Accessori e dintorni da altura
Quali accessori portare in battuta in altura? Quando si programma una battuta di pesca, non sempre si tiene conto di tanti piccoli (o grandi) accessori, spesso fondamentali alla riuscita della stessa, in mancanza dei quali potremmo appunto trovarci in difficoltà in determinate situazioni, più o meno prevedibili.
A bordo di un’imbarcazione con un equipaggio specializzato in una determinata tecnica di pesca, vige di solito un’organizzazione secondo la quale tutti gli accessori fondamentali hanno la loro posizione strategica, individuata dopo anni di esperienza, volta sia a ottimizzare i tempi di pesca, sia a scongiurare eventuali situazioni scomode. L’altura chiaramente non fa eccezione, anzi, i margini di errore sono minimi: ci si confronta con pesci di una certa mole, che tendono a slamarsi facilmente, come nel caso delle aguglie imperiali, o con tunnidi che sotto bordo non sono sempre semplici da gestire…
Bisogna cercare di sfruttare al meglio ogni occasione, soprattutto considerando il costo di questa tecnica, legato al notevole consumo di carburante. E se è vero che ognuno, in base alla propria esperienza, può avere esigenze diverse, abbiamo pensato a una lista di accessori utili che a nostro avviso non dovrebbero mai mancare a bordo durante un’uscita di traina d’altura, anche se spesso non se ne percepisce l’importanza.

ACCESSORI DA ALTURA: I GUANTI
Rispetto a molte tecniche di pesca, come lo spinning pesante o il jigging, in cui i guanti hanno la caratteristica di essere sottili e di lasciare una certa “sensibilità” al pescatore, essendo utilizzati durante tutta l’azione di pesca, nell’altura invece i guanti dovrebbero essere preferibilmente rinforzati, soprattutto nel palmo e sulle dita.
Questo perché il loro utilizzo principale non riguarda solo il combattimento con la preda, ma soprattutto il recupero del pesce quando quest’ultimo sarà “al leader”. Nello specifico, in altura vengono impiegati terminali abbastanza lunghi e la parte finale del recupero si effettua manualmente, avvolgendo il filo attorno alla mano. Inoltre, nel caso di un combattimento con un rostrato, una volta sotto bordo il pesce potrebbe anche essere afferrato dal rostro, nel caso in cui lo si voglia rilasciare, così da effettuare le operazioni di slamatura comodamente fuori bordo.
ACCESSORI DA ALTURA: IL COLTELLO
Alleato e compagno di ogni occasione, un coltello a portata di mano fa sempre comodo, in qualsiasi momento! Ne esistono decine di tipologie diverse, sia da tenere in cintura che da “cassetta”, con lama liscia o seghettata, con l’incavo per recidere cordini, con punta a pugnale o a cutter… Personalmente trovo i coltelli richiudibili molto validi e pratici da portare sempre in tasca o “appesi” a un passante della cintura (se provvisti di gancio), così da averli a portata di mano in qualsiasi momento e in qualsiasi punto della barca ci si trovi!
ACCESSORI DA ALTURA: LA PINZA
Anche in questo caso, l’accessorio da selezionare dovrà essere comodo, maneggevole e con diverse funzioni importanti, ad esempio un beccuccio per aprire gli split ring e poter cambiare rapidamente un’ancoretta ad un minnow; un becco molto lungo per poter slamare agevolmente i pesci restando a debita distanza con la mano; una parte destinata a tagliare i cavetti d’acciaio. Molte pinze hanno anche il proprio fodero per poter essere posizionate in cintura e averle così sempre a disposizione.

RAFFIO
L’errore più frequente è pensare che nel momento in cui il pesce è sottobordo, a portata di raffio, la cattura sia già andata a buon fine… In quei frangenti, infatti, può succedere di tutto, e potremmo veder sfumare via la nostra preda. Figuriamoci se poi il nostro raffio non è a portata di mano (o non lo abbiamo affatto) e ci ritroviamo a perdere preziosi secondi in attesa che il nostro compagno di pesca si decida a prenderlo. Meglio averlo, invece, sempre nello stesso posto, che dovrà essere noto a tutto l’equipaggio… e meglio averne uno che svolga bene la sua funzione: abbandoniamo quindi i raffi telescopici, a vantaggio dei modelli monopezzo, meglio se con una curvatura ampia e interamente in acciaio.
RAFFIO DI RISERVA
A volte, per una serie di sfortunati eventi, un solo raffio potrebbe non essere sufficiente. Vuoi perché il compagno di pesca che ha deciso di raffiare il pesce è alle prime armi e si lascia scivolare il raffio dalle mani, vuoi perché magari l’attrezzo non è di primissima qualità e si rompe, vuoi perché il pesce è molto grosso e necessita di essere raffiato due volte per essere issato a bordo. Insomma, avere un solo raffio a bordo non è il massimo della sicurezza: averne un secondo di riserva, anche in una zona meno a vista, potrebbe salvarci da una pescata destinata, diversamente, a terminare con un cappotto.
OCCHIALI DA SOLE
Le giornate in altura sono lunghe, lo sguardo è sempre rivolto alle esche in scia e in minima parte a scrutare l’orizzonte in cerca di segnali. Senza dei buoni occhiali da sole, rigorosamente polarizzati, difficilmente riusciremo a resistere senza essere abbagliati dai riflessi del sole sulla superficie del mare o sul bianco del pozzetto della barca, specialmente in quei momenti in cui avremo il sole alle spalle.
Non c’è visiera che possa sostituire un buon paio di occhiali! Dobbiamo pensare a questo accessorio anche come a un vero dispositivo di sicurezza per i nostri occhi, che ci protegge non solo dalla luce, ma anche da tante insidie che possono presentarsi, come un amo o un minnow che schizzano verso di noi a causa del pesce che si slama, o il raffio brandeggiato in aria in un momento di euforia a bordo.

CINTURA
Chi non si è trovato, almeno una volta nella vita, a dover combattere un bel pesce senza avere una cintura da combattimento da poter utilizzare? Ricordo ancora quando, durante un’uscita tra amici, avemmo un triplo strike di aguglie imperiali e, avendo a bordo solo due cinture, un mio compagno di pesca fu costretto a utilizzare una scarpa come protezione alla crociera della canna.
Diciamo che finché si pesca con attrezzatura light, forse la cintura potrebbe anche non essere necessaria e sostituita da un funghetto di gomma, ma basta salire leggermente con il libraggio della canna, per renderne l’utilizzo fondamentale. La cintura da altura non dovrà essere gambale come nel drifting, ma sarà sufficiente il classico modello piccolo in vita, che permette il movimento libero della canna, anche quando il filo sarà praticamente orizzontale e il pesce lontano dalla barca.
LACCI DI SICUREZZA
In altura, è bene che ogni canna in pesca sia assicurata con un apposito cordino di sicurezza, legato da una parte in un punto saldo della barca, dall’altra all’apposito gancio che troveremo o sulla bobina del mulinello, o dietro, sul fermo da avvitare. Per facilitarne l’aggancio e lo sgancio rapido, la parte da fissare al mulinello potrà prevedere un piccolo moschettone in acciaio, o in alternativa potremmo avvalerci della classica gassa d’amante, nodo sempre rapido sia da effettuare, sia da slegare.
Il laccio di sicurezza dovrà essere abbastanza lungo da permettere alla canna di essere sfilata agevolmente dal portacanna, posizionata in cintura e, successivamente, sganciata.
CONTAMETRI
Impensabile iniziare una battuta di traina d’altura senza un contametri. Gli assetti da traina prevedono di filare le lenze a determinate distanze con una certa precisione, al fine di non farle ingarbugliare durante una virata o a causa del vento, ma anche e soprattutto per far lavorare ogni esca in una precisa posizione in scia, e offrire al pesce più possibilità.
Personalmente, quando esco in altura, amo avere il contametri sempre a portata di mano, così da poter regolare, in qualsiasi momento, in maniera precisa e veloce le distanze delle esche dalla barca.
BINOCOLO
Se da un lato è vero che la maggior parte del tempo il nostro sguardo sarà rivolto alle esche in scia, dall’altro è altrettanto vero che di tanto in tanto uno sguardo attorno a noi potrà permetterci di avvistare alcuni segnali, quali mangianze, relitti galleggianti, tagli di corrente e altre barche in pesca. Con un buon binocolo a portata di mano, potremo capire immediatamente se ciò che ci è sembrato di vedere può essere realmente qualcosa di interessante o una semplice svista… il tutto senza necessità di avvicinarci con la barca, modificando la rotta che stavamo seguendo.
In alcune occasioni, il binocolo potrebbe tornare utile anche per controllare le esche in scia, o almeno quelle che lavorano a galla, senza necessità di recuperarle.




