• English Italian

Botta e risposta con i lettori:il materiale Medium Density

Ben trovati a tutti i lettori di Mondo Barca Market!

Probabilmente con molti di voi ci incontreremo in questa occasione … Ebbene si!, Miei cari …. il momento fatidico è arrivato: ci troviamo tutti puntuali, come ogni anno, a questo salone di Genova 2010.
Ho deciso di aprire questo numero rispondendo a delle domande poste da un nostro affezionato lettore.

D: Egr. Dott. Giuseppe Coccia, sono un lettore della rivista Mondo Barca Market, sulla quale recentemente (n. 137) ho letto un Suo articolo che mi ha attratto particolarmente. Spesso infatti, un po’ per lavoro (sono impiegato in un cantiere nautico), un po’ per passione, sono interessato a questioni riguardanti l’argomento, motivo per cui, oltre ad aver letto molto attentamente l’articolo, gradirei approfittare della Sua esperienza e poterLe porgere alcuni quesiti. L’impiego di materiale Medium Density M.D. di prima qualità nella realizzazione di un modello può permettere che il modello possa essere utilizzato per realizzare uno o più stampi?

R: In generale se si vuole adoperare un modello per potervi realizzare più di uno stampo è sempre preferibile affidarsi al buon vecchio legno o materiali similari. Nel caso in cui si volesse optare per delle schiume polimeriche, il mio consiglio è che abbiano una densità non inferiore ai 200Kg/mc.

– Se il materiale Medium Density prima di essere carrozzato viene ricoperto con uno strato di vetro con resina vinilestere migliora la qualità e la resistenza del modello?

R: Di solito, consiglio sempre di stabilizzare il poliuretano con un sottile strato di vetro di tipo chopped, impregnato di resina epossidica.  Chiaramente bisogna sempre verificare la compatibilità della resina che si va ad adoperare per la stabilizzazione con il ciclo di carrozzeria che seguirà

– Parlando di modello di una tuga o di un fly, se quest’ultimo non viene realizzato correttamente nella superficie, nei vari avviamenti, e nelle linee di demarcazione fra una superficie e l’altra, intervenendo successivamente sullo stampo (carteggiando in profondità) vi è la possibilità di rimediarlo o vi è il pericolo di modificare la superficie e le linee di demarcazione?

R: Bisogna assolutamente evitare di intervenire sullo stampo. Praticamente è possibile intervenire, ma la procedura corretta vuole che il modello sia perfettamente avviato e lo stampo debba essere il suo “speculare”.

– Quando si applica sul modello il materiale telato per creare la zigrinatura “antisdrucciolo”, questo deve essere ben steso in modo da non sentire nessun avvallamento, o qualche avvallamento si può verificare? La formazione di avvallamenti è indice di cattiva realizzazione del modello e quindi può dare adito a possibili contestazioni dello stampo?

R: L’antisdrucciolo deve essere posato in opera in maniera perfetta. Non  si devono avvertire né avvallamenti né rigonfiature sotto il palmo della mano. Il motivo di questa affermazione è che la rifinitura di una zona antisdrucciolo è una delle operazioni più onerose da un punto di vista economico. La cattiva posa in opera dell’antisdrucciolo può sicuramente dare adito a delle giuste contestazioni sullo stampo.

– Nella realizzazione dello stampo di una tuga, in particolar modo la zona dove vi sono i rombi “diamanti” per antisdrucciolo, deve essere realizzata senza puntinature o micropori o imperfezioni?

R: Puntinature e microporosità possono essere corrette su superfici lisce (ma comunque è bene evitarle sempre), sul diamantato è – pressoché – impossibile!

– È possibile riparare i rombi dell’antisdrucciolo se si staccano?

R: Capita che l’antisdrucciolo si rovini. Col tempo conviene valutare se anziché correggere l’antisdrucciolo rovinato sulla stampata, non convenga sostituirlo completamente sullo stampo con degli interventi particolari.

– Il modello è bene che sia fresato in un unico pezzo o anche in più pezzi e con quali eventuali conseguenze?

R: La soluzione ideale sarebbe quella di fresare un unico blocco. Questo perché le giunzioni possono rimarcare. Ed anche per economizzare sulla fase di assemblaggio dei blocchi. Chiaramente quanto dico è una chimera. Nella realtà, il numero minimo di blocchi da assemblare dipende dalle dimensioni  della fresa di cui si è a disposizione. Ovviamente meno blocchi si avranno meno problemi si andranno ad affrontare.

– Se su uno stampo viene utilizzato l’alcool polivinilico, la superficie della stampata prodotta rimane lucida o è necessario intervenire carteggiando la superficie con carta abrasiva fine e poi lucidarla totalmente ad ogni stampata?

R: E’ chiaro che l’alcool polivinilico e le cere liquide richiedono esigui tempi di applicazione sugli stampi. Per natura di questi materiali, tuttavia, la resa della stampata sarà mediocre. le cere a base carnauba, viceversa, richiedono maggiori tempi di applicazione ma permettono di avere migliori rese in termini di stampata. La soluzione migliore è quella di applicare cere a base carnauba nelle zone a vista (opera morta) e cere liquide nelle zone ove andranno applicati i trattamenti di antivegetativa (opera viva).

– Se, anche dopo aver carteggiato e lucidato la superficie dello stampo, rimangono nella superficie a vista i segni della carteggiatura eseguita con utensili tipo orbitali, ecc. o si vedono ancora delle imperfezioni, queste vengono rimarcate sulla stampata?

R: Assolutamente si. Bisogna adoperare un rugosi metro se non si ha la giusta esperienza per vedere ad occhio nudo i graffi di roto-orbitale e le imperfezioni. Ad ogni modo, se la quantità di gelcoat da stampi è stata data correttamente e se i cicli di carteggiatura vengono effettuati “a regola d’arte” il numero dei graffi e di imprecisioni tende a zero.

– Se queste rimarcature persistono sulla stampata è possibile procedere a carteggiare e lucidare la stampata o si rischia di creare delle zone differenti laddove si è intervenuti?

R: Le stampate non possono esibire graffi di alcun tipo. Gli armatori sono molto esigenti e se ne accorgono. In tal caso conviene effettuare un ciclo di carteggiatura e lucidatura generalizzati.

– Uno stampo di un’imbarcazione realizzato in vetroresina, quante stampate può produrre facendo una normale manutenzione?

R: Solitamente la VTR ha una vita lunga. Stampi robusti e con buone manutenzioni possono durare per tutto il ciclo vita dell’imbarcazione.

Chi siamo

Mondo Barca Market è il punto di riferimento del diportista. Online ed in edicola in tutta Italia con le migliori occasioni del mercato e con le ultime news del mondo della nautica.


Indirizzo: Via dei Lecci, 26, 00062 Bracciano (RM)
Tel/Fax: +39 06 99806045
Email: info@mondobarcamarket.it

Newsletter

Accetto la privacy