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Valutazioni tecniche per l’acquisto di imbarcazioni

valutazioni tecnicheUno dei principali problemi che si incontrano quando si decide di comprare un’imbarcazione usata è quello di capire se il venditore sta richiedendo un prezzo adeguato al bene che propone.
Le barche, come tutti i prodotti che acquistiamo, sono soggette ad un deterioramento che – in funzione della qualità originaria – può essere più o meno rapido man mano che trascorre il tempo.
La cosa importante da fare prima di spendere una certa somma, chiaramente, è capire se quello che andiamo ad acquistare ci potrà ripagare dei sacrifici effettuati e, nel caso specifico delle imbarcazioni, che siano esenti da ogni tipo di difetto funzionale e/o da vizi occulti.

Ogni barca, infatti, naviga con un certo numero di persone a bordo e  – pertanto – la perfetta funzionalità del prodotto nella sua interezza deve essere “conditio sine qua non” per poterne valutare seriamente l’acquisto ai fini di una fruizione in totale sicurezza del bene stesso.
Purtroppo, spesso un armatore si accosta ad un’imbarcazione perché mosso da un impulso emozionale, piuttosto che da una spinta di tipo razionale per cui, se non si effettuano le giuste e sacrosante valutazioni (mi permetto di dire anche con un certo livello di calma e di cautela), si può rischiare di incorrere in quello che tecnicamente viene definito come incauto acquisto.

Ogni imbarcazione, dai natanti di pochi metri fino agli yacht da 30 metri e oltre, è un organo complesso frutto della sinergia di svariati componenti che si mescolano fino a realizzare l’oggetto che noi vediamo navigare. Molti di questi elementi, fra l’altro, sono molto diversi fra loro e richiedono pertanto maestranze estremamente specializzate che ne conducano la posa in opera e la messa in funzione secondo uno standard che si definisce a regola d’arte.
Inoltre, v’è anche da dire che – se si fa eccezione per pochi ed isolati casi – non sono molte le barche che vengono prodotte su scala industriale con una standardizzazione dei processi di produzione (e relativi controlli di qualità) molto spinta. Al contrario, per la maggioranza di esse i sistemi produttivi sono nel migliore dei casi di tipo semi-industriale, nella stragrande maggioranza – invece – ancora di tipo artigianale.

Questo fattore implica fondamentalmente due conseguenze, una positiva e l’altra negativa.
Se – infatti – è vero che l’artigianalità del processo e la bravura delle maestranze specializzate rendono uniche le nostre imbarcazioni, allo stesso tempo è pur vero che proprio in funzione di questa ‘unicità’, possono esservi talvolta delle minime differenze, anche da un punto di vista funzionale o strutturale. Cosa voglio dire. A volte sento proferire da qualche armatore: “Acquisto quella barca usata perché il mio amico ne ha una uguale e non gli ha mai dato un problema!”.
Chiaramente queste affermazioni vanno benissimo, specialmente se il costruttore è un’azienda consolidata e riconosciuta, ma ricordiamoci sempre che le imbarcazioni sono quasi sempre dei prodotti unici e pertanto possono presentare delle piccole differenze le une dalle altre.

Ma al di là di questi piccoli dettagli, è sempre bene tenere a mente che ogni barca usata ha una sua storia e, come tutte le storie, può essere fatta di eventi piacevoli ma anche di eventi spiacevoli. Innanzitutto, le barche – come ogni mezzo di trasporto – sono soggette all’usura dei motori e degli organi di trasmissione.
E’ chiaro che un armatore attento e benevolo verso il proprio gioiellino, non avrà mai fatto mancare i regolari ‘tagliandi’ presso le officine autorizzate.
Pertanto, come prima regola, occorrerà verificare che il vecchio armatore abbia conservato tutta la documentazione in merito alla manutenzione ordinaria e straordinaria che ha effettuato nel corso degli anni.
Seconda importante cosa, è fondamentale effettuare delle verifiche di tutti gli impianti.

Sulla barca esistono diversi tipi di installazioni, ossia: l’impianto elettrico, idrico, sanitario e (fondamentale per la sicurezza della navigazione) l’impianto di esaurimento in sentina.
Premesso che – personalmente – non amo fare una classifica di ciò che sia più o meno importante (per quanto mi riguarda, quando effettuo attività peritali, tutti gli aspetti devono essere trattati con la medesima professionalità ed attenzione), una delle prime cose che vado a verificare è l’impianto di esaurimento in sentina. Quest’ultimo, fra l’altro, non solo deve essere efficiente e perfettamente funzionante, ma anche adeguato all’imbarcazione stessa e allineato con le normative più recenti in materia di sicurezza della navigazione. Può capitare, infatti, che tali impianti non siano adeguati poiché la barca è magari ‘anziana’ o perché il costruttore non ha interpretato nel migliore dei modi la normativa vigente o, infine, per la negligenza dell’impiantista e di un mancato controllo finale da parte del cantiere.
A questo punto, v’è da dire, che il controllo dei motori e degli impianti non è tutto.

Purtroppo, talvolta può capitare che nel corso delle loro traversate le imbarcazioni abbiano subito degli incidenti, fallando pertanto l’opera morta o nel peggiore dei casi l’opera viva di carena. Mi trovo spesso a dire agli armatori che non è l’osmosi il problema più grave di un’imbarcazione. Sui giornali di nautica, leggo sovente di questo problema come se fosse l’unico da cui doversi guardare e cautelare. Oggigiorno, in realtà, con l’utilizzo di tecniche come l’infusione sotto-vuoto e l’impiego di resine particolarmente resistenti agli attacchi chimici (vinilesteri, epossidiche, etc.) è sempre più difficile trovare barche che possano presentare un problema del genere dopo poche stagioni di mare.
Quello che non scongiurano, invece, i materiali di qualità e le tecniche sofisticate, sono le rotture del laminato conseguenti ad uno o più incidenti.

Ed è per questi motivi che è importantissimo, allorché si decida di effettuare il passo dell’acquisto di un’imbarcazione, affidarsi a tecnici competenti, con esperienza e – soprattutto –  riconosciute legalmente ad esercitare la professione.
A tal scopo esistono appositi ordini professionali a cui coloro che esercitano questo mestiere devono essere iscritti, pena la non validità di quanto il perito afferma o scrive.

Detto, ciò, auguro buon acquisto a tutti quanti si accingono ancora ad avvicinarsi al meraviglioso mondo della nautica da diporto.

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