Velysum Venezia punta sull’hospitality galleggiante
Una casa galleggiante per navigare tra acque interne e lungo la costa: è questo l’originale progetto di Velysum Venezia, firmato da Nicola De Pellegrini e presentato in occasione del Salone Nautico di Venezia 2026.
Un concept che testimonia come l’interesse crescente per il turismo esperienziale e sostenibile stia spingendo il settore nautico verso soluzioni capaci di combinare mobilità, accoglienza e qualità dell’abitare.
Tra i progetti in esposizione al Salone Nautico di Venezia, andato in scena dal 27 al 31 maggio 2026, ce n’è uno che si è fatto notare per il particolare posizionamento: una casa galleggiante, che si colloca in un territorio di confine tra nautica, architettura e hospitality.
L’unità, lunga 12 metri e larga 3,6, rappresenta un’evoluzione del concetto tradizionale di houseboat e si rivolge sia al mercato privato sia agli operatori del turismo, dalle marine ai resort, interessati a sviluppare nuove formule di soggiorno sull’acqua. Alla base del progetto vi è una riflessione sul rapporto tra navigazione, benessere abitativo e turismo esperienziale.
“Con questo progetto abbiamo voluto immaginare una nuova forma di ospitalità sull’acqua: un luogo che unisce libertà, natura, design e qualità dell’abitare. Non una semplice imbarcazione, ma una suite galleggiante capace di offrire un’esperienza autentica, lenta e profondamente contemporanea”, ha dichiarato Nicola De Pellegrini, architetto e designer olistico, fondatore dello studio Anidride Design.
VELYSUM VENEZIA, PER LA NAVIGAZIONE INTERNA E COSTIERA
L’imbarcazione è stata progettata per laghi, fiumi, canali navigabili e tratti costieri protetti, dove il turismo lento continua a registrare una domanda crescente.
La struttura e l’involucro sono realizzati interamente in alluminio, scelto per le sue caratteristiche di leggerezza, resistenza alla corrosione e ridotte esigenze di manutenzione. Il costruttore prevede inoltre specifici trattamenti protettivi finalizzati a preservarne le prestazioni nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla propulsione, configurata secondo una logica ibrida: la houseboat adotta infatti un motore endotermico da 40 CV, affiancato da due motori elettrici destinati alle manovre e alla navigazione a bassa velocità. Una soluzione che favorisce una fruizione più silenziosa dell’ambiente circostante e una migliore esperienza nei contesti naturalistici.

INTERNI ISPIRATI ALL’HÔTELLERIE DI FASCIA ALTA
Uno degli aspetti distintivi del progetto è l’approccio mutuato dal settore alberghiero di lusso e dallo yacht design contemporaneo.
La distribuzione degli spazi interni richiama quella di una suite galleggiante, con una camera dotata di letto king size da 2×2 metri, una zona living, un’area pranzo, un guardaroba e una cucina.
Il progetto privilegia inoltre il rapporto visivo con il paesaggio, grazie a una grande vetrata scorrevole a sviluppo curvilineo, che amplia la percezione dello spazio e favorisce la continuità tra ambienti interni ed esterni.
Interessante anche la presenza di un pozzo di luce sopra la zona notte, in corrispondenza del fly deck, che incrementa l’illuminazione naturale e rafforza il legame con l’ambiente circostante. Il fly deck stesso offre un’ulteriore area dedicata al relax e all’osservazione del paesaggio.
La scelta dei materiali evidenzia una ricerca orientata a standard qualitativi elevati. Gli interni combinano essenze lignee, marmo, metallo e vetro, con un linguaggio progettuale improntato a sobrietà e durata nel tempo.
Anche il bagno si distingue per dimensioni e finiture insolite per questa categoria di imbarcazioni: la doccia ampia, illuminata naturalmente e con rivestimenti in marmo, richiama infatti gli standard adottati nei grandi yacht e nelle strutture ricettive di fascia alta.
PROSPETTIVE PER IL SETTORE
La crescente diffusione dell’ospitalità diffusa e delle esperienze immersive sta aprendo spazi a soluzioni abitative galleggianti, in grado di offrire elevati livelli di comfort senza interventi edilizi permanenti. La proposta di Velysum Venezia si inserisce in questa tendenza emergente, che potrebbe trovare applicazione in resort lacustri, marine turistiche e destinazioni fluviali, contribuendo all’evoluzione dell’offerta ricettiva legata al turismo lento.




