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tutto sui divergenti

Tutto sui divergenti

Ogni alturista incallito, prima o poi, durante il suo percorso si trova davanti alla scelta di dover acquistare una coppia di divergenti da montare sulla propria imbarcazione, ignorando talvolta quali siano le caratteristiche da ricercare e la loro funzione primaria, che non è semplicemente, come spesso si pensa, quella di permetterci di filare più canne in scia.

Certo, anche l’occhio vuole la sua parte, e quando ci capita di vedere un fisherman superattrezzato, con due divergenti da 8 metri in bella mostra, ci vien proprio voglia di farci questo bel regalo! Ma non mi dite che siete disposti a spendere migliaia di euro, solamente per un fattore estetico? Allora lasciatemi svelare che gli outriggers, oltre a rendere la nostra barca decisamente accattivante, sono anche estremamente utili, se non fondamentali.

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LA SCELTA GIUSTA

I divergenti, altro non sono, che dei “pali” formati da diversi innesti, che in azione di pesca vengono aperti lateralmente all’imbarcazione e, tramite un sistema di sagole, carrucole e pinze di sgancio, ci permettono di portare le nostre lenze alle loro estremità, come se allargassimo la nostra imbarcazione. Possono essere telescopici o fissi, in vetroresina, carbonio o alluminio. Di solito fino a lunghezze massimo di 5,5 mt possono essere telescopici e di materiali leggeri quali vetroresina o carbonio, oltre che di alluminio, mentre per lunghezze maggiori da 6 mt fino ad oltre 9 mt, hanno la necessità di essere realizzati necessariamente in alluminio e con un sistema di tiranti ad una o più “crocette” o crociere per renderli rigidi e capaci di sopportare sia l’azione di pesca che, quando messi a riposo, la navigazione ad andature sostenute.

La scelta tra l’una e l’altra tipologia, spesso è dettata dall’imbarcazione: ovvero su barche open o di piccola dimensione non avremo la possibilità di montare dei divergenti fissi, che richiedono dei punti di ancoraggio molto solidi. In questo caso, meglio optare per una coppia di divergenti da T-Top telescopici, in modo da poterli accorciare e non gravare troppo sulla struttura nelle navigazioni veloci. I divergenti fissi sono invece da preferire su imbarcazioni cabinate, dagli 8 mt in su, dove avremo punti di ancoraggio sia nella vetroresina, sia nell’hard top.

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A COSA SERVONO

Spesso quando si parla di divergenti si pensa che il loro scopo sia solo ed esclusivamente quello di permetterci di filare più canne in pesca, quando invece non è proprio così!
Qualche anno fa, con la mia imbarcazione (un fisherman di 10 mt cabinato), pescavo con 8/9 canne senza divergenti. Avevo studiato la posizione dei portacanna, sia in alto che in murata e la distanza delle lenze, che riuscivo a non farle mai toccare!

Successivamente comprai la mia prima coppia di divergenti in vetroresina telescopici da 5,60 mt, sostituiti dopo 2 anni da una coppia in alluminio fissi da 6,60 mt. Con la barca attrezzata con questi ultimi divergenti, pescavo con non più di 6 canne! Vi starete chiedendo come sia possibile che, nonostante abbia montato dei divergenti più lunghi, si sia ridotto il numero delle canne in pesca. Semplicemente perché, con il tempo, ho capito che per determinate tipologie di pesca non sono necessarie tutte quelle esche in scia e soprattutto che lo scopo dei divergenti è tutt’altro.

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Sicuramente se avete intenzione di pescare con 10 canne i divergenti vi danno una grossa mano, ma i loro utilizzi principali dovrebbero essere ben altri. Ad esempio, ci permettono di far pescare le esche fuori dalla scia, nell’acqua completamente pulita, fattore fondamentale! Oppure ci danno la possibilità di lasciare una pancia di filo (drop back) tra la punta della canna e la pinza di sgancio, necessaria in alcune tecniche di pesca con esca naturale.
Ancora, con un’inclinazione verso l’alto di 45°, gran parte del nylon starà fuori dall’acqua, e le esche lavoreranno meglio. Tutte migliorie, volte ad ottimizzare al meglio l’utilizzo delle canne in pesca, non ad aumentarne il numero.

PORTA DIVERGENTI

Ora che abbiamo acquistato i nostri due bei divergenti, ci sarà sorto certamente il dubbio su come fissarli alla barca! Partendo dai pali in alluminio fissi, che sono certamente più complicati da gestire, necessiteremo di una coppia di portadivergenti a tre piedi, che faranno un’azione basculante solo verso l’esterno, dandoci quindi la possibilità di chiuderli e aprirli a diverse inclinazioni laterali, mentre l’angolo verso poppa sarà fisso. I divergenti telescopici invece ci danno diverse varianti di applicazione, un po’ per tutte le tasche.

La più economica è rappresentata dai semplici portacanna da battagliola, chiaramente di quelli in acciaio con fissaggio forte, da posizionare fissi sul T-Top o roll-bar e nel quale innestare i divergenti all’occorrenza.
Volendo qualcosa di più professionale, esistono dei porta divergenti da T-Top, regolabili facilmente in apertura laterale e in altezza, in cui i pali resteranno installati in maniera fissa. Di sicuro, prima di scegliere una determinata soluzione, bisogna studiarsi per bene le possibilità che ci offre la nostra barca, onde evitare acquisti sbagliati.

ACCESSORI

Un buon divergente, senza una buona pinza di sgancio, è quasi inutile! Troppe volte vedo utilizzare pinze non adatte, come ad esempio le classiche “mollette” da downrigger che lavorano schiacciando il nylon, ma che sono fatte per ricevere una trazione molto leggera, dato che vengono utilizzate per trainare con il vivo a bassissime velocità. Utilizzarle con dei kona di una certa dimensione, trainati per giunta ad 8 nodi, significa doverle serrare talmente forte che il nylon ne uscirebbe danneggiato, e non sono neanche certo che lavorerebbero bene, senza sganciarsi di continuo.

Le pinze da outriggers, invece, sono fatte con una clip d’acciaio, una specie di “ferretto” il cui rilascio è regolabile a seconda della resistenza in acqua dell’artificiale, ma soprattutto a seconda della nostra necessità di far settare l’amo… esatto, perché con i divergenti, l’amo viene settato prima dalla pinza di sgancio poi, quando quest’ultima “spinza”, riceve un secondo colpo dalla frizione del mulinello. La pinza quindi è più che fondamentale! Per utilizzare i divergenti, inoltre, avrete bisogno di due sagolini, ognuno del doppio della lunghezza dei pali, due cimette elastiche, due moschettoncini e due carrucole.

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