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Coronavirus: arrivano le nuove misure per la pesca a favore delle imprese

Per fronteggiare la difficile situazione economica connessa all’emergenza Coronavirus, sono state adottate alcune misure a sostegno di lavoratori ed imprese.

In particolare, l’art. 78 del Decreto Legge “Cura Italia” (d.l. 18/2020) prevede che verranno stanziati 100 milioni di euro su un Fondo destinato al settore agricolo e della pesca, per far fronte ai danni diretti e indiretti causati dall’emergenza e per garantire la continuità aziendale.

Il Fondo sarà impiegato per:

  • la copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti,
  • per la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni su mutui contratti dalle imprese,
  • per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca

Il Decreto Legge necessiterà di uno o più decreti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), che dovranno specificare le modalità e i criteri con cui verrà data attuazione al Fondo.

In attesa di questi provvedimenti, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, attraverso la Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, ha diramato nel frattempo alcune procedure per permettere alle imprese di pesca di accedere ai contributi che saranno previsti con i successivi decreti.

A questo proposito, un compito importante spetterà alla Guardia Costiera, che svolgerà la funzione di “sportello unico per il mare”, con l’obiettivo di fornire il necessario supporto a tutte le marinerie nazionali e garantire un dialogo costante con le imprese interessate dalle misure.

La circolare emanata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in data 27 Marzo stabilisce che:

  1. Gli armatori dovranno presentare agli Uffici marittimi di competenza una autodichiarazione di mancata effettuazione dell’attività di pesca per emergenza sanitaria, da inviare a mezzo posta elettronica certificata (o in mancanza, a mezzo mail ordinaria), entro le ore 24 del giorno precedente la sospensione delle attività.
  2. In tale autodichiarazione dovranno essere indicate le unità in armamento che usciranno in mare e quelle costrette a sospendere l’attività per il giorno indicato. Per queste ultime l’armatore dovrà comunicare anche l’ubicazione dell’imbarcazione.
  3. Gli Uffici Marittimi dovranno costituire, per ciascun armatore, un fascicolo contenente le autodichiarazioni presentate dall’armatore. Si raccomanda comunque all’armatore di conservare tutta la documentazione dell’attività di pesca (a titolo esemplificativo e non esaustivo: VMS, corretta compilazione del giornale di bordo, dichiarazioni di sbarco, libretto dei consumi del carburante, documenti di trasporto, ecc.), che, una volta cessato il periodo di emergenza sanitaria, dovrà essere trasmessa ai competenti Uffici Marittimi ai fini di comprovare la veridicità delle autodichiarazioni.

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