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Ciak: buona la prima! – Battuta di pesca a bolentino costiero

Come ogni anno, il ritorno della primavera istintivamente ci porta ad avvicinarci al mare in punta di piedi, quasi come se non volessimo disturbare. Ritrovare ed affrontare il mare, nel rispetto dei modi e delle regole, aspettando sempre quel brivido che percorre la nostra schiena quando qualsiasi pesce sfiora quell’amo a cui abbiamo fissato la nostra esca.
Quattro amici, quattro canne da pesca, quattro mulinelli, tanta esca, e tanta ma tanta voglia di tornare a mare.
Dopo un inverno passato a penare, aspettando le belle giornate, finalmente dopo gli ultimi lavori alla barca siamo potuti uscire per una piccola battuta a bolentino costiero. Organizzarsi non è stato semplice, il tempo instabile e la temperatura  ancora non certo estiva ci hanno fatto tentennare sino all’ultimo, ma noncuranti del tempo abbiamo imbracciato le nostre attrezzature e acceso i motori.

Partenza alle 5.30 dal porto di Selinunte (TP), residenza estiva della mia barca, un motoscafo di 6 metri motorizzato con un Honda da 80 cv.
Fortunatamente il tempo è ottimo, soffia un timido libeccio che non dà per nulla fastidio.
Ci siamo diretti verso Torretta Granitola a poche miglia da Selinunte e dopo circa mezz’ora di navigazione siamo arrivati nei pressi della nostra zona di pesca indicata dal G.P.S.

Le attrezzature per il bolentino costiero…

Calata l’ancora, a cui abbiamo legato una rete contenente delle sardine schiacciate per attirare i pesci, abbiamo preparato l’attrezzatura e via alla prima pescata del 2012. In bobina una lenza da 0.40 e terminale a due ami con i braccioli da 0.25/0.30.
Non c’è una grande corrente di fondo quindi utilizziamo un piombo a pera da 30 g.
L’ecoscandaglio ci segnala una batimetria di circa 42 metri e siamo nei pressi di una zona conosciuta per il fondale che cambia repentinamente da 20 a 40 metri.
Gli ami utilizzati sono del 12 e come esca adoperiamo coreano, gamberetti freschi e il verme americano.

…E le prede 

Dopo pochi secondi dalla prima calata, subito una sorpresa, uno sgombro allamato all’occhio da 300 g.

Dopo aver rigettato in mare alcune boghe, un paio di saraghi e alcuni sugarelli sottotaglia, ecco in canna un bel pesce, un pagro da circa mezzo kg, seguito da altri bei saraghi e pagelli fragolini. Dopo circa 4 ore di pesca e tante sigarette fumate, ritiriamo l’ancora, felici di essere tornati al mare e consapevoli che da adesso si fa sul serio. Ci prepariamo per la prossima, riproponendo i palamiti di fondo che lo scorso anno sono stati per noi fonte di distrazione sia per il lavoro che  richiede per la preparazione , sia per la soddisfazione che dà nei momenti della salpata.
Ci risiamo…

Le esche che vi suggeriamo per il bolentino costiero

L’esca con la maggiore resa per insidiare il pagello è considerata, in molte zone d’Italia, il gambero di paranza, l’unico neo è che quest’esca è molto costosa e di difficile reperimento.
Altre ottime esche  sono il muriddu, la tremolina, il cappuccetto (piccolo mollusco simile ad una seppia).
Anche il paguro è annoverato tra le esche con una maggiore resa: per reperire quest’esca ci si può rivolgere ad un pescatore che utilizzi i tramagli e che può mettere da parte la nostra esca dopo la salpata delle reti.
Il bolentino per i pagelli a prima vista può sembrare una pesca semplice, ma a volte la ricerca dei migliori strumenti di pesca può fare la differenza.

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