A pesca alle Maldive: all’estremo nord del Paradiso
Quando si pensa a un paradiso tropicale in cui tuffarsi per una full immersion di pesca e natura, le Maldive sono certamente una delle destinazioni che ci vengono in mente per prime. Se poi parliamo di una remota isola di pescatori, nell’atollo più a nord dell’arcipelago, lontano dal turismo di massa, il sogno di trascorrere una settimana di pesca in quelle acque quasi vergini potrebbe non farci dormire la notte.
Spiagge di sabbia bianca, acqua cristallina della temperatura perfetta per rinfrescarsi dal sole tropicale che abbronza la pelle, vegetazione selvaggia e silenzio assoluto… Immaginatevi lì, su quella spiaggia bagnata dalla laguna di un atollo maldiviano, all’ombra di una palma leggermente curvata dal vento, mentre vi godete il vostro sano riposo invernale. State immaginando?
Bene, ora dimenticate tutto ciò, perché voi siete arrivati fin lì per saltare in barca alle 6:00 del mattino e scendere alle 18:00, uscire in pieno Oceano Indiano e affrontare moto ondoso e vento alla ricerca di emozioni forti, talvolta anche a costo di jiggare a mezzogiorno sotto un sole cocente e 35° di temperatura!
L’unica abbronzatura che avrete al rientro avrà il segno dei vestiti, guanti e pantaloncini che avrete indossato! Ma d’altronde siamo pescatori, mica turisti in un resort di lusso…

MALDIVE: L’AREA DI PESCA
La zona dell’estremo nord dell’arcipelago delle Maldive comprende un territorio estremamente vasto di circa 8.000 km quadrati di isole, drop off, secche e barriere coralline, in cui poter concentrare le nostre azioni di pesca. L’area dell’estremo nord è stata divisa dal governo maldiviano in 6 atolli differenti: Ihavandippolhu, Haa Alifu, Haa Dhaalu, Shaviyani, Noonu, Maamakunodhoo, un’area davvero enorme!
Ad Haa Dhaalu, l’atollo centrale dell’estremo nord, e precisamente sull’isola di Hanimaadhoo, è collocato un piccolo lodge per pescatori, il nostro punto di partenza per le uscite giornaliere di pesca. Da lì, a seconda del periodo dell’anno e delle condizioni della corrente, si potranno raggiungere facilmente tutti gli altri atolli, il che ci permetterà di trovare sempre un punto in cui ci sia attività di pesce.

MALDIVIAN BIG GAME
Nonostante le isole siano zone ideali per praticare il popping pesante e il jigging lungo i reef, allontanandoci (neanche troppo) troveremo in un attimo profondità pazzesche, scenario perfetto per filare le canne in altura. Quelle acque, infatti, sono ricche di wahoo, lampughe, pesci vela, tonni pinna gialla e, con un poco di fortuna, ci si potrebbe imbattere in qualche black marlin.
Per questo motivo, si prediligeranno prevalentemente assetti misti minnow e kona, salvo l’intenzione di concentrare l’azione di pesca solo sulla cattura dei pesci vela e dei marlin.
Utilizzando quindi 6 canne, ne fileremo due sui divergenti a 50/60 m armate con kona, una centrale lunga a 80/100 m (shot gun) sempre con kona, altre due in scia a una distanza compresa tra i 30 e i 50 m con minnow di media-grossa dimensione, e un’ultima centrale corta a 15/20 m con un kona. Le due canne sui divergenti e lo shot gun saranno rivolti prevalentemente a rostrati, soprattutto pesci vela, ma non sono escluse catture di wahoo che, con la loro dentatura affilata come rasoi, distruggeranno tutti i gonnellini dei nostri bei kona.
Le canne con i minnow ci faranno divertire con frequenti partenze di wahoo, lampughe e tonni pinna gialla. Ovviamente capiterà che attireranno l’attenzione anche dei pesci vela, e vedremo piccole sfrizionate alternate sulle varie canne, finché non si concentreranno sui kona per la partenza definitiva. Solo raramente sarà possibile allamare qualche rostrato sui minnow. In un assetto misto, la velocità di traina è sempre comandata dagli artificiali palettati, di conseguenza non potremo superare i 6,5/7 nodi.
Allo strike, dovremo cercare di capire quale pesce abbiamo dall’altra parte della lenza: nel caso di wahoo, tonni o lampughe, sarà preferibile continuare a mantenere una rotta dritta, magari rallentando leggermente per agevolare il recupero, e combattere il pesce pompandolo, mentre nel caso di un pesce vela e ancora di più di un marlin, sarà obbligatorio recuperare tutte le altre canne ed effettuare il recupero aiutandoci con la barca.

LE BARCHE
Alle Maldive non è facile incontrare un fisherman da altura come lo intendiamo noi… La maggior parte delle barche da pesca sono “dhoni”, lente barche in legno, anche di dimensioni notevoli, dalla forma strana con la poppa molto ampia e bassa. Pescare sui dhoni è piacevole per via dell’enorme spazio a disposizione a poppa, tra l’altro la loro velocità di punta è 6/7 nodi… Quindi filare le canne in altura potrebbe diventare anche un modo per ingannare il tempo nei lunghi spostamenti.
Le restanti imbarcazioni sono open, definite “speed boat”, di dimensioni comprese tra i 7 e i 12 m, con motori fuoribordo, realizzate il più delle volte da cantieri locali. Queste ultime sono anche utilizzate per il popping e jigging, data la prua ampia e libera. Sull’isola di Hanimaadhoo ne sono presenti due in pianta stabile, con le quali sarà possibile uscire in altura. Con le speed boat, al contrario dei dhoni, è possibile spostarsi in tempi molto rapidi da una parte all’altra dell’atollo, oppure da un atollo all’altro. In questi posti le correnti, e di conseguenza le condizioni generali, cambiano di continuo, e in questo modo sarà possibile raggiungere sempre i punti in cui dovrebbe esserci maggiore attività.
A PESCA ALLE MALDIVE: L’ATTREZZATURA
Per l’altura non necessitiamo di libraggi esagerati, a meno che non vogliamo ricercare la cattura di un marlin. Diciamo che diversamente, trainando con un assetto misto, useremo canne con un libbraggio variabile tra le 12 e le 30 lb.
La scelta su quale utilizzare con le diverse esche è dettata dalle probabilità di catturare un pesce grosso: tradotto, useremo le canne più pesanti con i kona, date le possibilità, seppur minime, di allamare un black marlin, mentre sui minnow useremo, con grande divertimento, le canne più leggere. È preferibile che i mulinelli siano veloci e capienti, con una frizione abbastanza precisa.
Come esche, prediligeremo kona di dimensione compresa tra i 15 e i 30 cm, ovviamente con apposito rig, collegati alla lenza madre da uno shock leader di almeno 1 mm di diametro. Per le altre esche andranno bene minnow di dimensione notevole (almeno 14 cm) palettati e non, armati con grossi ami singoli oppure ancorette. Talvolta si usa applicare prima dell’esca 30/40 cm di cavetto d’acciaio, a causa della dentatura micidiale dei wahoo che potrebbero tagliare di netto qualsiasi diametro di nylon.
Personalmente però non amo usarlo, e in ogni caso non ho mai avuto grossi problemi con i wahoo. Piuttosto sconsiglio di usare bird o teaser che lavorano sulla lenza principale, perché potrebbero essere oggetto di interesse da parte di questi pesci che senza pietà taglierebbero il filo al primo attacco.
Per completare l’attrezzatura necessaria avremo bisogno ovviamente di una cintura da combattimento non gambale, e un paio di guanti.
A PESCA ALLE MALDIVE: COME RAGGIUNGERE HANIMAADHOO
Questa piccola isola, trovandosi a notevole distanza da Malé, isola principale dell’arcipelago su cui atterrano i voli intercontinentali, non è raggiungibile tramite taxi boat. Sarà necessario infatti un volo interno della durata di circa 2 ore o poco meno.
Per arrivare a Malé, invece, dall’Italia partono diverse compagnie, alcune addirittura con volo diretto, altre con uno scalo (a Dubai o a Doha). In ogni caso, nella scelta del nostro volo, prendiamo in considerazione il fatto che potremmo portare con noi molti bagagli con attrezzatura da pesca o comunque oggetti per noi indispensabili. Affidarsi a una compagnia con una reputazione non proprio ottima, solo per risparmiare qualche centinaia di euro, potrebbe comportare disagi notevoli, come ad esempio un ritardo nell’arrivo dei bagagli (l’incubo di ogni viaggiatore). Quindi, dall’Italia voleremo per circa 11 ore, più qualche ora di eventuale scalo, per raggiungere Malé, da lì prenderemo la coincidenza, e dopo circa 2 ore atterreremo finalmente ad Hanimaadhoo, pronti per iniziare la nostra tanto attesa settimana di pesca.





