Pesca: l’ABC della giornata perfetta
La giornata perfetta, se esiste, è sicuramente il risultato di una combinazione di eventi, scaramantici e tecnici, tale da portarci a un risultato appagante, sia dal punto di vista puramente legato al carniere, sia del tempo trascorso a bordo.
“Belle catture” non significa necessariamente “bella giornata”: possiamo anche aver catturato una o più prede invidiabili, ma magari avevamo la mente altrove per via di un problema lavorativo, oppure eravamo in compagnia di una persona poco desiderata, a tal punto da non goderci quella giornata libera che eravamo riusciti a ritagliarci. Analizzando le migliori uscite a pesca, possiamo sicuramente individuare i passaggi da ripetere, come un rituale, e gli accorgimenti tecnici che riteniamo abbiano contribuito al risultato.

LA SCELTA DEL GIORNO
Sono tanti i fattori da considerare nella scelta del giorno da dedicare a un’uscita a pesca. Non solo il meteo, ma soprattutto i nostri impegni personali e di coppia, che poi si ripercuotono sul nostro umore per tutto l’arco della giornata. Cercare di liberarsi a tutti i costi per un determinato giorno, solo perché le previsioni meteo sono ottimali, non sempre può rappresentare una scelta positiva, se poi non riusciamo a liberare la mente dai sensi di colpa e dai problemi, o se il nervosismo della nostra compagna/o è tale da farsi percepire a chilometri di distanza, mentre siamo in mezzo al mare… e sappiamo anche perfettamente quello che ci aspetterà al rientro.
Pensiamo invece, per una volta, di uscire quando “preferirebbe” la nostra compagna/o, e quando sappiamo di non ricevere telefonate lavorative sgradevoli… guardando con occhi diversi anche il meteo. Non vogliamo spingervi a mollare gli ormeggi in condizioni poco raccomandabili, ma siamo pescatori: qualche goccia di pioggia, o il mare formato, possiamo anche sopportarli a patto di essere equipaggiati a dovere. Punti a favore? In mare saremo completamente soli… anche sugli spot migliori!
RITUALI SCARAMANTICI
Ognuno ha le proprie superstizioni, ma non esiste pescatore che non creda alla scaramanzia. Si comincia dai vestiti da indossare: c’è sempre un capo fortunato che non può mancare, che sia una maglietta, un cappello o un pantalone, per continuare con la strada da percorrere. Certo, forse a volte si esagera, al punto di andare al bar per la colazione in funzione del risultato delle pescate precedenti, scartando ovviamente quelli che ci “hanno fatto cappottare”…
Ma anche una volta a bordo, la scaramanzia non viene messa da parte! Guai a tenere il guadino a vista! Tutti sanno dov’è, ma viene tirato fuori solo in caso di assoluta necessità, rigorosamente senza nominarlo: “Prendi quel coso…”. Le telecamere sempre accese in registrazione, in attesa dello strike in diretta? Peggio di una congiura: lo strike non arriverà mai, a meno che non le spegniamo e le mettiamo da parte. I pesci non mangiano? Proviamo ad accendere un po’ la radio, va’… I pesci non mangiano con la radio già accesa? Proviamo a spegnerla! Come dire… non sono superstizioso, ma ci credo!
LE ESCHE DELLA GIORNATA PERFETTA
Le esche sono fondamentali per tutta la pescata: senza, non possiamo neanche iniziare a pescare. Molto dipende dalla conoscenza del proprio spot, per sapere con quanta facilità riusciremo a mettere in vasca qualche cefalopode, o nella peggiore delle ipotesi qualche pinnuto. Ma, purtroppo, la certezza non esiste, e potremmo ritrovarci, dopo ore di ricerca, con la vasca del vivo ancora vuota. A quel punto forse potrebbe convenire cambiare completamente obiettivo e passare magari dai calamari alle aguglie o alle occhiate.
Diverso è il caso in cui abbiamo solo un paio di esche prese in diverse ore: inutile insistere a voler a tutti i costi riempire la vasca, per poi avere pochissimo tempo per trainare. Abbiamo solo due cartucce? Andiamo a giocarle. Se finiscono vuol dire che c’è attività e potrebbero tranquillamente trasformarsi in due pesci, già sufficienti a rendere perfetta la giornata!

PESCE IN CANNA…
Una giornata non si può considerare perfetta senza uno o più strike. Quella leggera vibrazione della vetta della canna, che poi diventa più decisa… inconfondibile. Sfiliamo la canna dal portacanna e la portiamo in posizione, pronti per ferrare. Ora le vibrazioni le percepiamo anche, oltre a vederle. Aspettiamo il momento giusto, che è impossibile da descrivere o spiegare: il momento giusto lo senti, e ferri! Avvolgi il filo, abbassando di nuovo la canna, e dai un’altra ferrata per sicurezza. Senti le testate, il pesce è in canna!
Se siamo arrivati a questo punto, vuol dire che abbiamo fatto tutto correttamente, dalle esche all’innesco, fino alla montatura, usando magari minuzie che abbiamo sperimentato a nostre spese o che ci sono state consigliate da qualcuno più esperto di noi. Abbiamo portato la barca sul punto giusto e abbiamo letto bene la mangiata.
…E PESCE A BORDO
Ma non saremo mai certi di portare a termine la cattura, finché non vedremo il pesce nel guadino. E quella sensazione di continuo timore che possa succedere qualcosa, a volte, non ci fa godere il combattimento. Si chiama adrenalina: è quello che volevamo, il motivo per cui abbiamo messo la sveglia quel giorno. Gestiamo bene il combattimento, assecondando (quando serve) le fughe del pesce fino a staccarlo dal fondo. Il compagno di pesca ci sgancia prontamente il piombo guardiano con la stessa concentrazione e velocità dei meccanici ai box di Formula 1, e siamo al preterminale. In un attimo vediamo la sagoma…
“Hai preso il guad… quel coso?” Ma già sappiamo che lui è dietro di noi col guadino in mano e il pesce, in men che non si dica, è nel pozzetto, tra le urla e la gioia dei pescatori a bordo. Le foto ricordo sono d’obbligo, e poi via subito di nuovo in pesca per sfruttare il momento di attività… non si sa mai che il mare ci riservi qualche altra bella sorpresa, e quella giornata perfetta possa trasformarsi in una giornata indimenticabile.
UNA GIORNATA PERFETTA “ALTERNATIVA”
Se è vero che un’uscita di pesca organizzata in modo serio, senza lasciare spazio all’improvvisazione, e coronata da una o più catture, è certamente da definirsi “giornata perfetta”, è altrettanto vero che in alcuni casi la giornata perfetta può avere tutt’altra sfumatura: quella che ti permetterà di registrare ricordi indelebili insieme a chi ami, che sia tuo figlio, tuo nipote o un parente.

E così, quella mattina, invece di impostare la sveglia alle 4:00, lascerai che siano gli orari di qualcun altro a comandare: ti alzerai con calma, darai il tempo a tutta la famiglia di fare colazione e partirai senza fretta, con uno stato d’animo che difficilmente riesci ad avere quando vai a pesca “per catturare a tutti i costi”. Quella giornata avrà ritmi molto più lenti, e l’obiettivo sarà raggiunto quando vedrai quel sorriso che aspettavi, anche dettato dalla cattura di qualche “semplice calamaro”, che in condizioni normali custodiresti gelosamente nella vasca del vivo in attesa di innescarli, ma che questa volta senza esitazioni deciderai di destinare alla cena.
E se vi chiederanno quali sono state per voi le giornate perfette a pesca, certamente includerete anche queste… insieme a quelle che vi hanno regalato le catture della vostra vita!




