Lo sapevi che puoi bere vini subacquei?
Torna la rubrica Lo sapevi che… dedicata alle curiosità dal mondo della nautica, tra aneddoti affascinanti e storie sorprendenti. Questo mese parliamo di vini subacquei, banane e altezze. Leggi di piú …
Torna la rubrica Lo sapevi che… dedicata alle curiosità dal mondo della nautica, tra aneddoti affascinanti e storie sorprendenti. Questo mese parliamo di vini subacquei, banane e altezze. Leggi di piú …
Il delicato equilibrio tra forma e funzione è la cifra stilistica dello studio milanese Nauta Design, fondato nel 1986 da Mario Pedol e Massimo Gino. Ogni yacht, a vela o a motore, esprime un ineludibile rapporto di complementarità: a un’armonia di linee, proporzioni e volumi, deve necessariamente corrispondere una struttura efficiente e ben congegnata. Ciascun progetto diviene così il frutto di un approccio olistico, capace di coniugare eleganza e praticità d’uso, rispecchiando i gusti e le esigenze dell’armatore.
L’origine del nome “Franciacorta” è ancora oggi avvolta da un fitto mistero. Quel che è noto, però, è che questa storia nasce sulle note di “Georgia on my mind”. Un pianoforte, un incontro, un’illuminazione. In questa terra generosa, sulle verdi colline tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo, Berlucchi è divenuto il simbolo della spumantistica italiana.
Giorgio Vafiadis fonda lo Studio Vafiadis molto tempo fa, nel 1980, e negli anni diventa un punto di riferimento nel design di lusso per la nautica. Oggi, arrivato alla sua seconda generazione con il figlio Stefano, continua a incorniciare successi grazie a progetti ricchi di storia, etica, estetica e metodo. Abbiamo intervistato Stefano Vafiadis, che con enorme entusiasmo, energia e rispetto ci racconta la sua visione dello yachting e cosa significhi per lui questo lavoro.Leggi di piú …
Se pensiamo a un’imbarcazione elegante, la immaginiamo con la coperta rivestita in teak. Sicuramente, questo materiale conferisce pregio e valore, ma i problemi a esso legati lo stanno rendendo sempre più raro. Primo su tutti, il rischio estinzione, e poi i costi, la manutenzione e l’impronta ecologica. Questo ha portato a un crescente sviluppo di alternative al teak. Andiamo a vedere le principali.