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Teak: gioie e dolori

Pavimentazione in teak prima e dopo il trattamento

Il legno a bordo è da sempre indice di classe ed eleganza. La sola presenza del teak come rivestimento tende a far aumentare la valutazione della barca. Ma procediamo con ordine. Il teak, pur non essendo tra i legni più duri esistenti in natura, viene preferito come rivestimento per la presenza di olii naturali che lo proteggono dagli agenti atmosferici, salsedine e raggi solari e che gli conferiscono un’eccezionale durevolezza nel tempo. Il lato negativo è che il legno necessita di attenzioni e manutenzioni costanti che potrebbero compromettere la serenità di un’uscita in barca.

Il legno, infatti, tende ad assorbire rapidamente ciò che gli viene fornito, come l’olio applicato nei trattamenti periodici, ma anche macchie di caffè, vino, coca cola, olio solare e quant’altro può rovesciarsi a bordo. Se non trattato, inoltre, tende a perdere il suo colore tipico e ad assumere un colorito grigio, che consiste nella difesa del legno non protetto dai raggi UV, dall’accumulo di sporco e dalla perdita degli oli originali. Chi segue i miei consigli nei vari suggerimenti proposti e ha (o ha avuto) il teak a bordo saprà sicuramente di cosa sto parlando e conosce la corsa ai ripari per rimuovere quella macchia accidentale che possiamo ritrovarci sulla coperta.

A risolvere il problema ci pensa l’industria chimica con la produzione di detergenti appositi che consentono il ripristino del legno senza danneggiarlo. Ma una volta ripristinata, come tutte le superfici, la resa estetica non durerà a lungo senza la protezione: i detergenti, infatti, pur essendo studiati per questo materiale, risultano quasi sempre aggressivi nei confronti della fibra naturale, che viene man mano privata dell’olio, rendendo la doga secca e più incline alle crepe. Un legno soggetto a costanti esposizioni come le intemperie subisce un allargamento e restringimento naturale che a lungo andare porta al distacco del comento dalla doga. Questo distacco a sua volta causa un’infiltrazione d’acqua che fa gonfiare maggiormente il listello rispetto agli altri ed aumenta la probabilità che si spacchi, creando un circolo vizioso. Il mio consiglio è di trattare il legno con olio, periodicamente, preservando così la sua bellezza e dando più valore alla vostra barca. In più il teak necessita di attenzione anche durante la pulizia, che non può essere improvvisata o fatta con detergenti casalinghi. Utilizzate detergenti appositi e seguite le indicazioni o affidatevi a personale esperto che saprà ripristinare il vostro rivestimento senza danni o controindicazioni.

Alcuni rimessaggi preferiscono effettuare la carteggiatura del legno piuttosto che dedicarsi alla sua pulizia perché in questo modo ottengono un rapido risultato d’effetto, con un notevole risparmio di tempo e fatica. Ma chi ne fa le spese molte volte è l’armatore della barca, che inconsapevole dell’operazione si ritroverà in pochi anni con uno spessore del legno di gran lunga inferiore a quello originario, senza rendersene conto fino a quando non sarà troppo tardi, ossia quando si dovrà sostituire il rivestimento. Io sconsiglio la carteggiatura se non in casi estremi, perché sono pochi i danni che non si riescono a rimediare con una pulizia accurata e, da armatore, preferirei avere un rivestimento con qualche piccola macchia ormai cristallizzata, piuttosto che un legno sempre perfetto che duri pochi anni, considerati anche e soprattutto i costi attuali d’installazione.

Vantaggi del teak:

– Resistente alle intemperie

– Durevole nel tempo se ben tenuto

– Notevole resa estetica

Svantaggi del teak:

– Costi elevati

– Manutenzione e cura costanti

– Si macchia facilmente

Una volta equilibrata la bilancia tra vantaggi e svantaggi saremo pronti a godere della nostra barca in teak in totale eleganza e libertà.

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Carlo Luongo da anni testa e recensisce i prodotti per la pulizia e la cura della barca offrendo consigli a tutti i diportisti che vogliono dedicarsi alla propria imbarcazione. L’utilizzo di prodotti specifici e 100% biodegradabili, unito ad una decennale esperienza consolidata nel settore, consente di poter effettuare, anche all’ormeggio, trattamenti specifici su tutte le superfici presenti a bordo (legno, vetroresina, tubolari, acciaio, tessuti, sentine, ecc).

Hai bisogno di un trattamento? Hai una superficie malridotta e non sai come trattarla? Puoi scrivere a Carlo Luongo a info@mondobarcamarket.it fornendo semplicemente alcune informazioni sul tipo di superficie da trattare e sullo stato in cui essa si trova. Allega una fotografia, un recapito telefonico e verrai contattato al più presto o troverai la tua risposta sul prossimo numero!

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