Assicurazioni e sinistri: le buone pratiche da seguire
Probabilmente, già dal titolo di questo articolo, si potrebbe presupporre la vastità e la complessità del tema che ci accingiamo a trattare. Leggi di piú …
Probabilmente, già dal titolo di questo articolo, si potrebbe presupporre la vastità e la complessità del tema che ci accingiamo a trattare. Leggi di piú …
Comprare uno yacht all’estero conviene?
Quando si parla di bandiera (o, più propriamente, di registro d’iscrizione) soprattutto nel mondo dello yachting, è evidente che il tema abbia connotazioni di varia natura, che spaziano dal pregiudizio verso il diportista a fenomeni d’attualità come il cosiddetto “flagging out”, fino a scelte operative legate a esigenze assicurative, finanziarie (come nel caso del leasing) o di esercizio (attività commerciale). In questo senso, la scelta della bandiera, sia essa “pura” o commerciale, ha rappresentato, e rappresenta tuttora, un argomento che non dovrebbe essere considerato di secondaria importanza per l’armatore e non solo.
Che si parli di utilizzo privato o commerciale, assicurare la propria unità significa, non di rado, tutelare un importante investimento economico. Ma, per quanto le polizze corpi e macchina (impropriamente chiamate anche kasko) rappresentino un must non solo per gli armatori ma anche per banche o finanziarie, spesso anche i cosiddetti “esperti” si perdono nei cliché e nella mera teoria che si limita a definirne, nel migliore dei casi, i teorici livelli di copertura.
La fine della stagione, segnata dalla chiusura del Salone Nautico di Genova lo scorso 24 settembre, ha lasciato un sapore dolce-amaro. Dolce o, in altri termini, di positiva tendenza, guardando ai numeri: il Salone ha registrato 120.864 visitatori, con un incremento del 2,19% rispetto alla precedente edizione; vedendo anche ben 100 novità, con 30 première e 125 tra convegni e work-shop. L’amaro, invece, potrebbe essere stato percepito da chi, legittimamente, si aspettava qualche novità in più sui temi normativi.