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Giubotto di salvataggio

Giubbotto di salvataggio: come sceglierlo

In previsione delle crociere estive che si avvicinano vi parlo di un oggetto che viene spesso sottostimato per la sua importanza: il giubbotto di salvataggio (detto anche giubbotto salvagente o cinture salvagente).

Essenziale per la sicurezza in mare, il giubbotto di salvataggio permette, in caso di incidente di assicurare la galleggiabilità in acqua e di essere salvati con più facilità grazie ai colori accesi dei materiali e alle strisce catarifrangenti.

La direttiva MED (Marine Equipment Directive) 2014/90/EU si applica a tutti i materiali ed equipaggiamenti marittimi installati a bordo di navi con bandiera di uno degli stati membri della Comunità Europea ne disciplina design, fabbricazione, controllo di qualità e requisiti prestazionali dei prodotti oggetto della Direttiva. L’equipaggiamento deve essere verificato da un organismo notificato (come ad esempio il RINA), e quello che risponde ai requisiti viene identificato con il marchio di conformità “Timoncino” che ne indica l’organismo notificato e l’anno di fabbricazione.

Il giubbotto di salvataggio rientra nei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Il regolamento UE 2016/425 sui Dispositivi di Protezione Individuale disciplina design, fabbricazione e marketing dei dispositivi di protezione individuale:
– Definisce gli obblighi giuridici per assicurare che i DPI immessi sul mercato UE forniscano il più alto livello di protezione contro i relativi pericoli
– Il marchio CE posizionato sul DPI garantisce la prova di questa protezione
– Per apporre la marcatura CE i prodotti devono essere prima testati in conformità a standard ISO.

Quindi gli standard ISO/EN (marchio CE) sono applicabili al mondo del diporto: unità da diporto, sport acquatici, barche da regata, regate d’altura.
Lo standard SOLAS/MED “Timoncino” è per le navi cargo e per le navi passeggeri registrate con bandiera di uno stato appartenente all’UE.

In questa rubrica ci riferiamo allo standard ISO dividendo i giubbotti in base alla loro forza di sostentamento del corpo (misurata in Newton, unità di misura della forza) in 50, 100, 150 e 275 N. Come mai abbiamo questi diversi gradi di galleggiabilità? Perché il peso di ogni persona può variare in base alla sua struttura fisica ma anche in base all’abbigliamento, basta pensare a chi naviga in periodi invernali e, quindi, indossa abiti che una volta bagnati aumentano di molto il peso corporeo. La galleggiabilità è misurata in base ad un indossatore che pesa 70 kg.

Il regolamento prevede che queste attrezzature a bordo delle imbarcazioni siano idonee alla morfologia delle persone imbarcate e che chiaramente rispondano ai requisiti ISO.

  • Andiamo con ordine, iniziando con i giubbotti da 50 N.Sono i meno performanti dal punto di vista del sostegno della persona non riuscendo a far galleggiare una persona che non si muove, per cui sono indicati semplicemente come aiuto per coloro che sanno già nuotare abilmente, si trovano in acque tranquille o possono essere soccorsi rapidamente (come lo sci nautico). È molto leggero e permette di muoversi a bordo in tranquillità.
  • I giubbotti da 100 N sono per le persone di peso medio e sono utili in condizioni non critiche. Possono essere sia rigidi in schiuma che attivabili manualmente una volta in acqua. L’attivazione avviene tramite un cordino che viene tirato, andando a forare una bomboletta di gas che si espande gonfiando il giubbino.Conviene lasciare questi giubbini lontano da fonti luminose poiché il materiale col passare del tempo può deteriorarsi. Questi giubbotti sono il requisito minimo da rispettare per natanti e imbarcazioni da diporto che navighino entro le 6 miglia dalla costa.
  • I giubbotti da 150 N sono quelli più comuni a bordo delle barche da diporto. Riescono a sorreggere interamente il corpo e avendo il collo possono sostenere una persona anche in caso di svenimento. Possono essere automatici o ad attivazione manuale. Nel primo caso si attiverà a contatto con l’acqua (appunto in caso di svenimenti), mentre nel secondo è necessario tirare il cordino per rompere il gas per il galleggiamento. Questi giubbotti sono obbligatori per le imbarcazioni che si spingono oltre le 6 miglia dalla costa.
  • I giubbotti da 270 N sono, invece, idonei per ogni tipo di utilizzo e sono studiati per i navigatori che indossano abiti come cerate o abbigliamento che in acqua aumenta notevolmente il peso della persona. In questo modo favoriscono la galleggiabilità sia in caso di persona vigile che in caso di svenimento.In commercio esistono molti tipi di giubbotti: a “Stola”, tra i più economici, a “Corpetto” che sono molto sicuri e hanno un relativo ingombro e infine i giubbotti gonfiabili facili da stivare.

Un ulteriore consiglio nella scelta del giubbotto è la presenza di un laccio inguinale. In questo modo, serrando questa fibbia ci si assicura che il giubbotto non scivoli in alto qualora la persona sia priva di sensi. E’ meglio, inoltre, scegliere colori accesi che possono facilitare il riconoscimento dell’uomo in mare da lunga distanza.
Vi invito pensare alla sicurezza, non solo all’estetica e al design.

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