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Drifting in Adriatico: in cerca dell’ambitissimo tonno rosso

drifting in adriatico

Negli ultimi anni la pesca sportiva ha subito diversi mutamenti, dati da una naturale evoluzione delle tecniche di pesca, ma anche da nuove normative che restringono sempre più l’attività di pesca in mare.
Il tonno rosso, che oramai sta scomparendo dai nostri mari, ha ancora una piccola oasi in Medio Adriatico, dove ancora ci si diverte con la pesca ai giganti del mare.

Le prede non mancano e molti pescatori sembrano essere attenti alle normative vigenti, facendo attenzione alle misure minime e praticando sempre più spesso il catch and release.

La mia guida di pesca questa volta è Angelo, un vero pescatore e conoscitore del mare. I suoi racconti mi affascinano e mi stupiscono quando mi racconta della stagione appena trascorsa. Dalle sue parole capisco che le ultime battute di pesca sono state davvero emozionanti. “Sono tornati!” Mi racconta Angelo, sono tanti e alcuni di grosse dimensioni.
In quel piccolo tratto di mare i tonni forse riescono ancora a riprodursi e ad accrescersi benché siano veramente tanti i pescasportivi votati al drifting ai tonni. Sino a qualche anno fa bisognava percorrere diverse miglia di mare per andare alla ricerca del re del mare, si pescava sempre a batimetrie superiori ai 200 metri ed in Adriatico per trovare quelle profondità a volte si deve percorrere più di 25-30 miglia. Per i conoscitori di quel tratto di mare “la fossa” è stata sempre uno degli hot spot di pesca più frequentati, dove i tonni, diciamo le cose per come stanno, non sono stati mai abbondanti.
Spesso passavano giornate intere aspettando qualche marcatura nello scandaglio senza avere traccia di prede. Da circa 5 anni, invece, si pesca a batimetrie notevolmente inferiori, tra i 60 ed i 100 metri.
Le distanze si sono ridotte con un aumento degli strike.
Sembra che i tonni abbiano trovato una piccola oasi proprio in questa zona ed il nostro amico Angelo ha capito bene come insediarli.
Da vero pescasportivo Angelo studia il mare, le correnti e le temperature prima di ogni battuta, che gli permettono come sempre di tornare in porto con una bella cattura.

Strike

Un’estate con tanti strike quella passata, le maggiori abboccate si sono avute intorno ad un range che varia tra i 30 e i 50 metri di profondità. Quest’anno, data una temperatura media in Adriatico più alta rispetto agli scorsi anni, le prede sono andate alla ricerca di acque più fresche per cui l’attenzione di Angelo è stata quella di portare le esche ad una profondità maggiore.

La tecnica e le attrezzature

La pesca a drifting in Medio Adriatico viene praticata da decenni oramai, e le tecniche di pesca si sono sempre più affinate. Angelo ci descrive le tecniche utilizzate per la pesca al tonno lasciandoci intendere che i segreti restano segreti e che in mare è bello scoprire da soli nuove tecniche per cui non si lascia trasportare dalle chiacchiere e ci descrive il terminale che utilizza.
Il calamento più interessante e quello maggiormente usato da Angelo è quello con il raddoppio della lenza sino a circa 10 metri, eseguito con un nodo del tipo Bimini twist legato a una robusta girella.
Il raddoppio serve proprio ad avere un maggior carico di rottura proprio quando il pesce è sotto la barca. Il terminale, invece, lungo dai 5 ai 10 metri, deve avere un diametro di 0,80 millimetri con acque chiare, possiamo aumentarlo solo in caso di torbidità consistente.
Le attrezzature generalmente usate da Angelo con i suoi amici sono canne potenti che variano da 30 a 50 lb. Sia in Stand Up o sulla pesca con sedia il brivido dello strike deve essere sempre vivo per cui non vengono mai calate in mare più di 3 canne da pesca a diverse profondità. La prima sui 15 metri, a seguire la seconda sui 30 metri e la terza intorno ai 45 metri.

La pasturazione

Una volta che tutto è pronto, si comincia a pasturare con le sardine gettate in mare ad intervalli regolari di dieci minuti circa. I tonni posso tardare ad arrivare se la corrente gira, ma, se la corrente crea una scia continua e uniforme, allora possiamo ben sperare. Il meccanismo della pasturazione durante la pesca deve essere costante e regolare al fine di non perdere il branco di tonni che si avvicinerà alla barca.

Il combattimento

Una volta in canna, il tonno scarica tutta la sua potenza e lì comincia il vero combattimento, attimi di elevata eccitazione. A questo punto, si dovranno subito recuperare le lenze in acqua per agevolare il combattimento con il re del mare.

Le regole

La pesca al tonno rosso è aperta dal 15 giugno al 14 ottobre. Appena in porto bisogna compilare la dichiarazione di cattura controllando misure e peso che devono rientrare nei parametri minimi di lunghezza 115 cm o peso 30 kg . Ogni imbarcazione può portare a terra non più di una preda.
Una volta effettuata la cattura e prima dell’accesso in porto è obbligatorio comunicare con qualsiasi mezzo disponibile (VHF, cellulare) all’Autorità marittima del porto di sbarco l’eventuale la cattura.
Entro 24 ore deve essere poi consegnata alla Capitaneria una copia della dichiarazione di cattura.

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