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Pompe di sentina

Pompe di sentina: come gestire l’acqua in sentina

Per molti naviganti moderni l’acqua in sentina è un vero e proprio dramma. Si arriva persino a sfiorare crisi di isteria se si continua a trovare quel gocciolino di acqua sotto la scaletta o nella sentina centrale. Per non parlare di quella che si trova alla base degli alberi passanti su una barca a vela che per il regatante diventa addirittura la causa di regate perse. Non a caso le imbarcazioni sono dotate obbligatoriamente di pompe di sentina ed è proprio di questo argomento che parliamo in questo articolo.

Ho visto barche disseminate di fogli di carta assorbente in sentina per capire da dove arrivasse quel goccio di acqua.

Ma non interpretate male l’incipit di questo articolo. Certamente la presenza di acqua in una barca è segno che deve allarmare il diportista. La sentina è un ambiente tutto particolare da tenere sempre sott’occhio.

Va capito se questa acqua ha ragion d’essere o se la ragione della sua presenza è tale da richiedere una più radicale e attenta analisi. Quello su cui volevo far sorridere è l’ossessione che una barca debba essere assolutamente asciutta.

Per anni ho navigato su imbarcazioni in legno la cui tenuta è data dal calafatare o su barche con assi dell’elica passante la cui tenuta è data dalla baderna con la sua treccia di canapa o stoppa ingrassata e da un premi stoppa che va regolato man mano che si consuma. Se una goccia di acqua non passa l’hai stretta troppo.

Certo ora, come è giusto che sia, la tecnologia è andata avanti, le barche hanno tutte le possibilità di essere asciutte, ma restano comunque oggetti che vivono nell’acqua, sotto la pioggia ed esposte ai marosi.

Acqua in sentina
Il grafico mostra la quantità d’acqua che entra in una falla di diametro fino a 75 mm.
Ogni curva corrisponde ad una certa profondità della falla rispetto alla linea di galleggiamento, visibile in alto a destra

POMPE DI SENTINA

Non a caso le imbarcazioni sono dotate obbligatoriamente di pompe di sentina ed è proprio di questo argomento che parliamo in questo articolo.

Lo faremo con un certo grado di preoccupazione, perché forse non è chiaro a tutti come questo strumento, che non è certo l’accessorio che farà la differenza in fase di acquisto, deve invece essere oggetto di grande attenzione poiché deve avere delle ottime doti di sicurezza.

Capirete poi dalle prossime righe come neanche il marchio CE delle barche possa garantire che quanto è imbarcato a bordo, magari nel noleggio di pochi giorni, sia adeguato a poter gestire non l’acqua in sentina ma una falla. D’altro canto guardate cosa richiede la normativa per le imbarcazioni dotate di marchio CE.

La ISO 15083:2003, aggiornata nel 2020, specifica i requisiti per il pompaggio o mezzi alternativi progettati per rimuovere i normali accumuli di acqua di sentina per le piccole imbarcazioni con una lunghezza dello scafo fino a 24 metri secondo ISO 8666.

E’ citato chiaramente “Non stabilisce requisiti per pompe di sentina o sistemi di pompaggio di sentina progettati per il controllo dei danni“.

Da questi parametri: “La capacità di ciascuna pompa di sentina non deve essere inferiore a 10 l/min per le barche con LH inferiore o uguale a 6 m, 15 l/min per le barche con LH maggiore di 6 m o inferiore a 12 m, o 30 l/min per imbarcazioni con LH maggiore o uguale a 12 m. Questi volumi al minuto devono essere raggiunti quando la pompa è sottoposta a una contropressione di 10 kPa”.

Molti di noi navigano o affittano mezzi di cui non conoscono nulla relativamente alle pompe di sentina, molti neanche la provano prima di salpare e, caso reale, scoprono poi che la membrana era marcia o la sede della leva della pompa a mano era cotta dagli anni e si rompe alle prime pompate.

TIPOLOGIE DI POMPE

Pompe a mano e pompe elettriche, in questo articolo ve le presento, ma è difficile per un diportista neo armatore capire cosa comprare se si volesse migliorare la capacità di gestire l’acqua a bordo.

Attualmente sul mercato esistono 3 tipi di pompe di sentina:

  • Pompe di sentina manuali; elettriche a immersione e autoadescanti; elettriche automatiche.

Le pompe di sentina indicano i dati di evacuazione dell’acqua detti “a livello“, ovvero un pompaggio e un rigetto dell’acqua alla stessa altezza. In numerosi casi, lo svuotamento (rigetto d’acqua) avviene ad un’altezza superiore all’estrazione dell’acqua e in questo caso lo svuotamento di 1 m indica dei flussi inferiori.

Consigliamo dunque di tenere in considerazione l’impianto. Nel caso in cui si abbia sufficiente posto è necessario prendere una pompa di sentina della giusta dimensione: non pensate di prenderla di una dimensione inferiore per risparmiare spazio!

Acqua in sentina
Nella fotografia una pompa della Whale a paratia con leva fissa.
Nel mercato nautico esistono una vasta gamma di questi prodotti manuali, che non presentano componenti elettriche e che
vengono azionate manualmente,
avviando membrane elastiche o stantuffi

POMPE MANUALI

Le pompe di sentina manuali rappresentano una soluzione affidabile e sicura in caso di guasti o di mancanza di corrente elettrica oltre ad essere un dispositivo sicuramente più economico rispetto a quelle elettriche.

Quali sono le caratteristiche salienti che devo conoscere di una pompa a mano?

In primo luogo se è una pompa a singolo o doppio effetto.

Singolo effetto vuol dire che quando io tiro la leva della pompa, l’acqua viene aspirata dal tubo di aspirazione e quando spingo la leva della pompa, questa viene spinta fuori dal tubo di mandata. Doppio effetto vuol dire che quando tiro la leva della pompa, l’acqua viene aspirata come precedentemente nel tubo di aspirazione ma quando spingo la leva, l’acqua da una parte viene spinta nel tubo di mandata e contemporaneamente, con lo stesso gesto, ricarico il tubo di aspirazione.

In pratica: aspiro al primo movimento poi scarico, scarico, scarico: doppio effetto, doppia acqua buttata fuori con un solo gesto.

Voi quale vorreste a bordo?

Non ho dubbi, la seconda ma vi invito a guardare sulla vostra amata e adorata barca quale avete. Spero non restiate delusi.

Se non avete un’imbarcazione provate a chiedere al locatore se la barca noleggiata è dotata di pompa manuale, “si, certo” ci risponderà, ma chiedete anche se è a doppio effetto. Dubito che lo saprà.

La cosa più sorprendente è che se mi seguite in questa presa di coscienza e andiamo insieme a cercare su internet un catalogo dei più famosi distributori di accessori marini italiani, in nessuna guida troviamo evidenziato se la pompa che vi propongono è a singolo o doppio effetto.

Da attenti lettori ci chiediamo che differenza c’è tra pompa a membrana e pompa a diaframma: nessuna. Sono la stessa cosa.

Poi se un produttore evidenzia che la sua membrana è in neoprene e l’altro in butile vuol dire che ritiene la sua scelta migliore della concorrenza.

Meglio in butile o in neoprene?

Nessuno ce lo sa spiegare e, quindi, prendiamo quella che costa di più, perché “chi più spende meno spende”. L’ufficio acquisti di un cantiere invece comprerà certamente quella che costa di meno.

Acqua in sentina
TABELLA 1: ho recuperato informazioni vaghe,
non le stesse informazioni per tutte le pompe dello stesso catalogo. In nessuna ho trovato la prevalenza, cioè l’altezza alla quale può essere spinta l’acqua, ma essendo a mano forse conta poco

Ma vediamo i numeri: quasi tutti i cataloghi ci danno la portata in litri/minuto, ma come è possibile per una pompa a mano dare litri al minuto?

Dipenderà da chi pompa e anche dalla sua paura di affondare e comunque dopo un tot di minuti sarà stanco e i colpi al minuto diminuiranno. Soprattutto se la pompa è messa in una posizione tale per cui, per usarla, la persona non debba magari inginocchiarsi tra timone e paratia.

Avete mai provato a usare per 10 minuti una pompa a mano?

Per fortuna, con tutta la mia caparbietà, ho rovistato tra le norme e gli standard e ho trovato uno standard ISO del 2002 aggiornato che cita: “for manual bilge pumps, the capacity shall be rated for 45 strokes per minute“. Quindi il ritmo da usare per la norma che contribuisce allo standard CE delle barche è 45 colpi al minuto. Solo con questo dato risulta logico riportare su un catalogo la portata in litri/minuto.

Ma guardate la TABELLA 1: come è possibile che una pompa per la quale si dichiara 1,2 litri a colpo abbia una portata pari a quella che dichiara 0,30 litri a colpo?

Entrambe sul catalogo mi citano 50 litri/minuto, 0,83 l/sec! Grande confusione sotto il cielo e sotto il pagliolo. Evidentemente né i produttori né coloro che redigono cataloghi tecnici dei loro prodotti seguono lo stesso standard ISO.

Speriamo che quello che state leggendo e che stiamo scrivendo possa servire a modificare la presentazione di questi dati per renderci più edotti sugli strumenti a nostra disposizione per contrastare l’acqua a bordo.

Acqua in sentina
Le pompe di sentina ad immersione si avviano attraverso un interruttore ON/OFF. Queste possono evacuare dai 25 ai 160 l/min. Solitamente si fissano nel punto più basso dell’imbarcazione e, possibilmente, in zone di difficile accesso

POMPE ELETTRICHE

Il 99,9% dei diportisti da noi intervistati attribuisce alle pompe elettriche maggiore fiducia rispetto alle pompe a mano.

Naturale, dato che l’idea di dover faticare per togliere dell’acqua dalla sentina appare sciocco, visto che si hanno a bordo le pompe elettriche.

Peccato che meno del 50% sia consapevole del fatto che una pompa elettrica di quelle montate attualmente di serie sulle barche è meno efficace di una pompa a mano doppio effetto usata correttamente. Infine, meno del 10% sa in realtà la capacità e i limiti della pompa elettrica in uso sulla propria barca e tanto meno su quella noleggiata l’ultima estate.

Per le pompe elettriche la caratteristica saliente oltre alla portata è il CONSUMO.

Certo, perché la pompa elettrica scarica le batterie e quindi il sistema funziona sino a quando le batterie sono in grado di erogare energia. Ecco perché comunque la prima azione in caso di acqua a bordo è, e deve essere sempre, quella di accendere il motore se non fosse già acceso.

Obiettivo: tenere le batterie cariche.

Peccato che le batterie saranno le prime ad andare sott’acqua considerando dove vengono messe in una barca. Ma questa è un’altra storia.

Per darvi un’idea di cosa trovate a bordo delle nostre imbarcazioni guardiamo la TABELLA 2: tratta anche essa dai cataloghi dei maggiori fornitori di materiali nautici italiani.

Acqua in sentina
TABELLA 2: indicazioni fornite dai cataloghi
sulle pompe elettriche

Ce ne sarebbero vari tipi di pompe elettriche, viene offerta principalmente quella ad immersione (ricordate di tenere pulito il filtro che c’è dentro) per cui quello che importerà è la prevalenza, a che distanza e a che dislivello riuscirà a spingere la mia acqua.

Per poche di queste pompe viene citata la prevalenza sul catalogo. Per tutte viene citata una portata l/ora ma vi invito a calcolare i l/minuto e confrontarli con il grafico in apertura di questo articolo.

Un raro grafico che riporta l’acqua in litri/minuto che entrerebbe da una falla di un certo diametro ad una certa profondità. Se prendete ad esempio una falla di 50mm (5cm) alla profondità di 33 cm (la prima curva) avrete circa 300 litri/minuto: il LOG.

La più grossa delle pompe dei nostri cataloghi, quella che consuma 15 Ampere butta fuori 166 litri/minuto. Le altre vanno da 33 a 133 litri minuto. Le più frequenti a bordo sono le prime 5-6 Ampere uguale 30-40 litri/minuto!

CONCLUSIONI

Scopo di questo articolo è stimolare l’utente a conoscere meglio gli strumenti che abbiamo a bordo e avviare con il lettore un rapporto di collaborazione. Sia per capire meglio i limiti delle attrezzature di bordo, sia per poterle usare in maniera appropriata e verificare come sia possibile e forse doveroso migliorarle affiancando a quanto obbligatorio anche qualche cosa di migliore. Ma soprattutto preparare delle PROCEDURE, testarle e mettere a conoscenza l’equipaggio per usare al meglio gli strumenti molto limitati che abbiamo a bordo.

Si potrebbe però parlare anche “dell’Attivazione automatica” delle pompe elettriche, ma ancor prima di “Allarmi acqua in sentina” che permetterebbero di attivarsi immediatamente in caso di acqua in sentina senza attendere di veder galleggiare i paglioli.

Ancor di più si potrebbe cominciare a ragionare e far ragionare i cantieri e i compratori su “compartimenti o paratie stagne”, “sull’insommergibilità” o “l’inaffidabilità” per le barche.

Concetti già definiti anche da standard internazionali non ancora entrati nelle richieste per ottenere un marchio CE sulle imbarcazioni da diporto inferiori a 24 metri.

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