Marinai d’Italia: il periplo prosegue a bordo della Magician III
Proseguiamo il racconto del nostro giro d’Italia via mare a bordo della Magician III, una Eolo Marine 590 Day trasformata, miglio dopo miglio, in una vera casa galleggiante. Dopo le prime tappe da Varazze a Castiglione della Pescaia, eccoci pronti a condividere il seguito del nostro periplo, tra lunghe navigazioni, incontri speciali e nuovi traguardi raggiunti sul blu.
IL PERIPLO D’ITALIA, NONA TAPPA
Partenza 8/08/2025 Positano (campo boe) – Maratea Porto;
Distanza 70 miglia nautiche ca.;
Velocità media 10 kn;
Meteo soleggiato e vento < 2 kn;
Orari imbarco ore 8:30, arrivo a Maratea ore 17:30.
Lasciamo la nostra boa di fronte a Positano poco dopo le 8:30, con una giornata che si prospetta magnifica. Dopo una sosta brevissima (purtroppo) ad Amalfi, giusto per un rifornimento, ripartiamo in direzione Maratea. Manteniamo la rotta indicata da Navionics, tagliando dritto nei vari golfi che incontriamo, fino ad arrivare all’Area Marina Protetta del Cilento. Qui ci colpisce immediatamente il colore dell’acqua, che è già cambiato radicalmente dall’ultima sosta: un’acqua limpidissima che permette di vedere il fondale nonostante i quasi 10 metri di profondità!
Buttiamo l’ancora appena fuori dalla zona soggetta a limitazioni del parco marino protetto e ci godiamo un bel bagno in questo mare da cartolina. Verso le 14:30 riprendiamo la navigazione, raggiungendo Maratea attorno alle 17:30. Veniamo gentilmente aiutati ad ormeggiarci nel nostro posto barca e possiamo così recarci alla scoperta di Maratea, dove ceniamo e passiamo la serata.
IL PERIPLO D’ITALIA, DECIMA TAPPA
Partenza 9/08/2025 Maratea Porto – Tropea (notte in rada);
Distanza 83 miglia nautiche ca.;
Velocità media 20 kn;
Meteo soleggiato e vento Maestrale pomeridiano > 13 kn;
Orari imbarco ore 7:20 arrivo a Tropea ore 11:30.
Di buon mattino salutiamo il Cristo che si erge dal monte sopra di noi, a braccia aperte. Passiamo vicino all’isolotto di Santo Ianni e con una navigazione confortevole (anche oggi mare piatto), a una velocità media di 20 kn, in 4 ore siamo a Tropea, ancorandoci al famoso Capo Vaticano. Il posto, come si poteva immaginare, è affollato di barche che passano anche a velocità sostenute, disturbando non poco quelle ancorate. Altra nota dolente è la musica a volume esageratamente alto su alcune barche; quantomeno ci consola un’acqua azzurra color piscina. Ciliegina sulla torta di un pomeriggio non ottimale: una barca, presa a noleggio da giovani ragazzi inesperti, ci viene maldestramente addosso mentre tentano di ancorarsi vicino a noi. Nessun danno per fortuna; inoltre la loro educazione e la loro simpatia ci permettono di prendere col sorriso questo episodio. Anzi, ne approfittiamo per dispensare qualche consiglio su come effettuare correttamente certe manovre.
Verso sera andiamo alla ricerca di una caletta dove poter passare la notte; individuato il posto ottimale, buttiamo l’ancora e assistiamo a un bellissimo tramonto. Probabilmente la vegetazione presente sulle colline limitrofe deve essere andata a fuoco non troppo tempo prima, per cui di tanto in tanto si sentono delle pietre che cadono al suolo e in acqua (non più trattenuti dalle radici della vegetazione ormai bruciata). Noemi è un po’ preoccupata che uno di questi sassi ci possa colpire, ma la distanza è davvero rassicurante. Ci godiamo dunque la serata con un’ottima cena e una notte tranquilla e riposante, grazie al tenue rollio della barca che ci culla a dovere.

IL PERIPLO D’ITALIA, UNDICESIMA TAPPA
Partenza 10/08/2025 Tropea – Patti (Messina, notte alla boa);
Distanza 50 miglia nautiche ca.;
Velocità media 17 kn;
Meteo soleggiato e vento > 5 kn;
Orari imbarco ore 8:30, arrivo a Patti ore 13:00.
Dopo aver passato una notte tranquilla, salpiamo l’ancora per dirigerci verso lo stretto di Messina. Emozionante vedere il pilone che identifica chiaramente lo stretto: un altro traguardo raggiunto. In lontananza vediamo nuovamente qualche delfino, di cui scorgiamo le inconfondibili pinne. Prima di attraversare lo stretto, deviamo la rotta verso la Sicilia, per la precisione a Patti, vicino Capo d’Orlando. Qui siamo ospiti di Gaetano, titolare della casa madre della Magician, la Eolo Marine. Dopo esserci legati alla boa, Gaetano ci accoglie e ci accompagna a terra con il suo tenderino, che ci lascerà poi a disposizione per poter tornare alla nostra barca. Facciamo la conoscenza di sua moglie, e della sorella (nonché socia) Mariachiara. Anche loro si dimostrano super ospitali, persone di grande gentilezza ed eleganza.

Gaetano mi racconta la storia della Eolo, fondata negli anni ’70 dal padre Achille, con dettagli interessanti riguardanti la produzione della loro flotta: un grande esempio di Made in Italy! Rimaniamo loro ospiti tutto il pomeriggio e anche a cena insistono affinché ci fermiamo. Assistiamo a un magnifico tramonto appena dietro il Capo con le Isole Eolie sullo sfondo e dopo cena, attorno alla mezzanotte, al chiaro di luna torniamo sulla Magician. L’indomani un altro grande traguardo ci attende: attraversare lo stretto di Messina!
DODICESIMA TAPPA
Partenza 11/08/2025 Patti (Messina) – Porto Bolaro (Reggio Calabria);
Distanza 46 miglia nautiche ca.;
Velocità media 18 kn;
Meteo soleggiato e vento < 8 kn;
Orari imbarco ore 8:30, arrivo a Porto Bolaro ore 15:30.
Dopo una notte tranquilla, lentamente ci allontaniamo da Patti, costeggiando questa bellissima zona. Arriviamo a Capo Tindari, dove ci ancoriamo per una sosta in una bellissima spiaggia con acqua cristallina e una vista naturalistica mozzafiato. Dopo un’oretta di snorkeling, totalmente soli senza nessun’altra barca nei dintorni, lasciamo questo paradiso e proseguiamo la nostra navigazione per affrontare Scilla e Cariddi nello stretto di Messina. Il mare è ancora una volta favorevole, privo di onde e con poco vento.
Dopo aver tagliato il golfo di Patti e quello di Milazzo, giungiamo nello stretto di Messina. Qui, però, ci accoglie un flusso di corrente con increspature di onde disordinate; visibilissimo a occhio nudo il confine tra il mare calmo e le increspature della corrente. Le affrontiamo lentamente, senza farle frangere sullo scafo per evitare di ricevere fastidiosi schizzi di acqua alzati dal vento, nel frattempo in aumento. Individuiamo la stazione di rifornimento “Ganzirri” e con cautela ci ormeggiamo al pontile, data la pronunciata corrente a sfavore. Mentre effettuiamo l’avvicinamento, un bizzarro effetto ottico ci si presenta davanti: osservando la vicina terra, vediamo le colline retrostanti muoversi, quasi scorrere rispetto alla terra antistante. Effetto probabilmente dovuto alla corrente marina. Il ragazzo responsabile della pompa di servizio ci avvisa però che la benzina è momentaneamente esaurita e che il camion arriverà attorno alle 14. Visto che non è neanche mezzogiorno, gli chiediamo se nell’attesa possiamo ormeggiarci e approfittarne per fare un giretto nel paesino. Richiesta che gentilmente viene accolta.
A terra raggiungiamo il lago interno, a soli 200 metri dal mare, e consumiamo un ottimo pranzo a base di bombe siciliane e squisiti arancini. Dopo la pausa pranzo e il rifornimento, riprendiamo la navigazione. Incrociamo la Palinuro, la bellissima ed elegante nave scuola della Marina Militare Italiana, simile all’Amerigo Vespucci, anche se un po’ più piccola. Superiamo Reggio Calabria e arriviamo alle 15:30 a Porto Bolaro, un magnifico marina con pochissimi posti, destinati esclusivamente per il transito; qui l’acqua è fantastica, tant’è che appena legati alla banchina del marina ci tuffiamo in acqua direttamente dal posto barca! Probabilmente il miglior marina in cui siamo mai stati ospiti.
IL PERIPLO D’ITALIA, TREDICESIMA TAPPA

Partenza 12/08/2025 Porto Bolaro – Roccella Ionica;
Distanza 58 miglia nautiche ca.;
Velocità media 11 kn;
Meteo soleggiato con vento a 3 kn al mattino e a 15 kn nel pomeriggio;
Orari imbarco ore 9:30, arrivo a Roccella Ionica ore 13:00.
Lasciato il magnifico Porto Bolaro, attorno alle 9 del mattino, partiamo con rotta verso Roccella Ionica. Fino a mezzogiorno abbiamo mare calmo e vento a tratti. Per la prima metà della navigazione timona Noemi, poi subentro io nel tratto finale più impegnativo: si è alzato un vento fastidioso di prua superiore ai 12/15 kn, sollevando un’onda disordinata che, frangendosi sullo scafo, ci schizza addosso, riempiendoci di sale dalla testa ai piedi.
Per fare le ultime 10 miglia ci impieghiamo più di un’ora. Finalmente alle 13 raggiungiamo Roccella Ionica, dove ci assegnano un comodo posto barca dotato di finger. Riusciamo così anche a lavare via il sale dalla Magician. Nel pomeriggio conosciamo Dario, un velista approdato al porto e ormeggiatosi proprio accanto a noi. Facciamo subito amicizia, a bordo della sua barca di soli 6 metri, lunga proprio come il nostro semicabinato. Sta facendo anche lui il giro d’Italia (Savona-Lignano Sabbiadoro), ma in barca a vela. Che coincidenza! A causa di un forte vento proveniente da nord-est, dobbiamo sostare un giorno in più a Roccella Ionica. Meglio stare a riposo piuttosto che sfidare le condizioni meteorologiche.
QUATTORDICESIMA TAPPA
Partenza 14/08/2025 Roccella Ionica – Marina di Policoro;
Distanza 150 miglia nautiche ca.;
Velocità media 16 kn;
Meteo soleggiato e vento < 3 kn;
Orari imbarco ore 6:50, arrivo a Marina di Policoro ore 19:30.
Oggi la tappa più lunga di tutto il giro d’Italia. Ci svegliamo di buon’ora, alle 6:30, mollando gli ormeggi poco dopo. Appena usciti dal porto di Roccella Ionica, cedo il timone a Noemi che naviga fino al Porto di Crotone, per circa una sessantina di miglia, verso il golfo di Squillace. Passiamo davanti a Capo Rizzuto e Capo Colonna fino ad arrivare a Crotone, dove do il cambio a Noemi al timone della Magician.
Nelle vicinanze dei Laghi di Sibari, ci ancoriamo su un fondale di 4 metri in acqua cristallina, affacciati su una lunga spiaggia deserta. Dopo aver pranzato e fatto un bel bagno, ripartiamo e, una volta percorse altre 30 miglia, approdiamo a Policoro quando ormai è sera. Ci ormeggiamo e, dopo una doccia rigenerante, noleggiamo le bici elettriche a disposizione nel porto, raggiungendo il lungomare di Policoro, dove ceniamo e trascorriamo una bella serata. Un bel “tappone” oggi, che ha oltretutto rappresentato il giro di boa del nostro viaggio!
IL PERIPLO D’ITALIA, QUINDICESIMA TAPPA
Partenza 15/08/2025 Policoro – Gallipoli, Porto Gaio;
Distanza 55 miglia nautiche ca.;
Velocità media 18 kn;
Meteo nuvoloso;
Orari imbarco ore 10:00, arrivo a Gallipoli, Porto Gaio ore 15:00.
Costeggiando tutto il golfo di Taranto, eccetto un taglio sulla parte prospiciente il cosiddetto Mar Grande di Taranto, arriviamo a Punta Prosciutto, dove gettiamo l’ancora appena fuori l’Area Marina Protetta. Oggi il cielo non è dei migliori: nuvole chiare si alternano a quelle più scure, con piovaschi qua e là che fortunatamente riusciamo a schivare.
Nel tardo pomeriggio salpiamo l’ancora e raggiungiamo il caratteristico Porto Cesareo e poi Gallipoli. Il nostro intento è quello di trovare una zona dove poter passare la notte in rada: le previsioni danno assenza di vento e cielo coperto, ma comunque senza precipitazioni. Nonostante troviamo tante belle calette, in nessuna vi è la possibilità di gettare l’ancora per via dei fondali troppo profondi e rocciosi. Ma ormai si è fatto buio e quindi dobbiamo ancorarci, anche se in una zona non certo ottimale. Non ci mettiamo molto a scoprirlo, infatti dopo cena si alzano delle onde parecchio fastidiose.
Col passare delle ore, anziché affievolirsi come dicevano le previsioni, sembrano prendere sempre più forza. Desistiamo dal nostro intento e cerchiamo riparo nel vicino Porto Gaio di Gallipoli. Fortunatamente, il gentile guardiano del porto ci mette a disposizione un posto per la notte. L’indomani ci invita a restare tutto il tempo che vogliamo e nulla ci viene chiesto per il transito concesso. Ennesimo grande esempio di gentilezza, ospitalità e generosità; valori tutt’altro che perduti e che questo viaggio ci ha fatto riscoprire.
IL PERIPLO D’ITALIA, SEDICESIMA TAPPA
Partenza 16/08/2025 Gallipoli, Porto Gaio – Otranto;
Distanza 52 miglia nautiche ca.;
Velocità media 17 kn;
Meteo soleggiato e vento a 8 kn;
Orari imbarco ore 9:30, arrivo a Otranto ore 16:20.
Dopo una notte tranquilla nel porto, molliamo gli ormeggi alle 9:30. La navigazione è resa complicata dal mare mosso, con onde oltre il metro; il vento, fortunatamente, è leggero. Poco dopo Gallipoli ci sorprende con una breve pioggia, unica precipitazione dell’intero mese. Procedendo verso Otranto, le nuvole si diradano e il sole compare in un cielo terso. Giungiamo alle cale nord e sud di San Gregorio, poco prima di Santa Maria di Leuca: ci sarebbe piaciuto fare un bagno, ma la giornata è fresca.
Ci colpisce l’innumerevole quantità di muretti a secco sulle colline e sulle scogliere a picco, oltre a grotte, caverne e stalattiti. Anche qui avvistiamo un delfino a una ventina di metri. Raggiungiamo Punta Palascia (Capo d’Otranto), il punto più a est della penisola e confine tra Mar Ionio e Mar Adriatico: un ulteriore traguardo! Ci ancoriamo alla Baia delle Orte per un riposino e per consultare le app meteorologiche, quindi percorriamo le ultime due miglia fino al Porto di Otranto, dove ci ormeggiamo in un posto messo a disposizione dalla Lega Navale Italiana.
Otranto è una bellissima scoperta, una città a dir poco meravigliosa. La sera incontriamo una coppia di amici, anche loro in ferie, con i quali ceniamo e trascorriamo una piacevole serata. Segna la conclusione di questa parte del viaggio, ma non della nostra avventura.
Miglia percorse, mari attraversati e persone incontrate hanno reso ogni tappa unica, ricordandoci quanto il mare sappia essere impegnativo, generoso e sorprendente. La Magician è pronta a ripartire: nuove rotte ci aspettano e il periplo continua.
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Leggi le tappe precedenti del viaggio di Noemi e Marcello intorno alle coste italiane:
L’avventura di Marcello e Noemi: il periplo d’Italia (I parte)




