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Scoglio Ferale: immergersi tra storia e leggenda nelle Cinque Terre

Dal Golfo dei Poeti all’area marina di Portofino: un mondo sommerso da scoprire.

Siamo lungo la costa delle Cinque Terre, appena usciti dal Golfo della Spezia, passando dalle Bocche di Portovenere in direzione di Genova.
Proprio in mezzo al mare, non lontano dalla costa, di fronte all’arroccato paesino di Schiara, nei pressi di Riomaggiore, svetta un monolite di 30 metri di nuda arenaria dalla forma piramidale. Questo è lo Scoglio Ferale, imponente e seduttivo, avvolto da un’aura di leggende e di storie che rendono la sua esplorazione ancora più affascinante.

Lo Scoglio Ferale, indicato così già nelle antiche carte nautiche, è facilmente riconoscibile dalla croce alta oltre due metri, tutta di un pezzo, che è stata posta sulla sua sommità.
Esposto alla potenza del mare, lo Scoglio Ferale è definito anche “Rocca Gagliarda”, per sottolineare la sua resistenza agli assalti possenti del Libeccio. La leggenda narra, tuttavia, che il nome “Gagliarda” derivi dall’omonima contessa che cadde dalla barca e affogò in mare, mentre si recava dalla Spezia a Tramonti per abbracciare l’amato Leandro che l’attendeva sulla costa, proprio davanti lo Scoglio Ferale.

Salpe

Quando si arriva nei pressi dello scoglio si è avvolti da un’atmosfera particolare, molto suggestiva, trasmessa dall’imponenza dello scoglio stesso e dalla costa di Tramonti che cade a picco sul mare; anche i fondali sottostanti sono favolosi, grazie alla loro particolare morfologia, che nei primi metri rispecchia la parte aerea dello scoglio, con tante spaccature, sino a degradare in piccole cigliate e numerosi massi ricoperti di spugne arancioni, tra i quali si possono scorgere bavose, grossi branchi di salpe, saraghi fasciati e triglie di scoglio, nonché lumache di mare, patelle, cozze, alghe, ricci, i rossi pomodori di mare fra le fessure, i granchi e simpatici gamberetti.

Un branco di saraghi

Osservando più in profondità, la fauna marina cresce di taglia e non è raro osservare branchi di occhiate, orate e branchi di barracuda.
Continuando a scendere, nei punti in cui la roccia poggia sulla sabbia, vi sono sogliole, tracine, trigoni e nelle spaccature è frequente l’incontro con polpi e murene. A tarda estate e inizio autunno, fanno da padrone le numerose specie di pesce azzurro: acciughe, sardine, sgombri e tonni.

L’immersione è molto interessante anche in notturna, anche se di sera, se c’è la luna piena, un attimo prima di immergervi potreste scorgere una barca che scivola lenta e lugubre sulle acque schiumose attorno allo Scoglio Ferale. Se sentite provenire un suono metallico, sappiate che sono le stecche del busto di Gagliarda, che trema per il desiderio di abbracciare Leandro.

Informazioni tecniche per il subacqueo

Coordinate: Latitudine 44° 4′, 15″N
Longitudine 9° 46′, 49″E
Profondità massima: 24 metri
Tipologia: parete/franata
Difficoltà: facile
Corrente: variabile
N.B. Le immersioni, diurne e notturne effettuate con i centri per l’immersione o senza avvalersi dei suddetti, devono essere autorizzate dall’ente gestore.

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