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Il Gelcoat e le “zampe di gallina”

E-mail di un nostro lettore:

Gentile Dott. Coccia,
tra le molteplici problematiche da lei affrontate nei precedenti numeri di Mondo Barca Market notavo che una delle più comuni problematiche si verificano nella parte del gelcoat, si tratta delle famose zampe di gallina o piccole lesioni che ho personalmente notato nella parte di prua della carena, e nella parte centrale.

Gli operatori che ho consultato mi hanno detto che essendo il gelcoat rigido può creare delle lesioni a vista, date da più possibili fattori: dallo stampo, da brusche forzature in acqua o nella messa a secco su cavalletti, anche se poi confermano che la resina interessata non comporta alcuna problematica. Volevo sapere da lei, di certo tecnicamente più esperto, se la resina in discussione potrebbe essere quella della carena e quindi parte in acqua potrebbe avere delle problematiche indebolendosi, e se è sufficiente dargli dell’antivegetativa prima di metterla in acqua per evitarne il logoramento. Le anticipo che la barca è priva di osmosi.
Grazie, a presto Marco.

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La risposta dell’Ing. Coccia

Gentile Sig. Marco,
Lei ci chiede informazioni circa le cosiddette “zampe di gallina“, ossia piccole lesionature del Gelcoat che rivestono le imbarcazioni.
Innanzitutto cominciamo col dire che il Gelcoat è – fondamentalmente – assimilabile ad una resina pigmentata.


Esso è lo strato esterno che – specie per barche medio/piccole – dà il colore all’imbarcazione.
Le imbarcazioni di dimensioni e costo più importanti, invece, vengono riverniciate a smalto successivamente allo sformo della barca stessa.


Ma torniamo sul gelcoat.
Esso, dopo la ceratura viene applicato sull’intera superficie dello stampo con apposite macchine (“gelcottatrici”) o anche a mano previo l’utilizzo di specifici rulli e/o pennelli.
Ora, a prescindere dalla modalità con cui esso viene applicato, è molto importante rispettare alcuni dettagli tecnici affinché il Gelcoat abbia una buona riuscita. Innanzitutto è fondamentale che lo spessore del film che si va ad applicare sia omogeneo e costante.


Infatti, uno spessore esiguo rischia di essere aggredito dai solventi della resina che successivamente si va ad applicare, mentre uno spessore eccessivo può comportare altri tipi di problemi fra cui quello delle piccole lesionature che lei ha visto sulla sua imbarcazione.
Quando, infatti, lo spessore del gelcoat è ‘importante’ ( film che superano gli 800 micron ) il materiale perde la propria elasticità e – sottoposto a sollecitazioni – può lesionarsi.


E’ fondamentale, pertanto, che durante la fase di applicazione il tecnico che controlla il processo verifichi che gli spessori siano costanti e soprattutto non superiori ad 800 micron.
In una delle figure allegate, potrà osservare il caratteristico “spessorimetro”  che serve – appunto – per questi tipi di controlli.
In merito alla sua preoccupazione, ossia al fatto che questa lesionatura possa interessare la resina, mi sentirei di rassicurarla in quanto – nella stragrande maggioranza dei casi –  riguardano solo il film superficiale.


Tuttavia, v’e’ da dire che il gelcoat oltre a dare la colorazione all’imbarcazione è la prima protezione che essa ha nei riguardi dell’acqua. In pratica, il Gelcoat è la prima barriera. Fra l’altro, un buon Gelcoat Vinilestere esibisce delle soddisfacenti proprietà fisico chimiche e pertanto deve essere riguardato e protetto anche esso al fine di preservare l’integrità dell’imbarcazione anche sotto il profilo  superficiale .Per tale ragione, a mio avviso, è bene non trascurare queste piccole crepette che ogni tanto si possono scorgere sulla superficie del laminato, questo, soprattutto se le lesioni si trovano in corrispondenza dell’opera viva ( ossia della parte in contatto con l’acqua ).


Una buona prassi, è quella di carteggiare la zona interessata dal difetto per capire innanzitutto se la piccola crepa abbia interessato anche il primo strato di fibra di vetro. Se cosi’ non dovesse essere ( come nella maggioranza dei casi ) si può procedere al ripristino utilizzando una piccola quantità di gelcoat catalizzato e paraffinato che poi dovrà essere successivamente carteggiato e lucidato. E’ molto importante, a questo punto, specificarle che non è sufficiente prendere un gelcoat dello stesso colore. Esistono molti marchi di Gelcoat come Reichhold, DSM, Ashland, etc.


E’ buona norma, pertanto, contattare il cantiere produttore e chiedere quale tipologia di Gelcoat sia stato utilizzato ed acquistare il medesimo tipo.
Di solito, infatti, non tutti i bianchi – ad esempio – sono gli stessi e così vale anche per gli altri colori. Un occhio attento, infatti, si accorge della differenza di tono che può risultare da un ritocco di gelcoat non effettuato a regola d’arte. Una volta procuratosi il Gelcoat, non resta che mescolare perfettamente, diluire al 25 % con apposita “soluzione paraffinata per ritocchi”, setacciare con un filtro da 50 micron e spruzzare sulla parte carteggiata.


Una volta che “il ritocco” avrà catalizzato ( attendere almeno 36 ore ), si potrà procedere alla carteggiatura e alla lucidatura finale.
La crepa sarà scomparsa e la barca tornata come prima.

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