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Barche usate: consigli utili per vendere e comprare

La barca è un bene prezioso a bordo della quale si vivono momenti intensi di relax, di avventura e di divertimento. Quando si decide di vendere la propria imbarcazione è spesso un momento delicato, poiché l’armatore ci si è affezionato, ma il più delle volte la scelta è legata al passaggio ad un’imbarcazione superiore. La decisione, invece, di comprare una barca – specialmente se si tratta della prima volta – è sempre un passaggio delicato fatto di dubbi, ripensamenti e amori a prima vista. Sia vendere che acquistare sono comunque decisioni spesso prese sull’onda emotiva. Detto questo, è fondamentale conoscere alcuni dettagli sulla compravendita e allora vi diamo qualche consiglio utile, con l’esperienza del perito Alessandro Chiusoli dell’agenzia nautica Wind Service, per valutare e presentare al meglio la vostra barca. Iniziamo col dire che la metratura è fondamentale, parliamo di diporto, ci riferiremo in questo articolo in modo generico dunque a natanti e imbarcazioni fino ai 12/13 metri e tralasciamo la documentazione da tenere a bordo che, diamo per scontato, dobbiamo far trovare in ordine al possibile acquirente e che quest’ultimo dovrà verificare.

VENDITA: come rendo la barca più appetibile per il mercato?

L’ANNO DELLA BARCA

In primo luogo, ci spiega Alessandro Chiusoli, bisogna fare i conti con l‘anno della barca. Una barca con meno di 10 anni sarà sicuramente più tecnologica, moderna e in linea sia con le dotazioni che con i canoni estetici attuali senza dover fare troppi interventi. Un mezzo datato avrà, invece, bisogno di un ammodernamento attraverso il cambio delle cuscinerie, delle tappezzerie e dei tendalini; si possono effettuare opere di wrappaggio anche per i mobili interni. Con questi tipi di interventi si cambia completamente la percezione della barca ed è un investimento che si recupera nel momento in cui l’acquirente si troverà a dover scegliere tra due barche equivalenti e dello stesso anno: offriremo al mercato una barca attuale e spunteremo così la massima valutazione del bene, che avrà di conseguenza un prezzo meno trattabile.

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L’ESTETICA

È un po’ come vendere una casa, continua ancora Chiusoli – pertanto l’aspetto estetico è fondamentale. Una barca sporca e graffiata rende subito l’idea di un proprietario poco attento e una barca che è stata trascurata. Bisogna innanzitutto sistemarla e renderla quasi da esposizione, questo dà senz’altro un input in più al possibile acquirente. Pulizia, lucidatura, far trovare lo scafo in buone condizioni, in ordine, le eliche lucidate: insomma si può fare un buon refitting, che non ha un costo così impattante, per rendere la barca più vendibile.
Ma possiamo considerarlo un investimento che recupereremo sul valore di vendita o la rendiamo solo più appetibile e vendibile?
“Mettiamola così – chiarisce Chiusoli – poniamo il caso che io debba vendere una barca ad esempio da 50.000 euro, se la facciamo trovare in disordine l’acquirente sarà più propenso a trattare il prezzo, trovandola in ordine non avrà spunti per contrattare, quindi possiamo dire che il refitting non aumenta il valore effettivo della barca, ma ne aumenta il valore percepito. Se vogliamo raggiungere il massimo valore di mercato del mezzo sicuramente sono necessari altri tipi di interventi”.

LA PARTE TECNICA

Posto che la barca perfetta e senza problemi non esiste mi troverò due strade davanti: vendere la barca così com’è con tutti i suoi problemi oppure posso fare degli interventi di refitting tecnico, ma anche in questo caso non si aumenta tanto il valore di mercato, quanto la sua percezione. L’incremento del valore ottenuto dal refitting tecnico, purtroppo, non è proporzionale al valore di vendita, ma ci darà la possibilità di non sentirci dire “dal prezzo di vendita scaliamo le riparazioni”. Cambiare le dotazioni di sicurezza, ad esempio, non è profittevole: hanno un costo molto alto che non si rispecchia sul prezzo di vendita. Avere gli organi di navigazione funzionanti e la strumentazione di plancia in ordine, servono per portare al massimo valore del bene usato nella media. Tra tante barche uguali se la vostra avrà lo stato migliore è normale che la venderete ad un prezzo superiore alle altre di pari annata, metratura e caratteristiche.
Verifichiamo poi il funzionamento del motore – o dei motori – sarà una delle prime cose che non sfuggirà all’acquirente, vanno sistemati, se si parla di fuoribordo, possiamo sbarcarli e programmare una manutenzione e una revisione accurata, anche questo sarà un punto a vostro favore nella trattativa e non ha un costo elevato. Se si tratta di motori entrobordo vanno fatti dei controlli nella sala motori, verificare e aggiungere se necessario pompe di sentina e controllare l’impianto elettrico. Per imbarcazioni con qualche anno, inoltre, che hanno motori a raffreddamento diretto, che con il tempo possono essere più sensibili al surriscaldamento, bisogna aprire il motore e pulire i condotti.

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ACQUISTO: cosa non ci deve sfuggire?

L’ANNO DELLA BARCA

Una barca che supera i 10 anni necessita di controlli, mentre una più recente ha un altro range di verifiche. In ogni caso è necessario analizzare lo scafo a secco, possibilmente da un perito abilitato. Nei mezzi più datati bisogna verificare che non ci sia osmosi, anche se negli ultimi anni è un fenomeno sempre più raro; accertarsi che non abbia avuto incidenti nella sua vita o che siano stati risolti definitivamente, considerando che se questi non vengono dichiarati è possibile ricorrere alle vie legali per vizio occulto, ma sappiamo bene che tipo di perdita di tempo potrebbe essere.

PROVA IN MARE

ll test in mare è fondamentale per provare i motori che sono la parte più dispendiosa qualora ci fosse bisogno di interventi, ci suggerisce ancora Alessandro Chiusoli. Sbarcare i motori e sistemarli ha dei costi esponenziali e, quindi, una prova a mare con un tecnico autorizzato della casa costruttrice è d’obbligo”.

LA SICUREZZA

Verificare tutti gli organi di sicurezza passiva come gli accessori, pompe di sentina, impianti antincendio che devono essere funzionanti e in regola: si provano e se ne verificano le funzionalità. Controllare la portata delle pompe di sentina che devono essere performanti. Le dotazioni di sicurezza, invece, vanno in base al tipo di navigazione quindi all’atto dell’acquisto possiamo trascurarle perché sarà poi compito dell’armatore verificarle per la navigazione che interessa fare una volta che barca sarà in acqua, in base alle persone trasportate e al tipo di navigazione che interessa fare. C’è una tabella ministeriale che prescrive determinate dotazioni di sicurezza.

GLI ACCORGIMENTI,  CONSIGLIATI PER LE  IMBARCAZIONI PNEUMATICHE

Oltre agli accorgimenti sulla carena, le parti rigide e i motori che accomunano chiaramente il gommone ad una barca e, quindi, possiamo rifarci a quanto già detto, il tubolare è senz’altro la parte che ci deve interessare di più e che è anche la più soggetta ad usura. Il gommone risente molto della cura del precedente armatore, l’esposizione agli agenti atmosferici deteriora in maniera pesante la parte in gomma, quindi verificare che non ci siano lacerazioni o abrasioni perché lì sarà più debole e potrebbe cedere.

Spesso le barche vengono definite “i giocattoli dei grandi”, ma ricordiamoci che quando si vende o si acquista un bene c’è poco da giocare. Il consiglio più importante è comunque sempre quello di affidarsi ai professionisti del settore: il perito, che fornisce una reale stima della barca e consiglia gli interventi specifici; un broker che avrà già una sua rete di conoscenze e faciliterà i contatti per finalizzare la vendita e, infine, i tecnici ai quali affidiamo la barca o i motori per gli interventi che dovranno essere fatti a regola d’arte.

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