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Torna con Solaris Power Norberto Ferretti: l’intervista

Nasce da un team d’eccellenza una gamma di lobster dai 48 agli 88 piedi dalle grandi doti marine, in grado di navigare sia a bassa velocità in assetto dislocante, sia con velocità di punta superiori ai 35 nodi. È il progetto Solaris Power, che decreta il ritorno nel mondo della nautica di un’icona mondiale dello yachting: rientra in scena Norberto Ferretti. Marinità, funzionalità e sicurezza: queste le peculiarità delle aragostiere frutto della collaborazione con Giuseppe Giuliani, titolare del cantiere Solaris, e Brunello Acampora, specializzato nello studio di carene ottimizzate per sistemi propulsivi IPS.

Norberto Ferretti
Norberto Ferretti

Fondatore del colosso che ancora porta il suo nome, progettista, collaudatore e campione mondiale di Offshore Classe 1, Norberto Ferretti ci racconta l’avventura di Solaris Power.

Com’è nata la collaborazione con Brunello Acampora e Giuseppe Giuliani?

Un giorno Giuseppe Giuliani, che io conosco da una vita perché i nostri genitori erano stati soci nel commercio di combustibili, mi disse: “Vorrei entrare nel mondo del motore, ma lo faccio solo se ci sei tu a darmi una mano”. All’epoca in ballo c’era anche l’acquisto di un importante marchio che poi non è andato a buon fine, allora io gli consigliai: “Senti, Giuseppe, tu hai Solaris, che è un cantiere prestigioso, con una bella immagine. Fai Solaris Power, senza andare a cercare un marchio da rilanciare”. Prima di accettare, però, gli dissi: “Voglio venire a vedere il cantiere, perché a me interessa la qualità. Non posso mettere il mio nome su un prodotto che non sia di alta qualità, come ho sempre fatto”. Devo dire che rimasi stupito perché la costruzione era veramente ad un altissimo livello, sia nella parte meccanica, sia nella parte tecnica e progettuale. Ho scelto Brunello Acampora, con cui avevo già collaborato in Ferretti, perché era il progettista più esperto in termini di carena.

Com’è stato tornare nella nautica?

È stato semplice, perché per me sviluppare il prodotto è molto semplice. Faccio quello che ho sempre fatto: do solo dei consigli agli architetti. Riesco a farlo anche a distanza, non ho dovuto cambiare le mie abitudini di vita, che ormai erano da “pensionato nautico e sciistico”: gli architetti mi mandano i disegni, io li correggo e glieli rimando. È una bella esperienza comunque, perché nel cantiere c’è un gruppo di lavoro di ragazzi giovani, all’ufficio progetti, che mi capiscono al volo: io vado lì, sto mezza giornata, ci parlo, loro lavorano al computer, mentre io invece non lo apro nemmeno. Lavoriamo anche a distanza, per esempio ieri mi hanno mandato dei disegni, glieli ho modificati e via. È un lavoro anche divertente, devo dire.

Come mai avete creato proprio una gamma di lobster?

Volevamo fare un prodotto di nicchia per non scontrarci con i grandi colossi, qualcosa non di grandissime dimensioni ma che si potesse collocare anche attorno agli 80 piedi. Io avevo già fatto delle lobster con Brunello Acampora. In realtà non c’è stata una ricerca di mercato ben definita: ci piaceva il lobster e abbiamo fatto il lobster.

Solaris Power 55
Il Solaris Power 55 è l’unico lobster tugato ad avere i passavanti laterali ribassati e protetti sullo stesso piano del pozzetto. Ottima la soluzione dell’ampio garage per il tender.

Ma a Cannes avete portato un open, che per ora è l’unico modello di Solaris Power a non essere un lobster.

Sì, finora abbiamo prodotto due Solaris Power 55, entrambi in versione lobster. A Cannes abbiamo portato il 48 in versione Open, che è un day-boat, ma sarà disponibile anche in versione lobster e fly.

Può darci qualche anticipazione sul 48 Fly che presenterete a Düsseldorf?

È lo stesso scafo del 48 Open, solo che mentre quest’ultimo ha una cabina armatoriale importante, un bellissimo bagno e una dinette interna, la versione flybridge avrà due cabine e due bagni: la cabina armatoriale con letto matrimoniale e una cabina a due letti singoli, con due bagni separati.
Sia il 48 sia il 55 sono barche molto interessanti perché sono caratterizzate da un walkaround: hanno dei camminamenti molto larghi e molto comodi per andare dal pozzetto fino a prua, anche in navigazione. Questo walkaround avrebbe portato via molto spazio agli interni, se non ci fosse stato uno studio molto dettagliato per riuscire ad avere i camminamenti bassi e al contempo un’abitabilità importante. Sono convinto che il 48 Open e il 48 Fly saranno una bella accoppiata. Anche a Genova abbiamo portato il Solaris 48 Open, insieme al 55 Fly.

Solaris Power 48
Sottocoperta il Solaris Power 48 Open offre ampi spazi, paragonabili a quelli di un’imbarcazione a ponte alto. Particolari le murate laterali abbattibili: con questa soluzione la superficie del pozzetto aumenta del 20%.

A proposito del Salone di Genova. Lei è stato Vice Presidente di UCINA Confindustria Nautica. Cosa pensa della riunificazione con Nautica Italiana?

È stata demenziale la separazione, specialmente in un momento difficilissimo per la nautica.
Trovo che siano stati degli scriteriati quelli che hanno voluto la separazione, anche perché non aveva un senso logico. Alla fine ha prevalso il desiderio di potere sullo scopo dell’associazione. L’ho sempre detto. Quando il dottor Galassi (Alberto Galassi, AD di Ferretti Group, n.d.r.) mi chiese un consiglio sul Salone di Genova, gli dissi: “A Genova devi andare per rispetto dei tuoi clienti! Il mercato estero è fondamentale, ma il cantiere l’ha fatto nascere l’Italia“. Per questo il Nautico non si doveva abbandonare.

Quali progetti avete in programma per il 2020?

Ci sono già queste due barche, poi presenteremo il modellino dell’80 piedi, che dovrebbe entrare in lavorazione modelli e stampi a fine 2020. Per noi è già tanto: il cantiere è una start-up, i dipendenti non sono molti, non è la Ferretti, e avere già in poco tempo tre barche con tre modelli di propulsione è un bell’impegno. Staremo a vedere dove ci porterà il futuro.

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