BG Design Firm: intervista a Giuseppe Bagnardi
Con sede a Roma, BG Design Firm è uno studio di yacht design che ha saputo coniugare l’esperienza maturata nel settore automobilistico con la passione per la nautica.
Fondato da un professionista con un passato prestigioso nel car design, BG Design Firm è oggi un punto di riferimento per i cantieri navali italiani. In questa intervista, il designer Giuseppe Bagnardi ci racconta la genesi dello studio, il processo creativo dietro ogni progetto e le sfide affrontate nella progettazione di imbarcazioni, che non sono solo esteticamente affascinanti, ma anche estremamente funzionali e innovative.
Come è iniziata la storia di BG Design Firm? Può raccontarci com’è nata l’idea e come si è evoluto lo studio dal 2013 a oggi?
Lo studio nasce per mia iniziativa, ma il mio percorso ha avuto inizio diversi anni prima nel settore del car design, dove ho lavorato a lungo. Ho mosso i primi passi all’interno del Centro Stile Bertone, a Caprie, in provincia di Torino. Successivamente, ho lavorato nel centro stile della celebre casa automobilistica Lamborghini a Sant’Agata Bolognese (MO), e poi nel Centro Stile di Advance Design del Gruppo Volkswagen a Braunschweig, in Germania, dove sono rimasto per diversi anni. In quel periodo, il centro era diretto da Walter De Silva, una figura di spicco del design italiano nel mondo.
Lì ho avuto l’opportunità di lavorare su progetti importanti per tutti i brand del gruppo Volkswagen, come Audi, Porsche, Bentley e molti altri. È stato un periodo formativo, dove ho imparato molto confrontandomi con talenti provenienti da tutto il mondo.
Sin dal primo giorno nel mondo del car design, ho intrapreso parallelamente un percorso nel settore dello yacht design, mosso da una grande passione che mi è stata trasmessa dalla mia famiglia fin da bambino, quando ho iniziato a vivere il mare, praticare sport acquatici e comprendere cosa significasse navigare. Così, ho cominciato a lavorare come freelance per importanti studi di yacht design in Italia e all’estero, cercando di affacciarmi ai cantieri per proporre le mie idee e nuovi progetti.
Nel 2013, ho deciso di strutturare meglio questa realtà professionale e ho aperto il mio studio di yacht design a Roma con il nome BG Design Firm assieme al mio amico e collega Alessandro Giomi. Da allora, sono affiancato da validi collaboratori tra i quali il designer Lorenzo Rispoli figura di spicco dello studio, e lavoriamo con diversi cantieri navali italiani.

L’interazione con il cliente è uno degli aspetti fondamentali del vostro lavoro. Come si svolge la comunicazione durante le varie fasi della progettazione e quanto influiscono le richieste di un armatore sul progetto finale?
Durante il progetto, il dialogo tra il nostro studio e l’ufficio tecnico del cantiere è continuo. L’eccellenza si raggiunge solo attraverso un lavoro di squadra, quindi è molto importante che ci sia una collaborazione stretta tra tutte le persone coinvolte. La volontà del cliente finale è fondamentale, specialmente quando si lavora con cantieri che costruiscono imbarcazioni su misura, come mi è capitato spesso con Otam. In questo caso, il ruolo del designer diventa simile a quello di un sarto, che insieme al cantiere disegna e crea una barca “su misura” per il cliente finale.
Diverso è quando, ad esempio, lavoriamo con il cantiere Capelli, dove la progettazione è guidata più da una scelta aziendale che tiene conto di fattori legati al mercato generale, piuttosto che dalle richieste di un singolo cliente.

Come riuscite a garantire un equilibrio tra estetica e funzionalità?
L’estetica deve sempre avere un senso e una motivazione. Sin dai primi disegni, diamo grande importanza agli aspetti tecnici, perché le barche non sono solo oggetti belli, ma mezzi di trasporto sui quali si deve poter vivere o comunque trascorrere giornate intere. È quindi fondamentale capire che tipo di imbarcazione stiamo progettando — che sia un day cruiser, una navetta o una barca veloce — per rispettare le caratteristiche e le esigenze tecniche del prodotto finale.
Un esempio concreto: quando abbiamo progettato l’Otam 90 GTS, c’erano esigenze tecniche legate al flusso d’aria nella sala macchine. In collaborazione con l’Ing. Umberto Tagliavini, abbiamo individuato il miglior punto per le prese d’aria, garantendo un flusso ottimale per la sala macchine, senza compromettere l’estetica e le performance della barca.
Nel settore del design nautico, BG Design Firm sta sperimentando soluzioni innovative?
Ogni progetto è l’occasione per sviluppare nuove idee. Tuttavia, non è sempre facile trovare committenti disposti a investire in progetti radicalmente innovativi. Stiamo comunque sviluppando idee da proporre a cantieri che hanno in mente soluzioni più all’avanguardia, cercando di anticipare tendenze e proporre design originali.
C’è un progetto che vi ha particolarmente emozionato o che ritenete un punto di svolta per il vostro studio?
Indubbiamente, l’Otam 90 GTS è il progetto più importante fino a oggi. È stata una grande sfida per lo studio e rappresenta la barca più grande che abbiamo progettato finora. Tutto è iniziato da un disegno su un foglio di carta, una silhouette disegnata durante una riunione. Poi il cantiere e uno dei suoi clienti se ne sono innamorati, e da lì è partito il progetto. È stato emozionante vedere la barca prendere forma, sin dai primi componenti realizzati. Lavorare con Otam ci ha permesso di concentrarci su ogni dettaglio, cercando la migliore soluzione per ogni singolo aspetto.

Abbiamo seguito il progetto dalla fase iniziale fino alla messa in acqua, sempre in stretta collaborazione con l’ufficio tecnico del cantiere. Il risultato è una barca dalle linee chiare e senza tempo, con volumi ben bilanciati che esaltano la sportività e le performance, ma che non sacrificano la vivibilità, sia esterna che interna. Lo stile dell’imbarcazione lo definirei con queste parole: “Less is more”. Tutto questo, però, non sarebbe stato possibile senza la grande libertà di manovra accordataci dal cliente finale. Mi è stato raccontato che la prima volta che il cliente ha visto l’immagine della barca, ha esclamato: “This is sexy”. Da allora, la barca è stata soprannominata “SEXY ME”.
L’integrazione della nuova carena progettata da Umberto Tagliavini ha un ruolo fondamentale nelle performance dell’Otam 90 GTS. Come ha lavorato il team di progettazione per ottenere una barca che fosse non solo veloce, ma anche sicura e affidabile in diverse condizioni di mare?
Abbiamo lavorato con Umberto Tagliavini e Aldo Scorzoni sin dall’inizio del progetto, con un continuo scambio di idee per migliorare l’imbarcazione. L’affidabilità e la qualità costruttiva sono frutto della maestranza e dell’esperienza del cantiere Otam. Ogni volta che ho avuto la possibilità di navigarci, le sensazioni sono state incredibili: sembrava di viaggiare sui binari. La stabilità e la sicurezza che offre in navigazione sono impagabili.
La nostra più grande soddisfazione è stata vedere la barca completata, senza che fosse cambiata di una virgola rispetto al disegno iniziale. È rimasta fedele al primo bozzetto, ed è questa la nostra più grande vittoria come studio di design.

Lavorando con marchi come Capelli e Castagnola Yacht, ci sono sfide particolari che BG Design Firm ha dovuto affrontare, in particolare riguardo alla personalizzazione del design?
Sì, soprattutto con il cantiere Capelli, uno dei più importanti in Europa, che produce una grande quantità di gommoni ogni anno. Essendo un’azienda molto strutturata con una clientela diversificata, abbiamo dovuto affrontare sfide legate alle tempistiche di produzione e alla qualità del prodotto finale. Sin dal primo Stradivari 43, abbiamo dovuto rispettare una serie di vincoli, ma siamo sempre riusciti a trovare un compromesso, sviluppando un prodotto apprezzato dal mercato. Ad esempio, l’ultimo modello che abbiamo progettato con loro, lo Stradivari 52, il più grande e lussuoso della loro gamma, è stato venduto con successo anche solo grazie ai primi rendering mostrati ai clienti.

Guardando ai progetti futuri con i marchi con cui collaborate, quali sono le tendenze emergenti nel design nautico e come BG Design Firm intende affrontarle per rimanere all’avanguardia?
Attualmente, stiamo lavorando su diversi progetti, da barche veloci a navette. Il design, in generale, segue sempre alcune tendenze e bisogna saperle cogliere, o meglio, anticiparle. Le barche di piccole dimensioni sono in continua evoluzione, con layout innovativi che, purtroppo, spesso rischiano di ripetersi su diverse imbarcazioni, portando a proposte simili sul mercato.
Le imbarcazioni più grandi, invece, stanno vedendo un cambiamento nell’approccio formale dalle superfici e al layout, con progetti molto interessanti. Da tempo c’è una ricerca per ottimizzare lo spazio vivibile esterno a poppa, e questo trend sta influenzando molto il design delle imbarcazioni. Di conseguenza, si tende a spostare il volume della tuga più in avanti, sacrificando lo slancio della forma, a favore di spazi realmente vivibili. Personalmente, apprezzo molto questo tipo di imbarcazioni e trovo che abbiano un fascino particolare.

Quanto al linguaggio formale, noto due tendenze principali: una caratterizzata da superfici nette e quasi militaresche, l’altra da forme morbide ed eleganti. Il primo approccio è più diffuso nelle imbarcazioni di dimensioni ridotte, mentre il secondo è tipico delle barche più grandi.
Il design nautico è un equilibrio sottile tra estetica, innovazione e funzionalità. Anticipare le tendenze senza perdere l’identità di un progetto è la vera sfida.
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