, la mia esperienza nel settore del lusso e in altri mercati, dove ho lavorato molto sul customer journey, mi ha dato una prospettiva utile su come possiamo continuare a migliorare l’esperienza dei visitatori. Ho sempre lavorato in contesti internazionali e questo si è rivelato fondamentale. Il Cannes Yachting Festival è un evento globale: oltre il 60% dei visitatori proviene dall’estero. Credo che questo background mi aiuti a comprendere meglio ciò che un pubblico internazionale si aspetta da un salone di questo tipo”.
Dopo un anno di transizione al fianco della storica direttrice, Sylvie Ernoult, questa sarà la sua prima edizione alla guida del Festival. Come ha vissuto questo passaggio di consegne?
Constance Brément: “È stata una grande opportunità lavorare con Sylvie Ernoult per un anno perché, oltre a una grande esperienza, ha anche una conoscenza approfondita dell’evento, degli stakeholder, dell’organizzazione e degli espositori. Abbiamo avuto il tempo di scambiarci informazioni sulla storia del salone e sugli elementi che hanno contribuito a renderlo ciò che è oggi. Ho potuto comprendere il suo DNA, capire perché sia così attrattivo per un pubblico internazionale, e questo è stato estremamente prezioso. È più facile capire un salone attraverso gli occhi di chi lo ha gestito per così tanto tempo. Sono stata davvero, davvero fortunata ad aver avuto questa opportunità”.
L’anno scorso i lavori al Vieux Port hanno influenzato la configurazione del salone. Quali novità possiamo aspettarci per il layout di questa edizione? I lavori sono terminati?
Constance Brément: “I lavori proseguiranno fino all’edizione del 2028. Quest’anno la Jetée — il molo principale del Vieux Port — è in fase di ristrutturazione, e l’anno prossimo toccherà a Quai Max Laubeuf. Quindi abbiamo dovuto adattarci, assicurandoci al contempo di mantenere la stessa qualità dei contenuti e dell’esperienza per i visitatori. I lavori di ristrutturazione sono certamente una sfida, ma per noi è fondamentale garantire che l’immagine e la qualità del salone rimangano intatte.
Quest’anno i visitatori noteranno che la forma della Jetée è cambiata: non abbiamo più l’estensione superiore, quindi tutti i superyacht saranno ormeggiati sulla nuova Jetée o a Quai Max Laubeuf. Le imbarcazioni si troveranno su entrambi i lati del porto. Il Power Cat Village tornerà all’interno del porto, al Pantiero, con più di 30 catamarani a motore in esposizione. Sarà ben visibile da Quai Saint Pierre e i visitatori potranno accedervi anche dal lato del Pantiero.
Per quanto riguarda Port Canto, non ci sono molti cambiamenti. Abbiamo ancora il grande percorso ad anello, lungo più di due chilometri, con circa 120 barche a vela, mentre nella Power Boat Marina abbiamo più di 180 day boat: è uno spazio molto ricco, che comprende anche l’area Brokerage & Toys.
Oggi il salone è quasi equamente diviso tra il Vieux Port e Port Canto in termini di numero di barche. Una delle novità di quest’anno sarà l’app ufficiale, progettata per facilitare gli spostamenti dei visitatori all’interno del salone. Funziona come Google Maps: basta selezionare la destinazione e l’app calcola il percorso. Con una manifestazione distribuita su due siti, è uno strumento essenziale. I visitatori possono accedere all’Innovation Route, consultare l’elenco degli espositori e delle barche, individuare ristoranti, servizi igienici e altre strutture. Anche tutte le anteprime sono disponibili sull’app, quindi è possibile pianificare un itinerario personalizzato”.
A proposito dell’Innovation Route, può anticiparci qualcosa sui prodotti o sulle tecnologie che saranno presentati al Cannes Yachting Festival?
Constance Brément: “È ancora un po’ presto per condividere tutti i dettagli, ma posso già citare alcune delle anteprime collegate all’Innovation Route. Abbiamo iniziato selezionando gli espositori e i progetti. Per me è importante che l’Innovation Route continui a stimolare il settore e a valorizzare le innovazioni che rendono la nautica più attrattiva e accessibile. Naturalmente la sostenibilità è un elemento centrale, ma non è l’unico: l’Innovation Route di quest’anno comprende circa 40 progetti realizzati da oltre 40 aziende, selezionati da una giuria indipendente.
Una delle novità è la creazione di uno studio dedicato. Gli espositori scelti per questo spazio potranno registrare brevi presentazioni delle loro innovazioni, che continueremo a promuovere durante l’intero anno per dare maggiore visibilità a questi progetti. Lo studio sarà situato all’ingresso del Palais: qui i visitatori potranno assistere alle presentazioni e incontrare i rappresentanti degli espositori e gli ingegneri che hanno lavorato ai progetti.
Tra le anteprime che possiamo citare ci sono il Sunreef 80 Eco, il Pardo GT75 e Skaw, un marchio che trovo particolarmente interessante perché utilizza gli hydrofoil, una tecnologia ancora relativamente poco diffusa nel mercato della nautica da diporto. Stiamo inoltre assistendo a importanti sviluppi sul fronte della sostenibilità. Uno dei modelli Lagoon, infatti, è costruito con resina riciclata. Più in generale, molte aziende stanno lavorando per ridurre i consumi energetici migliorando allo stesso tempo il comfort a bordo. I pannelli solari, per esempio, possono ridurre la necessità di utilizzare i generatori, rendendo la vita a bordo più silenziosa e piacevole”.

Quali sono le principali tendenze che emergono dall’edizione di quest’anno, in termini di prodotto e di comportamento degli acquirenti?
Constance Brément: “Quest’anno, come sempre, ci sono innovazioni molto interessanti, ma se parliamo di tendenze, il primo punto da sottolineare è che la situazione economica non è così favorevole come vorremmo.
Detto questo, il segmento premium italiano si dimostra particolarmente resiliente. Nel mercato degli yacht di fascia molto alta e fortemente personalizzati, la domanda rimane sostenuta, specialmente per i cantieri italiani. Oggi abbiamo oltre il 30% di espositori italiani, e anche il 30% delle barche in mostra è italiano. L’Italia è davvero al centro di questa industria. Da quanto posso osservare, il segmento più in difficoltà è quello delle barche più piccole, diciamo dai 9 ai 12 metri, o anche fino a circa 22 metri.
Allo stesso tempo, i produttori continuano a investire in nuovi prodotti, ed è un aspetto molto positivo perché continua a stimolare il mercato. Una delle tendenze più forti è l’attenzione al comfort di bordo e agli spazi abitativi. Sempre più persone desiderano trascorrere lunghi periodi a bordo e persino lavorare da remoto dalle proprie imbarcazioni. Avere uno spazio da usare come ufficio sta diventando sempre più importante. Cercano comfort anche in termini di stabilità. È uno dei motivi per cui il mercato dei multiscafi è particolarmente interessante in termini di crescita. Lo vediamo chiaramente con i catamarani a motore.
Poi c’è tutto il tema della transizione energetica. Non si tratta solo di propulsione elettrica. Si tratta anche di ridurre il consumo di carburante attraverso barche più leggere, hydrofoil, pannelli solari e, più in generale, migliori sistemi di gestione dell’energia. Queste sono tutte aree in cui i cantieri stanno investendo.
Un’altra tendenza che abbiamo osservato negli ultimi anni è lo slow cruising, la navigazione lenta. Le persone trascorrono più tempo a bordo, viaggiando a un ritmo più rilassato e usando le loro barche come case galleggianti. L’attenzione si sta spostando dalla velocità alla qualità della vita. Possiamo notare anche la crescente popolarità di navette ed explorer, progettati per viaggi più lunghi e per scoprire nuove destinazioni, piuttosto che per spostarsi semplicemente da un luogo all’altro il più rapidamente possibile.
Infine, stiamo assistendo a nuovi modi di accedere alla nautica attraverso i boat club e la multiproprietà. Questi modelli sono già ben consolidati negli Stati Uniti e stanno gradualmente guadagnando terreno in Europa, rendendo la nautica accessibile a un pubblico più ampio”.
Ha detto che gli yacht più grandi stanno dimostrando maggiore resilienza, mentre le barche più piccole stanno affrontando maggiori difficoltà. Questa tendenza si riflette anche nel salone di quest’anno?
Constance Brément: “Fortunatamente abbiamo registrato un livello di prenotazioni molto elevato, quindi questa tendenza non ha avuto un impatto sull’esposizione in sé. So che questo ha aumentato la pressione sugli espositori in termini di vendita delle barche, perché esporre a un salone rappresenta un investimento significativo. Ma Cannes è ampiamente riconosciuta come un’eccellente piattaforma sia per la visibilità del marchio sia per le vendite. Trovarsi a Cannes, a settembre, nel Mediterraneo, crea le condizioni ideali per il business. I visitatori possono spostarsi facilmente tra i due porti, effettuare prove in mare e vivere le barche nel loro ambiente naturale.
Quindi non abbiamo riscontrato alcun impatto sulla partecipazione, e ne sono molto felice perché sappiamo che questo non è un mercato facile. Parliamo regolarmente con i nostri espositori, quindi comprendiamo le sfide che si trovano ad affrontare. Ecco perché dobbiamo fornire un servizio di livello elevato, lasciandoli liberi di concentrarsi completamente sulla propria azienda.
Siamo anche molto orgogliosi della varietà dei nostri espositori, perché riflette l’intero settore: dalle aziende a conduzione familiare ai grandi gruppi internazionali, dai costruttori di grandi yacht ai produttori di barche più piccole”.
Quali aspetti del Cannes Yachting Festival desidera preservare e quali vorrebbe sviluppare nei prossimi anni?
Constance Brément: “Una delle mie priorità è preservare il DNA del salone. Ciò significa mantenere il suo pubblico internazionale e la sua varietà, perché è questo che lo rende una rappresentazione così forte dell’industria nautica.
Quando guardo le anteprime, vedo monoscafi a motore e a vela, multiscafi, barche costruite in vetroresina, alluminio e acciaio. Il salone riunisce davvero l’intero spettro delle competenze dell’industria, dell’artigianato e del know-how progettuale. Questo è uno degli aspetti più affascinanti di questo evento. È un settore guidato da persone appassionate. Che siano italiani, francesi o di qualsiasi altra nazionalità, quando parlano delle loro barche si percepisce immediatamente quella passione, non solo per il design, ma anche per la tecnologia che c’è dietro.
Chiacchierando con architetti navali, ingegneri e tutte le persone coinvolte, si avverte il loro impegno per l’innovazione e la loro costante volontà di migliorare sia le prestazioni della barca sia l’esperienza di bordo. Dobbiamo continuare a offrire agli espositori una piattaforma eccezionale per la visibilità e, soprattutto, per il business. I visitatori vengono per la magia dell’evento, per scoprire e provare nuove barche, ma gli espositori vengono per vendere. Dobbiamo sempre mantenere questo equilibrio: creare un’esperienza memorabile per i visitatori offrendo allo stesso tempo un valore concreto dal punto di vista commerciale.
Il Festival è un punto di riferimento unico. I visitatori possono scoprire l’intero ecosistema nautico in un solo luogo, dalle barche alle attrezzature, dai marchi del lifestyle di lusso, fino ai tender e agli accessori. Voglio che le persone se ne vadano con la sensazione di aver vissuto un’esperienza straordinaria. Il salone deve rimanere facile da visitare, stimolante, memorabile e piacevole. Allo stesso tempo, il Festival deve evolversi e riflettere le ultime tendenze del settore. Quest’anno, ad esempio, abbiamo riunito tutte le barche elettriche in una sezione dedicata. In passato erano sparse in aree diverse, ma ora sono raggruppate perché il segmento è diventato molto più strutturato e maturo, con diversi marchi che fanno ormai parte di grandi gruppi industriali.
Questa è la direzione che vogliamo continuare a seguire. Il salone deve continuare a evolversi insieme all’industria nautica. E forse, un giorno, se i boat club si diffonderanno, introdurremo anche quel segmento”.
CANNES YACHTING FESTIVAL
www.cannesyachtingfestival.com




