Il nodo cruciale dell’armadio maschile: le cravatte di E. Marinella

Piccole opere d’arte stampate a mano su tele di tessuti pregiati. Sono le storiche cravatte Eugenio Marinella, che della sua bottega, situata nella zona “più in” di Napoli, ne ha fatto il centro del mondo dell’eleganza per uomo.
Un’idea, un grande spirito imprenditoriale ed una famiglia: queste le solide basi nelle quali, dal 1914, affonda le radici questo esempio di eccellenza italiana “Il mio viaggio nell’imprenditoria affonda le radici nel 1914 – ci spiega Maurizio Marinella, oggi a capo della storica sartoria – Mio nonno fondò l’azienda in quell’anno e io ho sempre respirato l’aria di questo posto. Negli anni che precedettero la sua morte mi aveva imposto, pur avendo solo 10 anni, di trascorrere ogni giorno qualche ora nel negozio per respirarne l’aria. La nostra storia nasce da una piccola bottega artigianale e si evolve fino ad oggi quando, con fortuna, possiamo definirci un marchio internazionale, simbolo della tradizione sartoriale e dello stile italiano nel mondo, che ha mantenuto inalterata la tradizione artigianale e la scrupolosa attenzione alla qualità”. Una piccola bottega artigianale che dal 1994, anno della consacrazione internazionale, vanta un endorsements importantissimi “Francesco Cossiga – ci racconta ancora Maurizio Marinella – allora Presidente della Repubblica ed amico di famiglia, diventa in quell’anno un vero e proprio ambasciatore del marchio, prendendo l’abitudine di portare in dono ai Capi di Stato, nelle loro visite ufficiali, una scatola contenente cinque cravatte Marinella. Il marchio comincia così a fare il giro del mondo.
Il G7 organizzato a Napoli nel 1994 spalanca definitivamente alla nostra piccola ditta napoletana le porte del mercato, diventando fornitori della cerchia molto esclusiva dei grandi del mondo: gli organizzatori decidono, infatti, di offrire a tutti i capi di stato presenti, una scatola contenente sei cravatte Marinella, consacrandone il marchio”.
Da Cossiga in poi moltissimi testimonial di primo piano, specialmente della politica italiana ed internazionale, come Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema, il Re Juan Carlos di Spagna e Alberto di Monaco. In America, dai Kennedy a seguire tutti i Presidenti americani le hanno indossate. Lo stesso Trump, oggi Presidente degli Stati Uniti, 30 anni fa voleva il marchio Marinella all’interno della Trump Tower di New York, un invito che fu declinato dalla sartoria che 30 anni dopo, a New York, ci è arrivata lo stesso e con una posizione ancor più di prestigio: quattro fantasie iconiche delle cravatte Marinella sono state esposte, dal 1 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018, al MoMa (Museum of Modern Art) con l’esposizione “Items: Is Fashion Modern?” e scelte tra gli oggetti della mostra a cura di Paola Antonelli e Michelle Millar Fisher del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa.


Oltre alla qualità dei tessuti, alla finezza delle fantasie e alla maestria della realizzazione, le cravatte sono personalizzate. La customizzazione dell’accessorio è un punto di forza intrinseco dell’oggetto stesso: il nodo è personale ed ognuno lo applica come lo ritiene più comodo. “Il nodo perfetto non esiste perché varia in base al collo della camicia, un consiglio importante è quello di fare un nodo semplice per le prime volte, ma è chiaro che dopo aver tirato e sollecitato diversi nodi la cravatta tende a cedere in lunghezza, caratteristica tipica della seta. Consigliamo, quindi, di fare un solo nodo le prime 40-50 volte che si indossa la cravatta dalle volte successive si fa un mezzo scappino, questo consente di recuperare quella lunghezza”. Prerogativa della sartoria napoletana è la particolare imbottitura e il rinforzo del nodo, la parte più soggetta alla compressione e, quindi, all’usura. Uno stile volutamente inglese, caposaldo di eleganza a cui da subito Eugenio Marinella si ispirò. Un tocco mai tradito, tanto che le preziose sete vengono stampate in Inghilterra una volta ogni 10 giorni al massimo. Da ciascuna stoffa escono 4 cravatte irripetibili e per ogni cravatta si impiegano 45 minuti di lavoro dal taglio. Ed è proprio il taglio, oltre alla fantasia, ad essere protagonista di una cura senza pari. “Le maestre del taglio arrivano per prime, tagliano e preparano le stoffe a seconda delle esigenze del cliente. Non dimentichiamo che lavoriamo le cravatte solo su misura e così come varia la larghezza e l’imbottitura del nodo secondo i gusti, anche la larghezza e la lunghezza variano in base all’altezza della persona che la indossa per un vero servizio su misura per la prima volta applicato alla cravatta. Lavorazioni classiche, quindi, ma anche lavorazioni più complesse come a 5,7 e 9 pieghe dove viene utilizzato un particolare twill di seta ripiegato appunto per 5,7 o 9 volte che conferisce alla cravatta maggiore e più naturale corposità”. Anche la scelta stessa della fantasia è un atto impulsivo ed irrazionale, come suggerisce lo stesso Maurizio Marinella. Inoltre, come scarpe e borsa di una donna non vanno più coordinate secondo gli ultimi trend, neanche fazzoletto da taschino e cravatta devono essere più in pendant: ciò conferisce a chi le indossa un’aria meno leziosa e un’eleganza decontractée.
Linee guida fondamentali per garantirsi eleganza e raffinatezza. Fedele nel tempo alla propria territorialità, negli ultimi anni però, visto l’importante richiamo del nome sono stati aperti degli store: due a Milano, due a Tokyo, uno a Londra e uno, nel 2017 a Roma a due passi dal Quirinale.
Una lavorazione di lusso, ma assolutamente accessibile: una cravatta E. Marinella, ha un costo medio di 110,00 €.

E. MARINELLA
www.emarinella.com

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