AL Custom AL30
AL30, il 30 ft del cantiere AL Custom, nasce con l’idea di regalare agli appassionati design e prestazioni, fascino e grinta, estetica e sostanza. La matita di Lou Codega, il progettista americano universalmente riconosciuto come il signore delle carene plananti, ha disegnato uno scafo dalle linee affascinanti e dal temperamento sportivo, per un’esperienza di guida che regala una corsa fra le onde incredibilmente veloce, morbida ed asciutta.
Le specifiche dettate da Andrea Lia (l’ingegnere padre del progetto AL Custom) sono state rigidissime: progettazione attenta mirata ad ottenere una carena altamente prestazionale, tecnologia costruttiva d’avanguardia volta a minimizzare i pesi (e quindi i consumi).
Da questi precisi dettami nasce l’AL30. Il risultato: una carena con una V accentuata di grande fascino e sostanza; una struttura in cui si è fatto ricorso a resine e materiali hi-tech. Intensivo (e rivoluzionario per questa tipologia di scafi) l’uso della fibra di carbonio che caratterizza le fiancate dello scafo, la coperta, la console e il t-top.
La cura dei dettagli esalta il design e l’estetica di questa imbarcazione: hardware di coperta in acciaio inox 316 lucidato a specchio ed impreziosito da incisioni laser, impianto elettrico accuratamente cablato, interruttori automatici magnetotermici stagni e connessioni stagne, pompe e impianto idraulico di alta qualità e accessibili per manutenzione, esclusivo sistema flush mount transducer per un più efficiente funzionamento dell’ecoscandaglio, cuscineria a cellule chiuse sempre asciutta, con rivestimenti trapuntati e ricamati, chiusure amovibili per la navigazione invernale. E la componentistica (made in USA, classe A+) è in linea con questi standard elevati: bracket e scaletta risalita Armstrong, trim tabs Lenco, guida idraulica Seastar, divergenti Taco, ispezioni stagne Tempress, volante Schmitt in acciaio inox 316 lucidato a specchio e dotato di pomello power knob, alluminio marino preanodizzato Etech.
Ma davvero nulla è stato trascurato: ne è un evidente esempio la viteria, tutta rigorosamente in acciaio A4 made in Germany.
E tanta attenzione (progettuale e costruttiva) si traduce in prestazioni (di navigazione, motoristiche e di consumi) top di gamma. Perfettamente a suo agio fra le onde, tanto da “costringerti” a spingere a fondo le manette del gas, l’AL30 sembra nato per le lunghe e veloci traversate. In navigazione è sempre asciutto anche in condizioni meteomarine difficili, in pesca sa essere docile e maneggevole, con spazi a bordo davvero ragguardevoli (il pozzetto è fra i più ampi della sua categoria).

Sempre a luglio l’impresa dell’AL25 Malefica e del suo equipaggio (capt. Vittorio Ramella, Andrea Alù, Marco Dodich, Olivieri Petz) salpati da Trieste alla volta del porto di Komiza (isola di Vis, Croazia). La bellezza di 220 miglia tutte d’un fiato, per partecipare ad una gara IGFA di drifiting dal respiro internazionale, dove 60 imbarcazioni si giocano un posto per la finale in Messico o in Costa Rica. Malefica non ha vinto, ma ha decisamente ben figurato con una serie di catture di primo piano. E soprattutto ha puntualmente staccato drasticamente il gruppo allo starter.

Il cantiere triestino Quaiat Yard, specializzato in lavori e servizi di manutenzione, costruzione e refitting di superyachts, presenterà in occasione del Monaco Yacht Show (dal 19 al 22 settembre) il nuovo progetto di recupero della storica Motonave costiera Ambriabella, che per decenni ha solcato i mari triestini insieme alla gemella Dionea, dopo il loro varo nel 1962.