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Il tempo e il costo della qualità

Il tempo e il costo della qualità

Il tempo e il costo della qualità. Il Covid-19 ha determinato tanti cambiamenti e ha messo in discussione molte certezze. E’ stato sicuramente un anno particolarmente difficile e molto singolare, che ci ha visto spettatori talvolta impauriti, talaltra incerti ed angosciati. L’industria nautica, in particolare, nella scorsa primavera ha chiuso i battenti per qualche mese, tornando a soffrire per consegne mancate e proposte d’acquisto non confermate.

Ricordo ancora molto bene, quando poco più di un decennio fa, Lehman Brothers inaugurò un periodo davvero molto duro: una delle più grosse crisi finanziarie dal dopoguerra ai nostri giorni. All’epoca, come oggi, la nautica si trovò ad affrontare un momento molto delicato in quanto industria “per ricchi”, che produce “beni non essenziali” e pertanto non di vitale importanza per le persone.

Eppure, al di là delle luci e delle paillettes che sembrerebbero lustrare il magico mondo della nautica da diporto, intorno a questo settore industriale ruotano decine di migliaia di persone. Lavoratori, agenti, tecnici, commerciali ed imprenditori che non sanno di produrre “un bene non essenziale”, ma solo un prodotto che potrà essere anche di nicchia, ma che muove una buona fetta dell’economia nazionale e mondiale.

E che dire, inoltre, del Made in Italy?

La nautica italiana, al pari della moda, è ancora un fiore all’occhiello del Made in Italy e della nostra economia, che porta lustro e lavoro al nostro paese come pochi altri settori.

Eppure, nonostante non producessimo mascherine o prodotti medicali, anche stavolta l’industria nautica ha reagito e si è difesa. Riaprendo i battenti appena possibile e – forti anche di compagini societarie che credono in ciò che fanno – quasi tutti gli operatori del settore sono tornati a progettare, testare, produrre e commercializzare imbarcazioni sempre più belle e con una sola parola d’ordine: qualità!

Oggi, dal cantiere che produce natanti a quello che costruisce navette, il leitmotiv della catena produttiva è l’attenzione alla qualità del prodotto.

“conditio sine qua non”

Perché è impossibile sperare di sopravvivere in un’economia così instabile e fluttuante.

Del resto, è anche vero che l’offerta oggi probabilmente supera la reale domanda nel comparto nautico, motivo in più per cercare di produrre con standard sempre più alti e magari risparmiando sui costi. Ancor meglio sarebbe, per il cantiere che vuole dominare il mercato, produrre imbarcazioni di altissima qualità, di basso costo e tempi ridotti. Purtroppo questa equazione non ha soluzione, per ora.

Più è alto lo standard di qualità del cantiere, infatti, maggiore è l’investimento che esso ha dovuto sostenere per ottenere quel livello qualitativo.

Non solo: al di là di un discorso organizzativo, produrre imbarcazioni “troppo” velocemente non può che portare a inevitabili disattenzioni o al non rispetto di alcune prescrizioni tecniche fondamentali per la buona riuscita del risultato.

Ma facciamo qualche esempio pratico, partendo da semplicissimi considerazioni che può capire anche l’armatore più inesperto in materia tecnica.

Oggi sono (quasi) tutti esperti e non c’è nessuno che non sappia cosa sia l’osmosi. Pertanto, una delle richieste tecniche più gettonate è proprio la protezione da questo fenomeno. Quello che non si sa, tuttavia, è che per proteggere efficacemente dall’osmosi è necessario agire su due fronti:

  • Utilizzare resine e gelcoat chimicamente igroscopici;
  • Applicare dei trattamenti di difesa sulla carena preventivamente all’antifouling.

Il tempo e il costo della qualità

Il tempo e il costo della qualità

Ora, giusto per dare un ordine di grandezza all’armatore medio, se una buona resina costa “X”, una resina non igroscopica (sto usando questo termine, ma in realtà sono molte le caratteristiche chimiche che differenziano le resine basiche da quelle “di qualità”) costa “due volte e mezzo X”.

Quindi, già da questa semplicissima considerazione, comprendiamo che un cantiere che vuole produrre un’imbarcazione di qualità con materiali di prima scelta non può certo imporre al mercato delle sub-forniture di acquistare un prodotto di pregio al costo di un prodotto comune.

E’ chiaro che ci saranno delle trattative commerciali e determinati poteri d’acquisto (specie per i cantieri più importanti e strutturati), ma se l’ordine di grandezza del delta costo è di 2 a 1 poco si potrà fare per produrre un’imbarcazione di qualità ad un costo troppo competitivo.

Seconda considerazione: fattore tempo.

Consideriamo sempre l’esempio della barriera all’osmosi. Prima riferivo al fatto che sarebbe auspicabile un trattamento “ad hoc” prima di applicare l’antivegetativa. Ma in effetti, se un cantiere utilizza già delle buone resine, che su scheda tecnica offrono un’eccellente protezione all’acqua, perché mai bisognerebbe andare ad inserire un altro dispendioso trattamento alla carena quando basterebbe dare una carteggiatura, un primer veloce ed una mano di antivegetativa?

Beh: ma per avere un prodotto di alta qualità! Che domande…

E quindi, questo prodotto di alta qualità contro l’osmosi, oltre a richiedere una resina “di alto profilo tecnico” comporterà ulteriori costi (legati al trattamento “opzionale”) e tempi di applicazione che si allungano, perché non è concesso applicare i prodotti chimici diversi in rapida successione.

Le schede tecniche parlano chiaro: oltre ai tempi di applicazione, esistono determinati tempi di essicazione, che si traducono in tempi di attesa.

Che disdetta! I diportisti vogliono andare al mare subito!

Conclusioni

Questo dell’antiosmosi è solo uno dei tanti esempi che si possono fare, passando dalle verniciature, agli optional, alle apparecchiature elettriche di bordo, agli impianti, fino alle tappezzerie e ai mobili. Tutte caratteristiche collegate in un’imbarcazione e quello che ho imparato in più di venti anni di attività professionale è proprio che la qualità non passa facilmente per la strada del risparmio di soldi e di tempo.

Per questo e tanti altri motivi simili, mi sento di consigliare agli armatori che stanno leggendo questo articolo di non ingaggiare delle trattative all’ultimo sangue col cantiere a cui si stanno per affidare e di non chiedere di spingere troppo l’acceleratore per anticipare i tempi di consegna andando contro ogni ragionevole comprensione. Trattare troppo sui prezzi e chiedere anticipi di consegne, cari armatori, va contro la qualità. E se oggi vogliamo avere una barca di qualità dobbiamo anche entrare nell’ordine di idee che tutto questo ha un prezzo in termini di costi e tempi di produzione.

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