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Porti turistici: UCINA contro la revoca delle concessioni

Revocata la concessione al Marina Piccola s.r.l. e al Marina di Cattolica s.r.l. Ora altri 22 società, per un totale di 2.225 addetti, rischiano di subire la stessa sorte. La causa è il contenzioso sorto tra 24 porti turistici e lo Stato nell’ormai lontano 2007, quando la legge finanziaria di quell’anno (l. 296/2006, art. 1, comma 252) determinò un aumento dei canoni demaniali per la concessione delle strutture della nautica da diporto fino a cinque-otto volte superiore il canone fissato dalla concessione stessa. Il meccanismo di calcolo previsto per le spiagge, previsto per importi e investimenti di decine di volte inferiore, venne addirittura applicato retroattivamente.

In numerose occasioni è intervenuta la giurisprudenza rilevando l’illegittimità della pretesa della pubblica amministrazione: dapprima la Corte dei Conti, poi diversi TAR, ancora i Tribunali Civili, infine la pronuncia della Corte Costituzionale, che ha stabilito che l’aumento è legittimo, ma “va esclusa l’applicabilità dei nuovi criteri alle concessioni non ancora scadute che prevedano la realizzazione di impianti ed infrastrutture da parte del concessionario, ivi incluse quelle rilasciate prima del 2007”. L’aumento dei canoni demaniali, ha precisato la Consulta, “può avvenire solo al termine della concessione e non già nel corso della medesima”.

Nonostante la giurisprudenza sia dunque unanime sul punto, l’Amministrazione ha comunque proceduto ad emettere cartelle esattoriali nei confronti dei porti e a bloccarne i relativi conti correnti. Quando i marina hanno impugnato gli atti vincendo in giudizio, la P.A. ha allora revocato le concessioni, nella specie quelle del Marina Piccola s.r.l. e del Marina di Cattolica s.r.l.

Saverio Cecchi, Presidente di UCINA Confindustria Nautica

Dura la reazione di UCINA Confindustria Nautica. “Abbiamo bussato a tutte le porte, tutti gli uffici dei ministeri interessati hanno sui loro tavoli questo dossier, da anni. Ho scritto al Ministro Gualtieri appena insediato, ma non ho ancora avuto una risposta. Secondo il mandato unanime degli organi direttivi di Ucina Confindustria Nautica, riteniamo doveroso opporci con ogni mezzo di fronte a una vera e propria <esecuzione> a opera degli organi amministrativi dello Stato. Se per farlo sarà necessario adottare azioni anche eclatanti, non ci tireremo indietro” ha affermato il Presidente di UCINA, Saverio Cecchi.

Non solo la revoca delle concessioni avrà un impatto assolutamente negativo sull’indotto e sulla ricettività turistica delle aree interessate dai provvedimenti, ma il primo a rimetterci sarà proprio l’erario, che perderà anche i canoni ordinari e il gettito fiscale – IRPEF E IRPEG – generato dai Porti.

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