Stephens Waring: tradizione moderna
Dici “Maine” e il pensiero corre subito alle aragostiere avvolte dalla nebbia, alla sapienza antica dei mastri d’ascia, alle battute di pesca all’astice nelle acque gelide dell’Atlantico. È una terra dove la nautica non è moda, ma sopravvivenza, storia e cultura. Lo studio Stephens Waring affonda le radici in questa terra.
Interpreti dello “Spirit of Tradition”, Bob Stephens e Paul Waring custodiscono l’eleganza delle linee classiche, reinterpretandole però con soluzioni all’avanguardia. Barche a vela, barche a motore, persino case galleggianti: ogni progetto è frutto di un delicato equilibrio tra artigianato e ingegneria. Perché sotto il fascino del legno batte un cuore modernissimo.
Non è la Belfast dell’Irlanda del Nord, quella dei grandi cantieri industriali dove venne costruito il Titanic. Questa Belfast è una piccola gemma incastonata sulla riva occidentale della baia di Penobscot, nel Maine. Poco più di seimila abitanti e un ritmo scandito dalle maree dell’Atlantico. Eppure, nonostante le dimensioni ridotte, questo angolo di mondo sfoggia una creatività nautica che non ha nulla da invidiare alle grandi capitali del design. È qui che ha sede lo studio Stephens Waring, in una cittadina che è diventata il centro gravitazionale dello “Spirit of Tradition”.
Bob Stephens e Paul Waring si incontrano tra il 2008 e il 2009, mentre lavorano entrambi al Brooklin Boat Yard, storico cantiere del Maine. È lì che nasce un’intesa professionale destinata a consolidarsi negli anni. Nel 2011, forti di una solida esperienza maturata sul campo, i due decidono di mettersi in proprio e, ad appena un’ora di distanza da Brooklin, aprono il loro studio. Entrambi velisti e artigiani prima ancora che designer, fondono due visioni complementari.
Per Bob Stephens la barca è, prima di tutto, un’opera d’arte che deve funzionare. Profondamente radicato nella costruzione tradizionale, possiede un istinto raro per la “linea giusta”, quella capace di distinguere l’ordinario dallo straordinario. Il suo obiettivo è trasformare i desideri dei clienti in imbarcazioni concrete, trovando il giusto equilibrio tra eleganza classica e funzionalità contemporanea.
Paul Waring, invece, è il motore concettuale del duo: nelle sfide tecniche vede l’opportunità per spingere la progettazione oltre i confini convenzionali. Animato da una continua curiosità verso l’innovazione strutturale, ama sperimentare, integrando materiali e soluzioni avanzate in forme che restano fedeli allo spirito della tradizione nautica. Insieme, hanno trasformato lo “Spirit of Tradition” in un marchio di fabbrica: un modo di progettare dove il fascino magnetico degli anni Cinquanta e Sessanta non è un limite tecnologico, ma il guscio di un’ingegneria modernissima.
CIRRUS
Uno degli esempi più emblematici della loro filosofia è Cirrus, un ocean cruiser di 68 piedi, costruito lo scorso anno. Nato da una conversazione iniziata nel 2017 con un esperto armatore americano, il progetto ha vissuto un’evoluzione affascinante. Inizialmente, il brief prevedeva uno yacht in stile mediterraneo, caratterizzato da un profilo basso e un baglio generoso. Tuttavia, vivendo a Rockport, nel Maine, il committente è rimasto stregato dalla sfilata di yacht classici che ogni giorno solcavano le acque davanti a casa sua.

“Dopo aver osservato così tanti yacht in stile Spirit of Tradition, l’armatore ha iniziato a gravitare verso quel look”, spiega Bob Stephens. “Abbiamo preso il layout moderno che avevamo già sviluppato e lo abbiamo avvolto in una forma dello scafo molto più classica. Al cliente è piaciuto molto. C’erano anche chiari vantaggi funzionali: la lunghezza extra della poppa ci ha permesso di migliorare notevolmente il garage per il tender e lo stivaggio”.
Cirrus richiama gli anni d’oro delle regate d’altura, quando i design del Cruising Club of America (CCA) dominavano i mari. Rifugge le mode del momento a favore di una classica prua a cucchiaio e una poppa discreta con un accenno di campanatura. Eppure, dietro questo romanticismo estetico, si nasconde una costruzione hi-tech firmata da Jim Betts: scafo e coperta sono realizzati in carbonio infuso sottovuoto con anima in schiuma, una scelta che garantisce un rapporto rigidità/peso eccezionale. Questa leggerezza strutturale ha consentito di restituire peso agli interni, studiati per offrire il massimo comfort: aria condizionata potente, una cantina per 20 bottiglie di vino e una TV a scomparsa.
Ampio spazio è stato riservato alla suite armatoriale, arredata con un comodo divano, spazi generosi per il guardaroba e un grande bagno con doccia separata. A questa si aggiungono due cabine matrimoniali, che all’occorrenza possono essere allestite con letti singoli, e l’alloggio per i due membri dell’equipaggio.
“Lavorando con una palette di teak caldo, pannelli bianchi e pagliolato in wengé scuro, abbiamo creato un senso di lusso intramontabile. Il salone è open space, con una cucina super attrezzata e un tavolo da carteggio collegati allo stesso spazio conviviale. Uno dei miei dettagli preferiti è la fila di boccaporti centrali nella tuga: creano una lama di luce continua che inonda il centro dello spazioso salone”, dice Stephens.
Cirrus offre ottime prestazioni anche con venti leggeri ed è in grado di coprire lunghe distanze giornaliere durante le traversate tra la costa orientale degli Stati Uniti e i Caraibi, dove trascorre gli inverni.
WISP
Cirrus non è l’unico progetto a vela consegnato nel 2025. Lo scorso anno ha visto la luce anche Wisp, un daysailer di 12 metri progettato all’insegna dell’eleganza pura, per il moderno gentleman.
“Quando i proprietari ci hanno spiegato le loro esigenze”, esordisce Bob Stephens, “abbiamo capito subito che avevano bisogno di una barca più facile da gestire e meno costosa per assecondare il desiderio di un daysailer confortevole. Ci siamo ispirati alle linee di Anna, una nostra creazione del 2018, con la tuga arretrata, il ponte a filo e le classiche estremità slanciate”.
Il design di Wisp omaggia così la tradizione del Maine, con una poppa ellittica che richiama le storiche golette America, ma la adatta alle esigenze moderne.

“L’ergonomia oggi è molto più importante rispetto a 100 anni fa”, continua Stephens. “Studiamo le dimensioni del corpo umano per progettare pozzetti e interni che siano comodi, pur mantenendo proporzioni classiche”. Nonostante l’estetica mid-century, Wisp racchiude una tecnologia invisibile, studiata per la navigazione in solitario o con equipaggio ridotto.
“Siamo orgogliosi del pozzetto spazioso, con zone dedicate alla vela e al relax”, spiega Paul Waring. “Utilizziamo attrezzature moderne per rendere la crociera piacevole e senza sforzo: il trucco è integrare questi componenti rispettando lo stile classico”. La barca dispone infatti di avvolgifiocco elettrici, boma avvolgibile e controlli idraulici azionabili tramite pulsanti a pedale, permettendo una gestione “hands-free”.
Anche la costruzione fonde epoche diverse: lo scafo è realizzato in composito di legno ed epossidica presso il cantiere Artisan Boatworks. “Abbiamo utilizzato la tecnica strip-composite”, precisa Stephens, “dove strisce longitudinali di cedro leggero formano il fasciame, rivestite internamente ed esternamente da fibra di vetro E-glass per ottenere il meglio dei due mondi: solidità e leggerezza”.
Sebbene sia stata concepita per uscite giornaliere, Wisp offre interni curatissimi ad altezza d’uomo, con una cabina armatoriale e persino quel tocco di lusso quotidiano richiesto dai proprietari: “Volevano poter preparare un caffè caldo con eleganza durante la navigazione”, sorride Waring, “così abbiamo progettato un cassetto personalizzato a scomparsa per la loro macchina da caffè preferita”. Per Bob Stephens, Wisp rappresenta il sogno della fuga perfetta: “Se fosse mia, scapperei ogni weekend verso un’isola vicina. Calerei l’ancora, prenderei del ghiaccio dal frigorifero e guarderei il tramonto sorseggiando un drink fresco, prima di tornare alla civiltà il mattino seguente, scivolando via nel vento leggero”.
ISOBEL
Nel portfolio di Stephens Waring non mancano i progetti a motore. Tra questi spicca Isobel, un Electric Commuter che, con le sue linee minimaliste ed eleganti, rende omaggio ai motoscafi Riva degli anni Cinquanta. L’imbarcazione, varata nel 2024, è stata sviluppata per un armatore alla ricerca di un mezzo affidabile, silenzioso ed efficiente per coprire quotidianamente le due miglia che separano il suo molo privato dalla terraferma.
Lo studio di Belfast, in pieno Spirit of Tradition, ha interpretato ancora una volta il dialogo tra tradizione e innovazione, affidando a una propulsione elettrica forme dichiaratamente classiche: lunga poco più di otto metri, Isobel nasconde dietro il suo fascino rétro un motore da 40 kW (54 CV) della RAD Propulsion, alimentato da un pacco batterie da 55 kWh firmato Fellten.
Nonostante il look nostalgico, la barca è concepita per il puro divertimento contemporaneo: con una velocità massima di 25 miglia orarie, è perfettamente attrezzata per lo sci nautico, grazie anche a una piattaforma di poppa che facilita l’accesso all’acqua. Il peso contenuto (solo 1.250 kg con due persone a bordo) e il pescaggio ridotto — che passa da 675 mm a soli 280 mm con il motore sollevato — la rendono estremamente pratica, permettendo il varo tramite carrello anche su rampe rudimentali.
IMMERST
L’ultima frontiera di Stephens Waring, annunciata lo scorso ottobre, si chiama IMMERST. Con questo progetto, lo studio del Maine espande il proprio raggio d’azione oltre lo yacht design, applicando trent’anni di ingegneria nautica a contesti architettonici estremi. Non si tratta solo di case galleggianti, ma di un sistema costruttivo capace di insediarsi dove l’edilizia tradizionale si ferma: rifugi a sbalzo su scogliere verticali, strutture sospese tra le chiome degli alberi o moduli fluttuanti in perfetta armonia con l’ecosistema marino.

“La nostra competenza nautica è il risultato di decenni di esperienza”, afferma Bob Stephens. “Cercavamo un modo per applicare queste lezioni preziose a un ambito più architettonico, ed è così che è nato IMMERST. È al tempo stesso un approccio e una destinazione, che consente ai clienti di vivere un’immersione totale in ambienti naturali finora considerati accessibili solo a budget molto elevati. Abbiamo messo a frutto la nostra conoscenza dei materiali per creare progetti contemporanei, altamente vivibili e rispettosi dell’ambiente, con costi paragonabili a quelli di una costruzione tradizionale su terra”. Legno lamellare, acciaio inossidabile di grado marino, compositi avanzati, ma non solo: la vera innovazione risiede nei sistemi integrati.
Decenni passati a gestire luce, calore, acqua e scarichi a bordo di imbarcazioni hanno consentito al team di rendere abitabili aree prima considerate impossibili. Ne sono esempio Alpine Jewel, una casa di soli 30 mq che fluttua nel vuoto grazie a sofisticate analisi geotecniche e strutturali, e Canopy, un rifugio a 20 metri d’altezza sostenuto da una “spina” in acciaio e legno, che permette di vivere letteralmente tra le cime degli alberi.
Per chi invece sceglie la vita sull’acqua, Stephens Waring ha sviluppato OASys (Ocean Architecture System), una rete di fondamenta galleggianti modulari che minimizza l’impatto sul fondale e protegge la struttura dal moto ondoso e dalle intemperie. I primi progetti, già in fase di costruzione negli Stati Uniti, dimostrano così che lo yacht design oggi è una disciplina versatile, capace di travalicare i confini della nautica per dialogare con l’architettura, l’ingegneria e la sostenibilità, in un linguaggio trasversale.
STEPHENS WARING
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