Castellare di Castellina: l’eccellenza del Chianti Classico
Nel cuore verde e rigoglioso del Chianti Classico, tra le colline di Castellina in Chianti, si trova una delle realtà più significative del panorama vitivinicolo italiano: Castellare di Castellina. Una tenuta che affonda le radici nel Rinascimento del vino italiano, iniziato negli anni Settanta, quando il giornalista ed editore Paolo Panerai decise di dare forma concreta alla sua passione per il vino.
Nata dalla fusione di quattro poderi, Castellare si estende oggi su circa 100 ettari, di cui 45 dedicati alla vite e 12 all’olivo, distribuiti su un naturale anfiteatro collinare a un’altitudine media di 430 metri sul livello del mare. Il terreno, caratterizzato da marne calcaree, galestro e argilla, unito a un’esposizione ideale e a rese volutamente contenute, crea un habitat ideale per produrre vini eleganti e longevi.
A guidare oggi la produzione è Alessandro Cellai, allievo del celebre Giacomo Tachis, figura di riferimento per tutta l’enologia italiana.

Il successo di Castellare di Castellina si basa su tre pilastri: tradizione, innovazione e sostenibilità. La fedeltà al territorio si esprime nella scelta di utilizzare solo vitigni autoctoni per il Chianti Classico, senza ricorrere a quelli internazionali come Cabernet o Merlot, sebbene consentiti dal disciplinare. Un esempio di questa filosofia è il Governo di Castellare, prodotto secondo l’antico metodo del “governo alla toscana”, con l’aggiunta di uve appassite dopo la prima fermentazione, per un risultato morbido, vivace e sorprendentemente piacevole, anche servito fresco.
Ma se la tradizione è un caposaldo, l’innovazione non è da meno. Castellare ha realizzato, in collaborazione con le Università di Milano e Firenze, il primo vigneto sperimentale del Chianti, per una selezione scientifica dei migliori cloni di Sangioveto (nome locale del Sangiovese) e Malvasia Nera.

I SODI DI S. NICCOLÒ: UN MITO ENOLOGICO
Frutto di anni di ricerca e selezione sui cloni di Sangioveto e Malvasia Nera, I Sodi di S. Niccolò è oggi il vino simbolo dell’azienda. Nato nel 1977, è stato uno dei primi Supertuscan a rompere con le regole della DOCG per puntare a una qualità superiore, diventando una vera e propria icona nel panorama enologico italiano.
Il suo nome racchiude una storia affascinante, come racconta Paolo Panerai: «Un giorno con Luigi (Veronelli) stavamo scendendo dalla cantina di Castellare di Castellina verso la vigna più bella della proprietà. Quella che i vecchi mezzadri avevano battezzato ‘vigna de’ sodi’, per il terreno particolarmente duro e ricco di pietre: il migliore per fare il vino. Sulla destra della discesa c’è la Chiesa di S. Niccolò del 1300, circondata da un’altra vigna con la stessa tipologia di terreno che i mezzadri avevano battezzato come il santo. Lui si fermò e mi disse: “Paolo, ecco il nome per quel vino straordinario che mi hai fatto assaggiare: chiamalo ‘I Sodi di S. Niccolò’, ma con la ‘I’ davanti, mi raccomando. Perché quello, e solo quello, sarà il vino che porterà questo nome”».
Composto da 85% Sangioveto e 15% Malvasia Nera, I Sodi di S. Niccolò ha conquistato le più prestigiose classifiche internazionali, entrando due volte nella Top 100 di Wine Spectator (con le annate 1985 e 1986) e risultando, in più occasioni, il miglior vino rosso italiano al mondo secondo la somma dei punteggi delle principali guide italiane e dei critici internazionali.
L’annata 2017, uscita nel 2021, ha segnato la 40ª vendemmia, celebrata con una speciale etichetta commemorativa su sfondo nero impreziosita dall’iconico uccellino che appare sui vini di Castellare, simbolo dell’impegno per la sostenibilità ambientale e la tutela della biodiversità.

UNA GAMMA CHE RACCONTA UN TERRITORIO
Oltre al Chianti Classico e alla sua Riserva, Castellare propone etichette di grande personalità come Coniale, un Cabernet Sauvignon in purezza, e Poggio ai Merli, un Merlot di rara eleganza. Completano la gamma bianchi strutturati come Le Ginestre, Canonico e Spartito, il tradizionale Vin Santo S. Niccolò, grappa, aceto e un pregiato olio extravergine d’oliva, “L’Olionovo”.
CASTELLARE DI CASTELLINA, UNA CANTINA TRA STORIA E AVANGUARDIA
La cantina storica rappresenta un perfetto equilibrio tra passato e presente. L’edificio originario ospita ancora le vecchie vasche in cemento, consigliate da Tachis per le loro proprietà neutre e benefiche nella fase pre-imbottigliamento.
Accanto, sorge una struttura moderna con vasche in acciaio termocondizionate e piccole barrique di rovere francese, introdotte a Castellare tra le prime in Italia. La produzione attuale si attesta intorno alle 400.000 bottiglie l’anno, di cui il 70% destinato all’export (soprattutto in USA, Germania, Svizzera, Cina e Russia), mentre il restante viene distribuito sul mercato italiano.
Un angolo particolarmente suggestivo della tenuta è la Vinsantaia, una stanza nascosta dove i grappoli di Malvasia Bianca e Trebbiano appassiscono appesi alle travi in un silenzio solenne, dando vita al Vin Santo. Un vero spettacolo dorato per gli occhi e per il naso.
CASTELLARE DI CASTELLINA: ESPERIENZE E OSPITALITÀ
Castellare di Castellina offre ai visitatori un’immersione autentica nel fascino del Chianti. Su prenotazione, è possibile partecipare a visite guidate con degustazione, oppure sorseggiare un calice al tramonto direttamente tra i vigneti. Chi desidera prolungare l’esperienza può soggiornare a Castellare in Poggio, raffinata struttura ricettiva della tenuta. Due casali rurali, ristrutturati con gusto e dotati di piscina privata, accolgono gli ospiti in un’atmosfera intima e rilassata, con arredi che richiamano i colori della campagna senese.
UN PROGETTO PIÙ AMPIO
Castellare di Castellina fa parte del gruppo Domini Castellare di Castellina, che comprende altre tre tenute: Rocca di Frassinello in Maremma (originariamente fondata in joint venture con i Domaines Barons de Rothschild – Château Lafite), e due realtà siciliane, Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare. Un progetto che porta avanti la visione di Panerai, sotto la guida esperta di Alessandro Cellai, nel segno della qualità e del rispetto per il territorio. Perché, come ama ripetere Paolo Panerai, “la vigna è vita”, e a Castellare ogni sorso racconta una storia.
CASTELLARE DI CASTELLINA
www.castellare.it




