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Antonini Navi, Baia di Pertusola

Giovane. Veloce. Concreto. Il nuovo brand Antonini Navi

A metà degli anni ’40, dalla visione di Walter Antonini, nacque la prima azienda di famiglia che ha condotto, nei successivi venti anni, ad una grande espansione aziendale. Divisa in diverse realtà cominciò ad operare nel settore dell’industria navale; venne successivamente integrata con la carpenteria leggera, poi medio pesante, infine con le attività di montaggio industriale.

Fu alla fine degli anni ’70 che Walter, affiancato dal primo figlio Claudio, decise di acquisire una zona in riva al mare nella Baia di Pertusola, nel Golfo di La Spezia, per poter disporre di una zona costiera e ampliare lo spettro della filiera produttiva. Una scelta vincente e lungimirante: oggi, infatti, presso la sede del Marina di Pertusola è nato Antonini Navi, il nuovo brand di yacht di lusso del Gruppo Antonini, con la collaborazione tra la famiglia Antonini, l’ingegnere nautico Aldo Manna e il designer Fulvio De Simoni, tutti spezzini e legati da stima e amicizia, ma soprattutto dal territorio e dalla relazione con esso, un sentimento di appartenenza che ha ispirato questo ambizioso progetto.

Da sinistra Massimo Antonini, Lorenzo Antonini, Simone Antonini e Aldo Manna
Da sinistra Massimo Antonini, Lorenzo Antonini, Simone Antonini e Aldo Manna

Utility Platform 40 – UP40

Un brand con un programma preciso e una mission ben definita, che punta al mercato internazionale dei superyacht e lo fa con un progetto innovativo: Utility Platform 40 – UP40.
Utility Platform 40 è una grande innovazione nell’ambito dei superyacht grazie a uno scafo con una piattaforma modulare in acciaio che può essere adattato a tre diverse tipologie di imbarcazioni dislocanti: Motoryacht, Crossover e Explorer. Questa soluzione garantisce una grande flessibilità, ma soprattutto tempi di consegna ridotti, 18 mesi anziché 24, e una totale libertà di personalizzazione. Da pochi giorni, a soli sei mesi dalla nascita del nuovo brand, ha preso il via l’inizio dei lavori on spec della prima unità. La scelta di avviare la costruzione rappresenta un forte segno di solidità finanziaria di Antonini Navi oltre all’enorme fiducia che il cantiere ripone in questo innovativo progetto.

L’intervista ad Aldo Manna

Con l’occasione abbiamo intervistato Aldo Manna, Partner and Sales Director, che ci ha descritto tutti i dettagli del nuovo brand del Gruppo Antonini e di UP40.

Ci racconta come sono nati il brand e il team Antonini Navi, che vedono lei e Fulvio de Simoni affiancare la famiglia Antonini, nelle persone di Massimo Antonini (CFO), Lorenzo Antonini (COO), Simone Antonini (CEO), in questo progetto?

Siamo tutti spezzini e con la famiglia Antonini siamo amici di lunga data, sin da ragazzi quando condividevamo la passione per la vela. La loro è una famiglia storica che opera nell’ambito navale, industriale e marittimo da oltre 50 anni; io sono un ingegnere nautico. Al termine degli studi avviai una società di management di superyacht, per approdare nel 2007 alla collaborazione con OCEA, cantiere di superyacht custom nordeuropeo, per il quale mi occupavo di ricerca di prodotto e commercializzazione.

Due anni fa la famiglia Antonini, acquisendo importanti commesse nel settore oil&gas, dovette acquistare delle ulteriori aree industriali all’estero per la produzione di queste piattaforme petrolifere, quindi pensarono di sfruttare una loro area storica che si trova nel golfo di La Spezia e che ha un’estensione di di ben 33.000 mq: si tratta dell’area più grande dopo l’arsenale militare, una location anche molto ambita da altri cantieri, per la sua dimensione e posizione privilegiata.

UP40-navigazione

Oltre questo, nel frattempo La Spezia compiva la propria imposizione come il più importante hub internazionale per la costruzione di superyacht, dove sono fioriti nomi come Perini Navi, Baglietto, Gruppo Ferretti, Sanlorenzo per citare alcuni. Si è deciso così di diversificare alcuni rami dell’azienda e dedicarsi anche al diporto, creando un brand di lusso che potesse collocarsi tra i più prestigiosi cantieri custom al livello mondiale.

Il processo di costruzione della prima unità è iniziato da poche settimane presso la sede del cantiere, situato nella Marina di Pertusola nel Golfo di La Spezia
Il processo di costruzione della prima unità è iniziato da poche settimane presso la sede del cantiere,
situato nella Marina di Pertusola nel Golfo di La Spezia

La famiglia Antonini, che conosceva bene il mio background, mi ha chiamato proponendomi di sviluppare una start up con la finalità di collocare il marchio sul mercato nel minor tempo possibile, affinché potesse avere sin da subito un’immagine importante. La mia risposta fu felicemente affermativa, ma tra le varie condizioni che posi ci fu quella di continuare a lavorare con uno dei maggiori e pluripremiati architetti e designer al mondo con cui avevo già collaborato per OCEA: sto parlando di Fulvio De Simoni, Creative Director del brand Antonini Navi, milanese di nascita, ma spezzino di adozione e legatissimo a questa terra. Fulvio De Simoni ha accettato di entrare in questo progetto senza esitazioni.

Quale importanza ha per l’azienda avere sede al Marina di Pertusola?

Collocarsi in questa area geografica è stata una sfida lanciata proprio dalla famiglia Antonini, mossa dal fatto che quella era ed è la loro terra d’origine e dunque hanno ritenuto che questa loro presenza rinnovata potesse assumere anche una valenza sociale, politica ed economica.
Ci tengo a sottolineare che il Gruppo Antonini ha circa 250 dipendenti e nella maggioranza dei casi si tratta di persone che provengono proprio da questo territorio.

toys
Il secondo dei tre concept progettati mediante la piattaforma UP40 di Antonini Navi è l’ UP 40 – Explorer disponibile in due versioni: Classic Explorer (foto in alto) e Sport Explorer (foto in basso) che si differenziano per il layout del Sun Deck

Veniamo al progetto dell’Utility Platform 40. Si tratta di una grande innovazione nel mondo dei superyacht che, tra le altre cose, presenta il vantaggio di ridurre i tempi di consegna all’armatore, ma ci spiega bene di cosa si tratta e quali peculiarità presenta?

UP40 nasce da una mia idea. Ho lavorato per molti anni nel mondo del custom, spesso mi sono trovato ad affrontare uno dei più grandi ostacoli del settore: il tempo di consegna di uno yacht. Quando si parte ad ideare un concept o a progettare un’imbarcazione ex novo, in modo sartoriale intorno al cliente, questo processo necessita di tempo. Un tempo che non tutti i clienti sono disposti ad attendere. Quando si desidera fortemente qualcosa si è consci di dover aspettare, ma nella nautica significa saltare due stagioni estive poiché dal progetto passano poi oltre 24 mesi per la realizzazione: di fronte a questa valutazione molti armatori tendono ad irrigidirsi.

Questo è il motivo del trend degli ultimi anni: imbarcazioni di serie personalizzabili il più possibile, ma delle quali si possono customizzare gli interni, non il modello, pertanto questo riduce molto il potenziale pubblico. Se progetto un explorer, il mio target sarà degli armatori che vogliono un explorer, non una navetta, non un motor yacht, non una barca a dislocamento pieno.
Sulla base di questo ragionamento abbiamo pensato ad un grande investimento di progettazione dedicata ad una soluzione tecnica che si potesse sviluppare in una piattaforma multifunzionale con la possibilità di intraprendere tre strade diverse, con tre design diversi e tre concept diversi: il Motoryacht, che è un classico; il Crossover, che tendenzialmente è una barca più stilosa e contemporanea; e un Explorer, che è un prodotto che si discosta notevolmente dagli altri due.

UP40-poppa
UP 40 – Crossover sarà dotato di due battelli: il primo posto nell’hangar di poppa ha una lunghezza di 7 metri,
mentre l’altro, a prua, è lungo quasi 4 metri e sarà alato tramite una gruetta a scomparsa integrata nella falchetta

Abbiamo così individuato un blocco centrale precompartimentato che potesse avere delle soluzioni interne adatte a tutti e tre i concept, e che, sviluppandosi su questo blocco centrale, avesse tre sovrastrutture diverse anche con tre appendici di poppa e prua differenti. Appendici di poppa e di prua modulabili che valgono ben 5 metri di tolleranza, la futura imbarcazione che può infatti anche superare i 40 metri – UP sta per Utility Platform, ma anche per indicare che si possono superare i 40 – e arrivare fino a 45, a seconda che si voglia un Motoryacht, un Crossover o un Explorer.

UP40-platform

Sulla base di attente ricerche di mercato è stato individuato un target ampio: armatori che ricercano yacht custom ovviamente, ma con richieste specifiche dalle quali è nato il progetto. Si è lavorato ad un certo numero di cabine previste che sono 5 o 6, alla grandezza delle aree comuni, le aree esterne, tutto modulabile. Una compartimentazione che sappiamo andar bene più o meno al 90% degli armatori e noi, pensando in funzione del concept richiesto, riusciamo a trasformarne la tipologia, mantenendo sempre, in ogni caso ed in ogni combinazione, dei vincoli necessari legati alla sicurezza. L’unico obbligo strutturale che abbiamo è la larghezza. Il blocco centrale è di circa 28 metri e sarà pronto, preallestito, a primavera. A quel punto il potenziale cliente potrà scegliere il concept e le customizzazioni per avere il proprio yacht per la stagione successiva.

Il Crossover è il modello che esprime tutte le potenzialità della gamma?

È un prodotto che conosco bene e al quale sono molto legato. E’ indirizzato ad una clientela classica, giovanile e contemporanea. E poi è il più modulabile, a seguito di richieste di clienti statunitensi, abbiamo modificato infatti la poppa creandone una ulteriore per l’utilizzo caraibico, con murate abbattibili e pensando ad una spiaggia di ben 50 metri quadrati a livello dell’acqua. Nonostante le possibili modifiche è un prodotto sempre elegantissimo e contemporaneo.

UP40 – Crossover rappresenta una reinterpretazione contemporanea delle barche classiche. Sarà disponibile in due versioni: Open Deck, completamente aperta, ed Enclosed Bridge, con una sovrastruttura che copre una parte dell’Upper Deck
UP40 – Crossover rappresenta una reinterpretazione contemporanea delle barche classiche. Sarà disponibile in due versioni:
Open Deck, completamente aperta, ed Enclosed Bridge, con una sovrastruttura che copre una parte dell’Upper Deck

Il Crossover è dunque il progetto che al meglio comunica la modularità e la versatilità dell’intero progetto, mantenendo stile e bellezza inalterate e disponibile in due diverse versioni: Enclose Bridge o Open Deck. De Simoni ha dichiarato a proposito del Crossover: “Una reinterpretazione moderna delle barche classiche il cui disegno rispondeva a precise funzioni: forme semplici ma dalla forte personalità vestono un’architettura versatile e personalizzabile, pensata per vivere il mare in modo semplice e diretto”.

E’ dunque un ritorno al contatto diretto con il mare il concept dell’intera gamma?

Il Crossover vuole essere un progetto che ricorda i vecchi Commuter newyorkesi, barche filanti e basse sull’acqua che avevano la peculiarità di essere eleganti, sicuri e a contatto con l’ambiente marino che li circonda. Il crossover degli anni ’40 e ’60 è la massima espressione dell’eleganza dell’andar per mare e della passione per il mare. Conto di rivolgermi ad un mercato che quando sale in barca voglia sentire il gusto del salmastro, non che voglia sentirsi sulla 5th Avenue a New York o in una villa a Miami.

La prima unità sarà consegnata nel 2022, ma il futuro armatore potrà scegliere, entro il 30 aprile 2021, finiture e concept.
Sobrie, eleganti, marine, versatili, personalizzabili: Antonini Navi ha pensato a barche belle e funzionali, ma soprattutto ha ideato yacht che restano tali.

ANTONINI NAVI
www.antonininavi.com

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