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Guida al rimessaggio

L‘estate è giunta al termine e con essa si conclude il periodo in cui godere dei nostri gioielli. Si procede all’alaggio del mezzo e al riposo invernale dopo mesi di intenso lavoro. Ma alzarla dal mare non è l’ultima fatica, poiché dobbiamo porre il nostro mezzo nelle condizioni migliori per affrontare l’inverno. Analizziamo insieme la miglior procedura.

 

COPERTA IN VETRORESINA

La semplice pulizia non basta, poiché lascia aperti i pori che si sono allargati durante la stagione e sono i punti principali in cui può annidarsi lo sporco o favorirne la ricomparsa. Per questo motivo consiglio un trattamento incerante in modo da chiudere i pori e mantenere le condizioni ottimali nel periodo di sosta. Un metodo più efficace è utilizzare prodotti nanotecnologici, che offrono una protezione per 6 mesi ed oltre, aderendo più a lungo sulla superficie e proteggendola. Gli stessi prodotti di solito possono essere applicati anche su vetri e plexiglass, ma assicuratevi siano compatibili con queste superfici. Discorso simile anche per la murata: la protezione invernale assicura una lucidatura meno incisiva sullo scafo, prolungando la vita della verniciatura. Fate attenzione anche a non lasciare oggetti che potrebbero creare ruggine o creare danni alla superficie.

COPERTA IN TEAK

Il teak ha bisogno di cure particolari come molti legni. Esso è sottoposto a modificazioni in base a diversi fattori, come l’umidità, la temperatura o l’esposizione al sole. Lo sporco già presente (se non trattato durante l’estate), inoltre, favorisce l’accumularsi di altro sporco allargando le venature del legno e portando alla formazione di crepe o indebolimenti strutturali. Per proteggerlo in modo duraturo è bene effettuare una pulizia approfondita e una successiva applicazione di olio. Così il legno sarà nutrito, protetto dagli sbalzi termici e dalle intemperie.

ACCIAI

Consiglio a tutti di effettuare una lucidatura degli acciai di bordo prima di lasciare la barca in rimessaggio. In questo modo vengono rimosse tutte le impurità dalla superficie impedendo il loro accumulo, che in breve tempo può portare alla formazione di ruggine e di conseguenza alla colatura sulla coperta. Se decidete di usare prodotti a base acida assicuratevi di risciacquare abbondantemente in modo da rimuoverli ed evitare che continuino ad agire. Anche in questo caso le nanotecnologie ci corrono in aiuto anche con acciai molto consumati con una protezione a lungo termine.

SKAI

La cuscineria in tessuto è molto delicata, soprattutto se lasciata alle intemperie. In breve tempo si può trovare la superficie bruciata dal sole o sbiadita in modo irreversibile, oltre al rischio di formazione di muffe. E’ buona norma, infatti, lavare la cuscineria, aspettare che sia ben asciutta e porla in un luogo non umido. Attenzione a non appoggiarli uno sull’altro se non sono perfettamente asciutti, poiché il bagnato può ristagnare e creare l’ambiente ideale per la muffa.

INTERNI

Gli interni sono l’area in cui il rimessaggio ha un effetto importantissimo. Il primo nemico è l’umidità. Per non avere problemi quando ci riaffacceremo in cabina è necessario assicurare un’adeguata areazione con ricambio di ossigeno. In più consiglio di lasciare eventuali mobili/gavoni aperti e con diversi deumidificatori con sale sparsi nei vari ambienti. Così riusciremo ad evitare la formazione di muffe sulla tappezzeria e di altri organismi nocivi, riducendo al minimo il rischio di danno alla nostra cabina.

Consiglio, infine, una pulizia generale con aspirapolvere e detergenti per rimuovere i microrganismi già presenti al momento del varo. Se avete moquette rimuovetela ed effettuate un lavaggio approfondito, dopodiché fatela asciugare e lasciatela nello stesso posto della cuscineria. Se non è rimovibile utilizzate dei detergenti a secco o una macchina lavamoquette e applicate anche qui i sali deumidificatori.

TUBOLARI

Ogni anno cresce il numero dei gommonauti che mi contattano per rimuovere la muffa dai tubolari. Anche qui è meglio prevenire che curare. Una volta alato il gommone bisogna effettuare un trattamento di pulizia e soprattutto un’inceratura dei tubolari in modo da chiudere la porosità del tessuto e non dare spazio alla muffa di crescere. Dopodiché si procede a sgonfiare il tubolare e, dove possibile, aspirare la condensa al suo interno per prevenire anche qui la formazione dell’ambiente umido.

Mi è capitato non poche volte di dover risolvere danni estetici causati da operatori che hanno lavorato a bordo. Assicuratevi che siano applicati teli di copertura sull’area di calpestio e che non vengano lasciate tracce indelebili come grasso sul teak, caduta di olii o danni causati dalle scarpe antinfortunistica (soprattutto in cabina).

Tutti i lavori elencati hanno un effetto nullo o quasi se lasceremo il nostro gioiello esposto al sole e alle intemperie. Non considerate solo il costo del luogo in cui andrà il mezzo, un risparmio iniziale spesso si traduce in una spesa di gran lunga superiore a causa dei danni subiti. Cercate un luogo chiuso che non sia esposto per molto tempo al sole e che non sia umido, coprite la barca per evitare che si depositino polveri o altri detriti provenienti da lavori su barche adiacenti alla vostra.

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